L’ennesima brutta, bruttissima cerimonia dei David di Donatello, premi Oscar del Cinema italiano. Perso Carlo Conti, che ha preferito passare la mano dopo anni, la conduzione della 70esima edizione è stata affidata ad Elena Sofia Ricci e Mika, come se qualcuno in casa Rai avesse estratto a caso dei bussolotti da un sacchetto.
Due non conduttori incapaci di andare oltre la lettura di un gobbo, fuori contesto e in chiara difficoltà, con Timothée Chalamet in prima fila insieme all’amata Kylie Jenner, entrambi senza auricolari, a non capirci nienter per un’ora, quando il divo americano ha fatto suo il David speciale. Poco prima un emozionatissimo Ferzan Ozpetek, premiato con il David dello Spettatore grazie a Diamanti, ha invece occupato il palco con i ringraziamenti più lunghi di sempre, soffermandosi sull’amato “Simone”, suo “compagno di vita da 24 anni”.
Partita in ritardo causa fumata nera da piazza San Pietro, la serata di premiazione è volata via nel palese imbarazzo generale dei presenti, gelida e meccanica con non pochi problemi tecnici, infarcita di live musicali seppur in evidente sovraccarico di scaletta, priva di anima e dalla scrittura elementare, facendo a cazzotti con quella che potrebbe nonché dovrebbe essere anche intrattenimento. Ma ogni anno, puntualmente, con la notte dei David si riesce a far poco o niente, rastrellando critiche quasi unanimi che puntualmente si fanno sempre più pungenti. Un’impresa da Oscar.

E i film vincitori? Maura Delpero ha scritto la storia dei David come prima regista donna in trionfo dopo 70 edizioni. Il suo bellissimo Vermiglio, già candidato italiano agli Oscar 2025 e con sottotrama queer al suo interno, ha fatto l’en-plein, vincendo anche i David per la miglior sceneggiatura originale, la miglior fotografia, il miglior suono, miglior casting, miglior produzione e soprattutto per il miglior film.
Il premio al miglior discorso è andato a Margherita Vicario, in trionfo per la miglior canzone, la miglior composizione e come esordiente alla regia con Gloria!, che ha chiesto alla politica tutta e in particolar modo alla senatrice leghista Lucia Bergonzoni presente in sala di investire più soldi sulla cultura, sull’istruzione e meno sulle armi, e ad Elio Germano, miglior attore protagonista che ha ricordato come nella nostra Costituzione si parli di “parità di dignità. Tutte le persone devono essere degne allo stesso modo, una donna di un uomo, un italiano di uno straniero, un nero di un bianco e permettetemi di dire un palestinese di un israeliano”.
Bergonzoni e la collega leghista Susanna Ceccardi, seduta al suo fianco, punzecchiate anche da Pupi Avati, che ha criticato pubblicamente le modifiche volute dal governo meloni al sistema del tax credit che ha impoverito il settore cinematografico nazionale. Critiche piovute da più parti, nel corso della serata, con il Cinema italiano a denunciare i danni causati dal ministero della cultura.
A bocca asciutta è incredibilmente rimasta Giorgia, super favorita della vigilia con il brano Diamanti ma sconfitta da Aria di Margherita Vicario, così come Paolo Sorrentino con Parthenope, primatista di candidature (15) ma tornato a casa a mani vuote. In qualità di produttore Sorrentino ha invece festeggiato i 4 David “tecnici” vinti da Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta. A completare la storica notte “al femminile” anche Valeria Golino, premiata per la miglior sceneggiatura non originale di L’arte della gioia, miniserie Sky uscita anche al Cinema e per questo candidabile che ha abbracciato i successi attoriali di Tecla Insolia, miglior attrice protagonista (“dedico questo premio alla mia famiglia, ai libri dimenticati e poi tornati in vita, alle personalità scomode, ai corpi liberi e alle terre libere, sempre e per sempre”), e Valeria Bruni Tedeschi, miglior attrice non protagonista con immancabile sconclusionato discorso di ringraziamento che è ormai tradizione, essendo arrivata ai sei David personali conquistati.
Niente da fare, infine, per Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa.
David di Donatello 2025, i vincitori
Miglior film
Vermiglio, regia di Maura Delpero
Miglior regia
Maura Delpero – Vermiglio
Miglior regista esordiente
Margherita Vicario – Gloria!
Migliore sceneggiatura originale
Maura Delpero – Vermiglio
Migliore sceneggiatura non originale
Valeria Golino, Luca Infascelli, Francesca Marciano, Valia Santella e Stefano Sardo – L’arte della gioia
Miglior produttore
Francesca Andreoli, Leonardo Guerra Seràgnoli, Santiago Fondevila Sancet, Maura Delpero per Cinedora, con Rai Cinema in collaborazione con Charades (coproduzione con la Francia) e Versus (coproduzione con la Belgio) – Vermiglio
Miglior attrice protagonista
Tecla Insolia – L’arte della gioia
Miglior attore protagonista
Elio Germano – Berlinguer – La grande ambizione
Migliore attrice non protagonista
Valeria Bruni Tedeschi – L’arte della gioia
Miglior attore non protagonista
Francesco Di Leva – Familia
Miglior casting
Maurilio Mangano e Stefania Rodà – Vermiglio
Migliore autore della fotografia
Michail Kričman – Vermiglio
Miglior compositore
Margherita Vicario e Davide Pavanello – Gloria!
Migliore canzone originale
Aria! (musica e testo di Margherita Vicario, Davide Pavanello, Edwyn Roberts, Andrea Bonomo e Gianluigi Fazio, interpretazione di Margherita Vicario) – Gloria!
Miglior scenografo
Tonino Zera, Carlotta Desmann e Maria Grazia Schirripa – Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Miglior costumista
Massimo Cantini Parrini – Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Miglior trucco
Alessandra Vita e Valentina Visintin – Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Migliore acconciatura
Aldo Signoretti e Domingo Santoro – Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Miglior montatore
Jacopo Quadri – Berlinguer – La grande ambizione
Miglior suono
Dana Farzanehpour, Hervé Guyader e Emmanuel de Boissieu – Vermiglio
Migliori effetti speciali visivi
Víctor Pérez – Napoli – New York
Miglior documentario
Lirica Ucraina, regia di Francesca Mannocchi
Miglior cortometraggio
Domenica sera, regia di Matteo Tortone
Miglior film internazionale
Anora, regia di Sean Baker
David Giovani
Napoli – New York, regia di Gabriele Salvatores
David speciale
Pupi Avati – David alla carriera
Ornella Muti – David speciale
Timothée Chalamet – David speciale
Giuseppe Tornatore – David speciale
David dello spettatore
Diamanti, regia di Ferzan Özpetek – 2 222 126 spettatori
David Rivelazioni italiane
Federico Cesari
Celeste Dalla Porta
Carlotta Gamba
Matteo Oscar Giuggioli
Tecla Insolia
Emanuele Palumbo









