Le 3 donne samurai dimenticate dalla storia del Giappone

Non pensate a Mulan (anche se era cinese), ma a vere donne samurai che hanno combattuto in battaglia. E poi, semplicemente dimenticate.

donne samurai
Le donne samurai, dimenticate dalla storia giapponese.
3 min. di lettura

I samurai sono gli antichi guerrieri del Giappone feudale. Si potrebbero vedere come i cavalieri dell’epoca medievale (e feudale appunto), al servizio o di un comandante o di un signore, il quale li pagava per la sua sicurezza. Nella storia, si raccontano di molti di questi guerrieri, mentre non si hanno informazioni sulle donne samurai. Perché questo?

Perché le donne samurai sono state dimenticate (o cancellate) dalla storia. Quasi del tutto.

Venivano chiamate onna bugeisha, e proprio come i colleghi maschi anche loro venivano addestrate al combattimento e alla difesa personale, tramite l’uso della naginata, una lama fissata all’estremità di un bastone, e di un pugnale, chiamato kaiken. 

Le donne samurai combattevano fianco a fianco con gli uomini. Non c’erano distinzioni. Almeno, a quel tempo.

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Le donne samurai dimenticate: Tomoe Gozen e Hangaku Gozen

Tomoe Gozen è conosciuta come una delle poche donne samurai passate alla storia. Non ci sono molte informazioni a riguardo. Dovrebbe essere nata nel 1157, e morta nel 1247, e si sa che era al servizio del generale Minamoto no Yoshinaka.

Compare per la prima volta nel romanzo giapponese Heike monogatari, il quale è diventato un libro degno di nota proprio per aver parlato di donne samurai. Anche qui, però, si nota come le donne venivano bistrattate. Nel romanzo, si racconta che nella battaglia di Awazu nel 1184, il suo capo Yoshinaka le diede l’ordine di scappare, poiché prossimi alla sconfitta e il generale non poteva perdere una guerra a fianco di una donna. Nonostante questo, per le sue gesta venne promossa e fu la prima a ottenere il posto di generale.

Questa è solo una delle tante storie, e non si sa se corrisponde al vero. Ad esempio, un’altra storia racconta che Tomoe Gozen viene sconfitta da un nemico, che poi la prende come sua concubina.

Hangaku Gozen è un’altra delle donne samurai conosciute. Viene descritta dalle cronache come “forte come un uomo” e “bella come un fiore“.

Hangaku Gozen
Hangaku Gozen, una delle donne samurai.

Non ci sono altre informazioni, se non che si scontrò con un esercito di 3.000 uomini contro i 10.000 nemici, venendo sconfitta dopo una lunga battaglia. Riuscì comunque a tornare a casa, dove si sposò.

Andando vanti con gli anni e i secoli, un’altra samurai di grande importanza è Nakano Takeko. Era a capo dello Jōshitai, una squadra formata solo da donne samurai. 172 le sue uccisioni nel campo di battaglia. È una delle poche, se non l’unica, a essere ricordata anche nel corso del Festival d’Autunno di Aizu. In questa occasione, Takeko e le altre donne samurai della sua squadra ricordate con una processione composta da un gruppo di ragazze con indosso una hakama (una larga gonna) e delle shiro (che potremmo ricondurre a una giacca).

Il passaggio da guerriere senza paura a donne ubbidienti

Le donne samurai, nonostante le loro abilità e qualità, non vengono ricordate dalla storia giapponese come dovrebbero. Non erano solo soldatesse, alcune onna bugeisha sono delle guerriere che hanno il compito di proteggere la propria famiglia e la casa.

Tutto cambia nel XVII Secolo, quando le donne samurai vengono “eliminate” dall’esercito. Cambia lo status dopo un lungo periodo di pace. Le guerriere pronte a battersi fino alla morte devono rimanere a casa, diventare madri e mogli. Venivano comunque addestrate al combattimento, ma l’insegnamento di limitava alla difesa personale, proprio nel caso qualcuno dovesse aggredirle o tentare di entrare in casa.

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