Ex badessa rimossa per vendetta? “Suora accusatrice scoperta su siti porno”: giochi di potere e abusi nel convento

Ex badessa rimossa e suore in fuga dopo accuse infondate. Il caso si complica con la scoperta di una suora accusatrice scoperta su siti erotici.

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L'ex badessa Suor Aline e le verità scottanti dal convento
L'ex badessa Suor Aline e le verità scottanti dal convento
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Nuovo colpo di scena nel caso delle suore di clausura in fuga dal convento di Vittorio Veneto, dopo le accuse delle altre consorelle all’ex badessa, la giovane brasiliana Aline Pereira Ghammachi. Sono dodici – compresa l’ex badessa – le religiose che a partire dallo scorso aprile avevano deciso di lasciare il convento (presentandosi ai vicini Carabinieri e informandoli della loro decisione spontanea), non per una crisi di fede collettiva, ma spinte dal desiderio di giustizia dopo le accuse – poi risultate infondate – da parte di quattro monache dello stesso convento. Ora però, emergerebbe una clamorosa svolta: una delle religiose che con le sue accuse avrebbe contribuito all’allontanamento di suor Aline, sarebbe stata sorpresa a visitare siti erotici

Suor Aline Pereira, ex badessa del convento di clausura in Veneto
Suor Aline Pereira, ex badessa del convento di clausura in Veneto

Ex badessa e suore in fuga: lo scandalo del convento

La lettera anonima inviata a Papa Francesco da quattro suore del monastero cistercense di San Giacomo di Veglia, a Vittorio Veneto (Treviso), proprio non sarebbe andata giù alle suore protagoniste della clamorosa fuga. Tutto avrebbe preso il via proprio da quella missiva, contenente accuse pesanti contro l’allora badessa suor Aline. 

Le firmatarie sostenevano che la badessa fosse responsabile di gravi irregolarità nella gestione del convento e rea, a loro dire, di “autoritarismo, percosse, violazioni della clausura, atteggiamenti manipolatori, incapacità decisionale”. Accuse ritenute infondate dallo stesso Bergoglio, ma che nonostante questo hanno portato, due anni dopo, alla rimozione di suor Aline.

L’ex badessa era stata così destituita dal suo incarico e il convento commissariato dal Vaticano. Secondo quanto ricostruito da La Repubblica, le quattro monache autrici delle accuse erano state successivamente trasferite in altri conventi. Anche l’allora vescovo Corrado Pizziolo era stato destinato a una missione in Brasile, in un apparente tentativo di ristabilire l’equilibrio all’interno della diocesi.

Ma le suore protagoniste della fuga non ci stanno, ed ora sono pronte ad alzare la voce e svelare presunti segreti inconfessabili che sarebbero avvenuti tra le silenziose mura della clausura. 

Suora accusatrice scoperta su siti erotici

Una delle suore accusatrice scoperta a navigare su siti erotici
Una delle suore accusatrice scoperta a navigare su siti erotici – foto realizzata con IA

Negli ultimi giorni si è diffusa un’indiscrezione scottante: una delle suore più conservatrici del convento – nonché tra le firmatarie della lettera anonima inviata a Papa Francesco contro l’ex badessa – sarebbe stata sorpresa a visitare siti erotici. Un dettaglio che getta nuove ombre sulla credibilità delle accuse rivolte a suor Aline e sul clima di tensione interna che ha preceduto il commissariamento del monastero.

Ad intervenire, commentando l’indiscrezione, è stata una delle monache fuggitive, citata dal quotidiano Il Messaggero: “Invece di rimuovere le criticità, è stata rimossa la badessa. Non a caso una di coloro che hanno mandato la lettera anonima a Papa Francesco era stata richiamata dalla badessa suor Aline che, con grande sensibilità e attenzione, le ha suggerito di vivere appieno il voto di castità”.

Una confessione inaspettata e che, stando a quanto scrive il quotidiano, la suora in questione, una volta scoperta, avrebbe deciso di unirsi alle altre tre consorelle – pare tutte con problematiche personali documentate da cartelle cliniche – nelle accuse totalmente infondate contro la giovane ex badessa. 

