Addio a Enrica Bonaccorti, voce libera della TV che difese i diritti LGBTQIA+: “Se vi dicono che non siete normali, rispondete sono eccezionale”

È morta a 76 anni Enrica Bonaccorti. Conduttrice, autrice e volto storico della TV italiana, negli anni ha espresso più volte il suo sostegno alla comunità LGBTQIA+ e al diritto alla felicità per tutte e tutti.

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Enrica Bonaccorti
Enrica Bonaccorti
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Enrica Bonaccorti è morta oggi, giovedì 12 marzo, all’età di 76 anni. Da tempo combatteva contro un tumore al pancreas, malattia di cui aveva parlato pubblicamente senza nascondere la propria condizione.

La notizia della scomparsa è stata diffusa dal direttore del Tg5 Clemente Mimun attraverso un messaggio pubblicato su X.

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È morta Enrica Bonaccorti, storica conduttrice della televisione italiana

Negli ultimi anni la conduttrice aveva affrontato diversi problemi di salute. Nel settembre del 2023 aveva raccontato di essersi sottoposta a un intervento a cuore aperto durato otto ore, necessario dopo la scoperta casuale di più arterie ostruite.

Successivamente era arrivata la diagnosi di tumore al pancreas.

Il 25 gennaio 2026, ospite del programma Verissimo, aveva spiegato che la malattia non era ancora operabile e che stava continuando i cicli di chemioterapia. Bonaccorti lascia la figlia Verdiana.

Il sostegno alla comunità LGBTQIA+ e la frase diventata simbolo

Nel ricordare la figura di Enrica Bonaccorti riaffiora anche il suo rapporto con la comunità LGBTQIA+. Nel giugno del 2019 partecipò a Roma all’inaugurazione della Gay Croisette, evento organizzato per celebrare i 25 anni dal primo Pride unitario della capitale.

Durante la manifestazione, tra concerti, incontri pubblici e mostre, fu allestito un palco che riproduceva lo storico Stonewall Inn, luogo simbolo della rivolta che diede impulso al movimento LGBTQIA+.

Accanto a Sebastiano Secci e al Circolo Mario Mieli, la conduttrice lasciò al pubblico una frase che molti ricordano ancora oggi:

“Se vi dicono che non siete normali, rispondete: sono eccezionale”.

Le sue parole sull’uguaglianza tra le persone

In un’intervista rilasciata a Il Giornale nel maggio del 2019, Bonaccorti spiegò con grande chiarezza la sua posizione sui diritti civili:

“Non penso che ci sia differenza fra le persone, né per colore, né per diversità sessuali o religiose. Noi siamo al mondo per poco tempo e il mondo è un granello di sabbia nell’universo, perché dobbiamo farci la guerra? Perché dobbiamo dire: ‘Tu non sei come me, allora ti escludo o addirittura ti ammazzo’. È un qualcosa che non esiste neanche nell’anticamera del mio cervello e vorrei che per tutti fosse così”.

Nella stessa intervista raccontò anche il rapporto costruito negli anni con la comunità LGBTQIA+:

“Quando hanno capito chi ero, mi hanno cercata per manifestazioni”.

Desirè e Samantha "Ho Qualcosa da Dirti" Tv8

Libertà, coming out e diritto alla felicità

Sempre parlando dei diritti delle persone LGBTQIA+, Enrica Bonaccorti espresse una posizione chiara sulla libertà individuale e sul coming out:

“Cosa ne penso del mondo Lgbt di oggi? Penso che finalmente siano venuti allo scoperto, tanto è vero che c’è sempre più gente che fa coming out, anche se trovo che sia negativo e sbagliato imporlo. Io sono per la libertà totale. Credo che chi fa le leggi dovrebbe dare libertà ai cittadini, ovviamente che non invadano il campo di altri che non diano problemi. Vorrei che anche nel nostro ordinamento ci fosse quello che c’è in America: il diritto alla felicità. Noi non lo abbiamo nella nostra costituzione”.

Il suo sostegno alle unioni civili

Bonaccorti si era espressa più volte anche sulle unioni civili e sui diritti delle coppie dello stesso sesso:

“Assolutamente d’accordo, sono tanti anni che ne parlo. A mio parere bisogna chiamare ‘unioni’ tutte quelle che non si fanno in chiesa se si è religiosi ed osservanti. Queste servono per dare dei diritti a chi magari non può andare a trovare in ospedale qualcuno o altre cose del genere. Io farei tutto uguale, senza distinguere se il tuo compagno sia maschio o femmina, perché non trovo assolutamente differenza. Un’ultima cosa, io farei molta attenzione caso per caso, ovviamente, ma non lascerei i bambini in orfanotrofio o per la strada”.

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Il legame con Renato Zero e il rispetto per la vita privata

Nel 2016, in un’intervista concessa proprio a Gay.it, Enrica Bonaccorti parlò anche della relazione avuta in passato con Renato Zero:

“Con il fidanzato, dopo Renato Zero (Fiacchini – vero nome, ndr), avevamo deciso addirittura di sposarci. Dopo un paio d’anni ci siamo lasciati e ognuno si è riaccasato. Io con quello che sarebbe diventato mio marito. L’ex, dopo qualche mese dalla nostra separazione, ci tenne a comunicarmi che si era innamorato di nuovo. La conosco? Gli chiesi. E lui: lo conosci”.

La relazione tra i due rimase comunque molto intensa nel ricordo della conduttrice. Lo stesso Renato Zero, parlando di lei, disse:

“Che je vuoi di’ a Enrica? Ancora oggi, se la guardo negli occhi, mi rimane il brivido di ieri”.

Bonaccorti rispose con parole altrettanto affettuose:

“Già, brividi ne abbiamo provato tanti e anche oggi c’è elettricità fra noi due. Mi sento legata a lui oltre il tempo, l’assenza, il genere. Avremmo potuto sposarci tranquillamente. Gli voglio un bene profondo”.

Alla domanda sul fatto che Renato Zero non abbia mai fatto dichiarazioni pubbliche sulla propria sessualità, spiegò la sua posizione:

“Ci sono due parole che illuminano da sempre il mio percorso: responsabilità sul lavoro e rispetto per gli altri. Non ci deve essere un obbligo a dichiarare le proprie preferenze, assolute o indecise che siano, in nessun campo. Far pressione per dichiarazioni personali non lo trovo giusto. Davanti a tutto c’è il rispetto per le decisioni altrui”.

Il ricordo di Non è la Rai

Nel corso della sua carriera Enrica Bonaccorti ha condotto molti programmi televisivi. Tra i titoli più ricordati dal pubblico c’è Non è la Rai, programma che ha segnato un’epoca della televisione italiana:

“Continuano le leggende metropolitane su “Non è la Rai”. Io ho ricordi bellissimi, e anche alcuni brutti ovviamente. Il peggiore è stato il tentativo di truffa che ho scoperto in diretta. Delle ragazze non ho neppure un ricordo cattivo, le ho amate tutte. Con alcune mi sento ancora oggi”.

Poi aggiunse con ironia, commentando la fama del programma nella cultura pop queer:

“Ma perché è considerato il programma più gay di sempre? Non ci arrivo”.

© Riproduzione riservata.

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