FURRY GAY COMICS

Animaletti scatenati e perversi nei fumetti gay

FURRY GAY COMICS - Buster2 - Gay.it
4 min. di lettura

Probabilmente alla maggior parte di voi il termine "furry" (in italiano si tradurrebbe come "pelliccioso") non dice niente, eppure parliamo di un genere narrativo che affonda le sue radici nella Grecia di qualche millennio fa. Forse qualcuno si ricorderà delle favole di Esopo e Fedro, incentrate sugli animali come metafore dei vizi e delle virtù degli uomini: non volevano essere favole solo per bambini, ma un modo nuovo e intelligente per fare una divertente satira sociale e al tempo stesso stupire e coinvolgere il pubblico.

Facendo un lungo salto temporale fino all’inizio del secolo scorso, vediamo che il cinema d’animazione ha ripreso questa idea fin dagli esordi, addolcendola sempre di più fino a farle perdere quasi tutta la sua carica eversiva e satirica (per adattarla a un pubblico di bambini e, soprattutto, di genitori che preferivano non stimolare troppo i loro figli). Il fumetto ha seguito a lungo questo "trend", perlomeno fino alla comparsa del fumetto "underground" (clicca qui per saperne di più), e delle opere di Robert Crumb, che con "Fritz il gatto" ha scardinato decenni di morale "disneyana".

FURRY GAY COMICS - Fritz - Gay.it

Fritz è, all’apparenza, un gatto antropomorfo come tanti (da Silvestro a Tom), se non fosse che già nella sua prima avventura seduce e stupra la sua ingenua sorellina! In seguito questo gatto perennemente arrapato, cinico e vizioso mostrerà una variegata gamma di bassezze umane, e al termine delle sue avventure finirà ammazzato da una sua ex. Ovviamente il suo successo fu immediato e il film d’animazione che ne segui (nel 1972) divenne un cult. In un certo senso, con Fritz, era nato il genere "furry" moderno: tramite animali antropomorfi si dava una rappresentazione realistica e satirica degli esseri umani (con tanto di risvolti sessuali).

Dopo Fritz il genere furry ebbe un certo seguito, soprattutto in Europa, ma perchè diventi un genere di largo consumo bisognerà attendere il 1984 e l’arrivo delle "Teenage Mutant Ninja Turtles", che ebbero per anni un successo multimediale senza precedenti (anche se la versione a cartoni, ovvero la più conosciuta, era molto meno spietata e dissacratoria di quella a fumetti). Il grande successo delle "Turtles" generò una grande quantità di epigoni, e a tutt’oggi, il genere furry ha un suo variegato mercato (anche se fuori dagli USA non è molto diffuso).

FURRY GAY COMICS - Steven - Gay.it

Era inevitabile che questo genere, prima o poi, venisse in contatto col mondo gay, se non altro per una comune tendenza a dissacrare i luoghi comuni e i facili moralismi, e oggi anche i fumetti gay-furry stanno iniziando a farsi largo e ad offrire prodotti di una certa qualità (anche se da molti sono ancora visti male, forse per paura di una sorta di "incitamento alla zoofilia" che in realtà non sussiste). In Italia, ovviamente, di fumetti gay-furry non ne sono mai arrivati, ma anche in questo caso il web offre la possibilità di dare una breve panoramica del genere.

Iniziamo subito con "Associated Student Bodies", ovvero un fumetto autoprodotto ambientato nel mondo dei college statunitensi, e che inizia quando Daniel (una matricola dalle fattezze leonine, foto sopra) viene domiciliato per errore nell’ala più gay del suo campus universitario. Al di là di tutto Daniel ha sempre avuto dei dubbi sulla propria sessualità e sul giudizio che gli altri ne avrebbero avuto, ma il suo nuovo ambiente farà scattare la molla che cambierà la sua vita.

FURRY GAY COMICS - Daniel - Gay.it

Tutti i personaggi sono molto ben caratterizzati e nessuno direbbe che un tale zoo (ci sono una tigre leather, una iena campione di football, un collie esibizionista, un procione travestito e chi più ne ha più ne metta…) può essere così ricco di spunti e, a tratti, persino sexy.

Un altro fumetto gay-furry decisamente notevole è "Buster Wilde Weerwolf": per chi non lo sapesse il termine weerwolf è traducibile come "licantropo", e questo fumetto ci spiega che cosa accadrebbe se un comune eterosessuale, durante le notti di luna piena, si trasformasse in un simpatico lupo mannaro gay, arrapatissimo e festaiolo. Di questo fumetto si può avere un discreto assaggio sul sito ufficiale, ed è un vero peccato prendere atto di come nessuno abbia ancora tradotto un prodotto così piacevole e divertente nel nostro paese. Il mondo furry, comunque, è ancora molto vario e differenziato e sarebbe impossibile esaurire l’argomento in poche righe.

Se volete approfondire potete consultare i siti https://www.furnation.com/busterwilde/.

Se siete interessati Fritz il gatto è stato recentemente ripubblicato in italiano: "Fritz il gatto", Mare Nero, e-mail: marenero.ed@flashnet.it, £ 20000. Reperibile in fumetteria e nelle migliori librerie.

di Valeriano Elfodiluce

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