Cosa vuole fare Elton John alla Giudecca di Venezia

Dentro un palazzo palladiano, Elton John si è messo in mente di aprire un club. Sarà inaugurato a settembre insieme a suo marito David Furnish. E ci saranno alcune sorprese.

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Venezia. La Giudecca. Settembre. Come se certi luoghi aspettassero, pazienti, di essere scelti ancora una volta. Elton John aprirà Elton’s Club, e lo farà all’interno dell’hotel Airelles Venezia Palladio, edifici del XVII e XVIII secolo, Andrea Palladio, pietre che hanno visto tutto, scolpito i trend architettonici di mezzo mondo e che oggi non si scompongono di certo per l’intrusione godereccia di una super popstar, un po’ acciaccata, certamente invecchiata, ma sempre vitale.

L’annuncio è arrivato sui social sulle note di Your Song. Il club sarà un’immersione nella carriera dell’artista. Oggetti. Occhiali, decine, centinaia di occhiali, di ogni forma e colore immaginabile, come reliquie di una visione che adesso, per ironia feroce e silenziosa, si è quasi del tutto spenta. Elton John ha perso la vista dall’occhio destro per un’infezione contratta nel sud della Francia. L’occhio sinistro non sta bene. Un uomo che ha costruito la propria leggenda sull’eccesso visivo, i costumi, le luci, gli occhiali appunto, che ora non vede. Che apre un club fatto di cose da guardare.

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Elijah, David Furnish, Elton John e Zachary (Image: National Portrait Gallery/Catherine Opie, Regen Projects e Thomas Dane Gallery)

Eppure lavora, Elton. Who Believes in Angels?, l’album in studio realizzato insieme a Brandi Carlile, con testi firmati sia da Carlile, sia dal paroliere storico di John, Bernie Taupin, e prodotto da Andrew Watt, che è arrivato primo in classifica nel Regno Unito: decima volta numero uno per lui, prima volta per lei. Un disco attraversato da riferimenti a icone queer, Laura Nyro, Little Richard, e costruito come un atto deliberatamente, ostinatamente LGBTIQ+.

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Il legame con Venezia viene da lontano. Casa alla Giudecca, acquistata nei primi anni 2000. La chiesa di San Zaccaria, amata e frequentata, che ha dato il nome al figlio Zachary. Le passeggiate in piazza San Marco. I ristoranti. Gli hashtag. Nel 2015 la polemica col sindaco Brugnaro (“È sciocco e bigotto” disse Elton senza mezzi termini), per le sue uscite contro i libri per bambini con famiglie arcobaleno. E poi il ritorno, perché Venezia si perdona, o forse perché certe città non si abbandonano davvero. A dicembre 2023, l’ultimo concerto alla Fenice. Ultimo, si diceva.

Dopo la sontuosa raccolta fondi durante gli Oscar per la sua “The Elton John AIDS Foundation (la stessa che era stata bandita in Russia) e dopo aver fatto pace un anno fa con Madonna, Ora questo club. Saranno Elton e David Furnish ad accogliere i primi ospiti, dice chi sa. Una soglia. Un benvenuto. Il baronetto britannico che tende la mano verso qualcosa che non riesce del tutto a vedere — la laguna, la luce, i volti — e lo fa lo stesso. Lo fa comunque.

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