Nonostante l’assenza di prove oggettive, suor Aline e la priora sono state allontanate. Da lì, un effetto domino ha portato 12 delle monache a lasciare il monastero, mentre al suo interno restano oggi solo 11 religiose e la nuova badessa, suor Martha Driscoll.

Oltre alle calunnie contro suor Aline, sarebbero state smentite anche le recenti dichiarazioni dell’abate priore Mauro Giuseppe Lepori, che aveva affermato di non aver mai disposto la chiusura di un monastero. Secondo quanto riportato dal portale ecclesiastico Silere non possum, basandosi su documenti ufficiali della Chiesa, l’affermazione non corrisponderebbe al vero: “Quello di Zirc in Ungheria porta direttamente al suo ufficio”.

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La rinascita delle suore in una villa segreta

Suore di clausura

Le suore scappate nel cuore della notte, nel frattempo si sono stabilite in una villa immersa nella quiete, il cui indirizzo resta segreto per paura di ritorsioni (ma pare sia poco distante dal monastero dello scandalo), messa loro a disposizione da un benefattore. Qui sperano di ricostruire una comunità viva, accogliente e autonoma.

“Abbiamo bisogno di molte cose. Ci mancano piccoli armadi, scarpiere, una stampante, il wifi, zanzariere, attrezzi per lavorare orto e giardino, alberi da frutto e piantine da orto. Qualche bagno portatile, visto che la casa ne ha uno solo. Manca anche tutto ciò che serve per arredare la nostra piccola chiesetta: una statua della Madonna, un altare, sedie e banchi”, ha affermato una delle religiose che ora sembra aver trovato il suo luogo di tranquillità.

Gli aiuti da parte della comunità non sono mancati: “Abbiamo ricevuto anche donazioni e ci stiamo sostenendo con uno stipendio e una pensione. Tutti i nostri soldi, invece, sono rimasti nel monastero. Come era giusto che fosse, nella successione che si è venuta a creare”, ha precisato. 

Ad intervenire è stata un’altra religiosa, che pur ammettendo le criticità che hanno poi portato alla rottura irrimediabile nel convento, sostiene con forza che la soluzione intrapresa non sarebbe stata la migliore: “Le criticità c’erano, certo. L’errore però è stato rimuovere la badessa”.

L’ex badessa Aline: “Pago per aver detto la verità”

Suor Aline Pereira, ex badessa del convento di clausura in Veneto
Suor Aline Pereira, ex badessa del convento di clausura in Veneto

A parlare, in queste ore, è stata nuovamente suor Aline Pereira Grammachi, ex badessa del convento di Vittorio Veneto. E al Corriere della Sera svela il trattamento riservatole dopo l’arrivo della nuova badessa, l’81enne Madre Driscoll. “Sto pagando per aver detto la verità”, sostiene la monaca brasiliana, lasciando intendere che molto altro potrebbe ancora emergere dall’emblematico caso. 

“Dopo l’arrivo della nuova badessa sono stata confinata nella mia cella per una settimana perché, secondo lei, influenzavo negativamente le altre monache. Di fatto sono stata messa in una sorta di carcere, anche per quello sono fuggita e così hanno fatto anche le altre sorelle”, ha aggiunto, aggiungendo un nuovo tassello alla fuga delle religiose. A conferma delle sue parole, dice, ci sarebbero anche una serie di prove – delle registrazioni – che documenterebbero gli abusi dell’anziana monaca che oggi ricopre quello che un tempo era il suo ruolo nel monastero. 

Madre Aline avrebbe messo in dubbio anche i tentativi di riconciliazione avanzati dalla nuova badessa: “Lo scopo è contenere la situazione, non riammettere noi sorelle”, dice, “Vogliono che io chieda la dispensa dai voti in modo da far cadere il ricorso che ho fatto alla Segnatura Apostolica. Hanno paura che la verità emerga”.

Una verità che in parte sarebbe già trapelata, come ribadito anche dal CorSera che avanza il dubbio di una vera e propria vendetta delle quattro monache – tutte con fragilità psicologiche documentate – dopo un precedente richiamo di madre Aline nei confronti di una di loro, sorpresa a navigare su siti pornografici. Da lì sarebbe scattata la reazione, sfociata in una campagna accusatoria che avrebbe coinvolto anche le altre tre consorelle.

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