A partire da giovedì 23 ottobre, la Galleria dell’Eros “Piero Montana” di Bagheria (Palermo) torna a far parlare di sé con una nuova e audace esposizione. Un ampliamento importante, che porta a 100 il numero complessivo delle opere esposte, frutto di un lavoro collettivo che unisce artisti affermati e giovani voci queer emergenti. Un progetto unico in Italia, capace di fondere arte, erotismo e libertà di espressione sessuale, per raccontare la molteplicità dei desideri umani e la loro continua evoluzione.
In questo articolo
- 1 La Galleria dell’Eros: nuovo allestimento dedicato alla fluidità dei generi
- 2 L’eros come forza vitale e creativa
- 3 41 artisti per un unico messaggio: libertà e inclusione
- 4 Moana Pozzi, la “sacerdotessa del sesso”, tra le protagoniste
- 5 Un’esperienza sensoriale e culturale
- 6 L’eredità di Piero Montana e il valore dell’arte queer
La Galleria dell’Eros: nuovo allestimento dedicato alla fluidità dei generi

Dopo il successo delle passate edizioni, la Galleria dell’Eros si rinnova non solo negli spazi ma anche nel linguaggio. Il direttore Piero Montana ha accolto donazioni di artisti militanti e simpatizzanti del mondo LGBTQ+, che hanno scelto di esplorare la sessualità contemporanea al di là delle logiche normative e produttive imposte dalla società.
In questo nuovo allestimento, la galleria pone al centro il tema dell’androgino, o “Rebis” – la “cosa doppia” degli alchimisti – che oggi trova la sua incarnazione moderna nella figura del transgender. Simbolo della libertà di attraversare tutti i generi, il transgender diventa emblema di un amore fluido e di una sessualità che non conosce confini.
Emblematica in tal senso la performance di Massimo Milani, documentata dall’obiettivo artistico di Franco Arena, che la galleria espone come una delle testimonianze più potenti di questo attraversamento dei generi.
L’eros come forza vitale e creativa
La Galleria dell’Eros “Piero Montana” si fonda su un presupposto chiaro: la vita stessa è un prodotto dell’Eros. La natura, con la sua infinita varietà di forme, insegna che la diversità è parte integrante del mondo vivente. Di conseguenza, anche i comportamenti sessuali non possono che riflettere questa molteplicità naturale, espressione dell’energia vitale e creativa dell’essere umano.
Come sottolinea la filosofia della galleria, vietare la fantasia erotica significa vietare la vita, impedendo alla creatività di manifestarsi in tutte le sue sfumature. È per questo che la mostra non si limita a rappresentare la sessualità, ma la trasfigura artisticamente, escludendo soltanto le forme di eros che degenerano nella violenza e nella negazione della vita.
41 artisti per un unico messaggio: libertà e inclusione
Con il nuovo allestimento, il numero di artisti coinvolti sale da 35 a 41, con presenze italiane e internazionali. Molti di loro hanno contribuito donando le proprie opere, a testimonianza di un impegno collettivo che va oltre la semplice esposizione estetica per diventare atto politico e culturale.
Tra i nomi presenti figurano Michele Allotta, Francesco Arena, Calogero Barba, Filippo Bordonaro, Giuseppe Calderone, Gai Candido, Giovanni Castiglia, Filly Cusenza, Alessandro Di Giugno, Massimo Milani, Pino Manzella, Michela Pelusio, Nuccio Squillaci e molti altri.
Le loro opere, nelle più diverse forme espressive – dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alle installazioni – offrono una visione corale e polifonica dell’erotismo contemporaneo, inteso non come scandalo ma come energia che unisce, genera e libera.
Moana Pozzi, la “sacerdotessa del sesso”, tra le protagoniste
Tra le novità più sorprendenti della nuova esposizione vi è l’inserimento di manifesti hard dedicati a Moana Pozzi, la celebre porno diva degli anni ’80 e ’90, qui celebrata come “sacerdotessa del sesso”.
Si tratta di materiali provenienti da una storica mostra del 1996 organizzata dallo stesso Montana nel suo Centro d’Arte e Cultura, che allora suscitò la condanna della Chiesa di Bagheria. Oggi quei manifesti tornano a essere esposti come parte integrante della riflessione sulla libertà del corpo, del desiderio e del piacere, in un dialogo tra memoria, provocazione e consapevolezza.
Un’esperienza sensoriale e culturale
La Galleria dell’Eros “Piero Montana” si conferma dunque come uno spazio dove l’arte incontra l’attivismo e dove l’erotismo diventa linguaggio universale. Ogni opera dialoga con le altre per costruire un percorso di scoperta e liberazione, che attraversa le identità di genere, le espressioni sessuali e i desideri più intimi.
La mostra si può visitare fino al 31 marzo, tutti i giorni compresi i festivi, dalle 17 alle 20, esclusivamente su appuntamento (telefono: 388 6416109). L’ingresso è vietato ai minori di 18 anni e ha un costo di 4 euro, mentre la visita guidata è disponibile a 7 euro.
Per chi desidera approfondire, è disponibile anche il catalogo ufficiale della Galleria dell’Eros, curato da Piero Montana con prefazione del teorico e storico dell’arte Vitaldo Conte, in vendita non solo in galleria, ma anche a Roma e Milano.
L’eredità di Piero Montana e il valore dell’arte queer
Con questo nuovo allestimento, Piero Montana riafferma la sua visione di arte come forza liberatoria e strumento di emancipazione. La Galleria dell’Eros, oltre ad essere un luogo di esposizione, diventa un manifesto vivente della cultura queer, un tempio laico del desiderio, dove ogni corpo, ogni identità e ogni forma d’amore trovano riconoscimento e dignità artistica.
Mentre l’Italia fatica ancora a riconoscere pienamente i diritti e le differenze della comunità LGBTQIA+, la Galleria dell’Eros di Bagheria si impone come un atto di resistenza culturale e una celebrazione della bellezza in tutte le sue forme.















Troppo doloroso per me parlare di HIV. Ho perso un mio ex anni fa e ancora il ricordo è vivo. NON È GIUSTO ma accade era un grande intellettuale GIORGIO BOCCACCINI Basta mi sto facendo del male rimorsi nostalgia ricordi tolleranza bontà.....mmmm