Death Stranding pensa che l’asessualità sia un segno dell’apocalisse

Ne abbiamo discusso con un rappresentante di un gruppo asessuale internazionale con base in Giappone.

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Death Stranding è il nuovo videogioco di Hideo Kojima (creatore della serie Metal Gear), uscito l’8 novembre su PlayStation 4 e atteso nell’estate 2020 per PC. Già da prima dell’uscita, che ha riscontrato un certo successo globale, il videogioco è stato discusso ovunque anche per la partecipazione di attori come Norman Reedus (Daryl in The Walkind Dead) e Léa Seydoux (Emma in La vita di Adele). E ci sono tante cose positive da dire di Death Stranding, ma tra queste non rientra certo il modo in cui rappresenta l’asessualità.

Death Stranding è ambientato in un mondo post-apocalittico dove un evento noto come “Death Stranding” ha reso possibile per i morti tornare nel mondo dei vivi e ha sconvolto il pianeta con una continua pioggia capace di far invecchiare rapidamente cose ed esseri viventi. Per questo, l’umanità vive ora prevalentemente sottoterra, in gran parte priva di contatti umani e senza desiderio di riprodursi, mentre corrieri (come il protagonista Sam interpretato da Reedus) trasportano attraverso la superficie le risorse necessarie al sostentamento delle città.

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Gran parte di quello che è successo prima del Death Stranding è spiegato nel gioco tramite “interviste”, in pratica testi scritti da vari personaggi e sbloccabili completando missioni. Una di queste interviste, scritta da un personaggio indicato solo come “consulente”, parla del mondo prima e dopo il Death Stranding concentrandosi sulla diffusione dell’asessualità. Il documento si intitola “un mondo asessuato”, perché la traduzione italiana fa ulteriormente confusione mescolando “asessuato” con “asessuale”, e al suo interno si può leggere:

“Stando alle informazioni contenute negli archivi, il rifiuto diffuso del contatto fisico e dei rapporti intimi è un fenomeno riscontrato addirittura prima del Death Stranding. Una recente inchiesta, ad esempio, ha evidenziato la diffusione di uno ‘stile di vita frigido’ tra i giovani. Una percentuale sempre maggiore si definiva asessuata e sosteneva di non essere in grado di provare desiderio sessuale o attrazione fisica. […] Tuttavia, c’è da dire che quel periodo ha visto il riconoscimento di molti altri tipi di orientamento sessuale. Tra questi ricordiamo la demisessualità, che prevede attrazione fisica soltanto per persone con cui si instaura un legame affettivo, e il panromanticismo, in cui l’attrazione non ha per forza connotazione sessuale ed è rivolta a tutti gli individui, a prescindere dal sesso e dall’identità di genere. Una teoria sostiene che lo Stranding abbia accelerato la diffusione di questi orientamenti sessuali. Nello scenario apocalittico di un mondo popolato dalle CA [i morti tornati nel mondo dei vivi] e in cui ogni giorno si rischia l’ecatombe, le persone sono sempre più restie a instaurare legami affettivi con gli altri.”

Kojima, o chi ha scritto questo testo del gioco, sta evidentemente mescolando due fenomeni diversi. Parla certamente dell’asessualità, e infatti cita la demisessualità e il panromanticismo nello stesso testo, ma ne parla come se si stesse riferendo a un particolare fenomeno giapponese molto discusso anche in Occidente: il disinteresse dei giovani uomini per il sesso e per le relazioni. Un fenomeno, va detto, che potrebbe essere stato esagerato ad arte e che quindi potrebbe non esistere, e che comunque non c’entra nulla con l’asessualità (per esempio, non tutte le persone asessuali sono anche aromantiche). Sarebbe bastata una breve ricerca per scoprirlo, perché non mancano certo fonti giapponesi sull’asessualità.

“In Giappone usiamo due parole diverse quando parliamo degli uomini con scarso interesse per il sesso e delle persone asessuali” ci spiega la rappresentante di un gruppo asessuale internazionale con base in Giappone. “Quando parliamo di questi uomini li definiamo soushoku danshi, cioè ‘erbivori’ (questa espressione va a braccetto con una meno usata per le donne, chiamate ‘carnivore’ se cercano attivamente uomini). Invece per parlare delle persone asessuali usiamo espressioni come asekushuaru o nonsekushuaru (pronuncia giapponese per le parole inglesi) o occasionalmente usiamo museiai (usando i caratteri giapponesi per ‘no’, ‘sesso’ e ‘attrazione’). Il testo di Death Stranding (di cui ho potuto vedere il titolo in giapponese) dice proprio ‘asessuale’. Probabilmente Kojima, o il personaggio fittizio che ha scritto questo testo, sta mescolando il significato di ‘erbivoro’ con quello di ‘asessuale’. Gli uomini erbivori sono circa il 61% degli uomini ventenni e il 70% dei trentenni secondo un sondaggio del 2010, un numero molto maggiore dell’1% di persone che stimiamo siano asessuali. E a ragione o a torto questa prevalenza di uomini erbivori è spesso indicata come una delle cause del calo delle nascite in Giappone, e quindi dell’assenza di manodopera, e quindi dei problemi del sistema di previdenza sociale (perché non arrivano abbastanza tasse da persone giovani, perché non ci sono abbastanza persone giovani). Secondo alcune persone particolarmente pessimiste tutti questi problemi causeranno il collasso della società giapponese. Ho visto spesso persone non-asessuali mescolare ‘erbivoro’ e ‘asessuale’. In soldoni, se le persone sentono parlare di ‘asessualità’ così di passaggio e ne ricevono una veloce spiegazione penseranno che in qualche modo sia collegata al fenomeno degli uomini ‘erbivori’. Quindi, sembra che alla base di questo testo ci sia un’incomprensione da parte di Kojima (ma è un’incomprensione diffusa) o da parte del personaggio fittizio che lo scrive. Pare che stia parlando di erbivori che ancora provano attrazione ma per qualche ragione non hanno una relazione o scelgono di non cercarla. In questo senso, dovremmo piuttosto parlare di ‘celibato’. Alcune persone asessuali in Giappone sono preoccupate di come le parole ‘asessuale’ ed ‘erbivoro’ siano fuse nell’immaginario collettivo, anche se personalmente è la prima volta che vedo usata la parola ‘asessuale’ invece di ‘erbivoro’. Uno dei problemi è che chi si identifica come ‘erbivoro’ spesso vede la sua scelta come un modo per avere una maggiore indipendenza, o come una situazione causata dal suo non essere abbastanza attraente (da un punto di vista sociale, fisico…). Una situazione che non riguarda la sessualità nel modo in cui l’asessualità viene invece definita nella comunità LGBT.”

Considerando l’apparente assenza di personaggi appartenenti alla comunità LGBTQI+ in Death Stranding (se ci sono, sono ben nascosti), è un peccato che l’asessualità compaia in questo modo. Confusa con un fenomeno forse inesistente, collegata alla paura dell’umanità di fronte all’apocalisse.

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