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Alla Biennale di Venezia va in scena il Cruising

L'architettura è una pratica sessuale, ed il cruising un atto di dissidenza cruciale: benvenuti nel Cruising Pavillion.

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Il cruising designa con un termine ironico -e se vogliamo poetico- la ricerca di incontri sessuali tra uomini omosessuali negli spazi pubblici, ma la sua portata culturale, per la comunità gay e non, va ben oltre questo perimetro. Ed oggi, in un evento collaterale della Biennale Architettura di Venezia, la cruising culture viene finalmente celebrata come merita.

Si inaugura infatti, durante la 16esima Biennale di Architettura di Venezia che si apre in questi giorni, nientemeno che il Cruising Pavillion.

Alla Biennale di Venezia va in scena il Cruising - Cruising Pavillion Venezia Biennale 9 - Gay.itDa specificare che il padiglione non appartiene alla selezione della Biennale, ma è uno degli eventi satellite della manifestazione culturale che anzi è la diretta destinataria di quella che può essere considerata una raffinata provocazione al gotha dell’architettura:

Con il contributo di artisti e architetti, il Cruising Pavillion intende sottolineare l’impossibilità di considerare Freespace (titolo di Biennale Architettura 2018, n.d.r.) come definito da questa edizione della Biennale di Architettura di Venezia, senza mettere in discussione la produzione eteroregolamentata dello spazio stesso.

L’architettura è una pratica sessuale e il cruising è uno degli atti di dissidenza più cruciali.”

Infatti, dai giardini di piacere Vauxhall del XIX secolo a Londra al club Mineshaft BDSM degli anni ’80 a New York, il Cruising Pavillion guarda all’architettura come conflitto.

Secondo gli autori la logica spaziale ed estetica del cruising è un item che appartiene al sistema semantico della metropoli e ne mette in luce, dal punto di vista architettonico, i conflitti: la normatività “eterodiretta” e il moralismo con cui è strutturata la città vengono a scontrarsi, ad essere messi in crisi, dietro la patina perbenista,  da sacche di resistenza e di “contro-architettura” di cui il cruising è fenomeno rivelatore.

Alla Biennale di Venezia va in scena il Cruising - Cruising Pavillion Venezia Biennale4 copie 1 - Gay.itEsso infatti “è il figlio illegittimo della morale igienista. Relegata nel regno della depravazione, si nutre delle sue caratteristiche disciplinari più strutturanti. Nei bagni costruiti per la pulizia e nei parchi creati per la tranquillità, e anche attraverso le figure del poliziotto e del flâneur, la città moderna è attraversata, smantellata e trasformata in una resistenza. Il dungeon diventa giocoso, il labirinto protettivo e i bagni erotici. Se “il discorso architettonico è un deodorante”, allora il cruising è il potente odore umano che infesta i sogni di Jean Genet.

Il cruising si sta evolvendo e forse anche morendo.

La combinazione contemporanea di Grindr, lo sviluppo urbano e la mercificazione delle culture LGBT + ne ha svuotato il senso e sostituito i bar gay con i condomini. Le app geosociali “hanno generato una nuova geografia psicosessuale che si diffonde attraverso una vasta architettura di camere da letto comunicanti digitalmente, interrompendo così l’idealismo intersezionale che era in gioco nelle precedenti versioni della crociera. Oggi classe, razza e genere potrebbero essere regolati dalla superficie erotica dello schermo come l’architettura della città.”

Il Cruising Pavilion è un progetto a cura di Pierre-Alexandre Mateos, Rasmus Myrup, Octave Perrault e Charles Teyssou che si terrà presso lo Spazio Punch di Venezia dal 24 maggio al 1 luglio, durante la 16a Biennale di Architettura di Venezia. È prodotto in collaborazione con Spazio Punch. Dal 2011 Spazio Punch è un’organizzazione veneziana senza fini di lucro sull’isola della Giudecca che promuove la cultura contemporanea attraverso eventi, mostre e conferenze.

Orari di apertura: da martedì a domenica dalle 14 alle 19.

Il bar Cruising sarà aperto durante le ore di apertura.

Dove: Venezia – Isola Della Giudecca 800/o – Spazio Punch – Fermata vaporetto Saccafisola o Palanca.

 

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