2. L’importazione di prodotti non autoctoni danneggia l’ecosistema
È innegabile: una dieta vegana richiede un’attenzione maggiore verso ciò che si mangia per poter bilanciare correttamente tutti i nutrienti necessari. Quindi, ci troviamo spesso a consumare alimenti particolari per integrare l’assenza di derivati animali.
Tuttavia, anche qui entra in gioco la questione annosa dell’importazione di alimenti non autoctoni, o che vengono coltivati in un ambiente sfavorevole andando di fatto a consumare più risorse.
Un esempio piuttosto celebre è quello della soia: la sua produzione in paesi che non dispongono di legislazioni etiche in materia di rispetto dell’ecosistema – come il Brasile, l’Argentina e il Paraguay – ha un impatto diretto e devastante sul cambiamento climatico.
Inoltre, l’importazione di prodotti da paesi esteri va spesso a incrementare l’utilizzo di combustibili fossili nella coltivazione, raccolta, processazione, confezionamento e trasporto. Quindi, è importantissimo acquistare il più possibile a KM0, e ove non fosse possibile, assicurarsi che ogni prodotto provenga da agricolture etiche e biologiche certificate.
Esiste una app – “Mangio a KM0” – che ti permette di trovare i produttori vicino a te, disponibile sia su Google Play che su App Store.

