GAY, COMICS E CLASSICITA’

Nell'antica Grecia i ragazzi avevano relazioni con gli adulti. I romani 'praticavano' con gli schiavi. Tra guerrieri Celti ci si amava. Come viene presentato tutto questo nei fumetti?

GAY, COMICS E CLASSICITA' - Alix base - Gay.it
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Oggi che l’Europa (o almeno buona parte di essa) parla liberamente di omosessualità, si tende a dimenticare che in fondo non c’è niente di nuovo sotto al sole. Basta un salto indietro di circa 2000 anni per rendersene conto. L’Europa di allora era divisa in tre grandi aree culturali: quella greca a est, quella romana a ovest e quella celtica a nord, e in tutti e tre i casi i rapporti omo erano socialmente diffusi e riconosciuti, seppur in diversa misura.
Nel mondo greco era ritenuto normale che ragazzi alla soglia dell’età adulta avessero relazioni “formative” con persone di qualche anno più grandi, mentre nella cultura romana i rapporti omosessuali erano ben accetti in quanto atti di affermazione da parte del cittadino romano sulle classi inferiori (in particolare gli schiavi e i vinti). La società celtica, invece, praticava liberamente l’omosessualità soprattutto nella classe guerriera e riteneva addirittura che i rapporti eterosessuali fossero poco salutari se praticati senza avere all’attivo una buona dose di amanti del proprio sesso.
Di tutta questa tolleranza, criminalizzata e censurata dalla successiva morale cristiana, si è sempre parlato poco (e possibilmente male) soprattutto quando il mondo antico ha fornito le basi per prodotti di largo consumo. Dai colossal hollywoodiani ai film peplum a basso costo, passando per i romanzi, la televisione e i fumetti: l’omosessualità ufficialmente non esisteva, e se esisteva era dipinta come un atto vizioso commesso da individui abbietti.
In anni recenti, però, il mondo del fumetto sembra trattare l’argomento in maniera meno dispregiativa, forse perchè ora gli autori possono esprimere più liberamente il loro punto di vista al riguardo.

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Il primo ad accennare molto pudicamente a questa realtà storica era stato – in effetti – Jacques Martin, che con le avventure di Alix l’intrepide (a partire dal 1948) aveva ben ricostruito il contesto storico in cui si muove il protagonista (giovane celta, figlio adottivo di un generale di Giulio Cesare). Alix condivide le sue peripezie con l’inseparabile amico Enak, e nonostante i due non si siano mai dichiarati non hanno mai smentito le “voci” sul loro rapporto, diventando una coppia di culto per i lettori gay dei loro volumi cartonati. Da parte sua l’autore ha detto che vuole lasciare spazio all’interpretazione soggettiva, ribadendo che l’ipotesi di un legame che trascende la semplice amicizia platonica non sarebbe penalizzante per nessuno.

GAY, COMICS E CLASSICITA' - t3 - Gay.it

D’altro avviso sono stati quegli autori specializzati in fumetti erotici gay, decisamente meno inibiti e per i quali il mondo antico offre una cornucopia di spunti accattivanti. Uno dei maestri del genere è stato senz’altro l’anglo-svizzero Oliver Frey, meglio noto come Zack (Clicca qui per la sua galleria). Prolifico illustratore, a partire dagli anni 80 si è riciclato come autore di storie gay pervase da un erotismo molto esplicito. Cultore dell’illustrazione pulp e del mondo classico ha probabilmente raggiunto uno dei vertici della sua produzione realizzando Message to the Emperor. E’ la storia di Sextus, nipote diciottenne di un senatore romano che vuole vendicarsi di lui: Sextus ha infatti respinto le avances dello zio e questi lo incarica di consegnare un misterioso messaggio all’Imperatore… non prima di averlo drogato con una pozione afrodisiaca (mentre l’invidioso cugino di Sextus, Bilicus, è disposto a tutto per consegnare il messaggio al posto suo). Da questa esile trama traggono spunto una serie di incredibili disavventure e sottomissioni omoerotiche che culmineranno in una super orgia alla corte imperiale, con colpo di scena finale. Curiosamente è proprio in un fumetto spinto come questo che l’omosessualità dell’antica Roma trova una rappresentazione realistica e coerente con quanto ci viene tramandato dalle fonti storiche.

GAY, COMICS E CLASSICITA' - age of bronze - Gay.it

A questo proposito vale la pena ricordare che il primo amore gay tramandato dalla letteratura antica è stato quello fra Achille e Patroclo citato nell’Iliade di Omero, ma prontamente omesso o edulcorato da tutte le trasposizioni moderne del poema. Tutte tranne una. Da qualche anno il fumettista Eric Shanower sta lavorando ad Age of bronze, una trasposizione a fumetti dell’Iliade senza precedenti per la meticolosa ricerca storica e per la certosina realizzazione (tanto da meritarsi il plauso della comunità archeologica internazionale). In questa titanica opera (prevista in sette volumi) Eric Shanower ha deciso di non fare mistero del legame fra Achille e Patroclo, e lo propone nelle tinte “umane” e realistiche che caratterizzano tutta la sua opera. Il risultato è stato di trasformare Age of bronze in un feticcio per i fumettofili gay americani, tanto che la scena del primo bacio fra Achille e Patroclo compare già su t-shirt e merchandising vario.
Anche i manga giapponesi hanno iniziato a parlare del mondo classico e della sua omosessualità, seppur in maniera molto diversificata.

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In Cestus di Shizuna Wazarai, per esempio, si parla della vita di un giovane schiavo che aspira a diventare un grande pugilatore nelle arene imperiali. Qui l’omosessualità come componente sociale è accennata, ma trattata in maniera marginale e tuttosommato banale (quasi negativa), d’altra parte si tratta di un manga incentrato sui combattimenti e sulla dura vita del protagonista: l’ambientazione (documentata, ma non troppo verosimile) serve solo a rendere tutto più “esotico” agli occhi dei giapponesi.

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Di ben altra levatura è l’ultima fatica di Gengoroh Tagame, che ha iniziato a serializzare un fumetto incentrato su di un imbattibile gladiatore che inizia a provare interesse per un suo schiavo/apprendista, manifestandolo in maniera decisamente rude e violenta, nello stile muscoloso e dettagliato che ha reso l’autore uno dei maestri del manga gay.
E in Italia? In Italia siamo indietro di decenni. Qualche anno fa in Axu il trigabolo, volume realizzato da Trentini e Tarlazzi e incentrato su di un guerriero celtico, uno stupro omosessuale era visto addiritura come l’episodio più umiliante di tutta la vicenda! E oggi?

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Ne L’ultima battaglia, di Tito Faraci e Daniel Brereton, si racconta della missione punitiva di un nerboruto generale romano contro il figlio adottivo (celta) che è passato al nemico. L’intenso rapporto che lega i due è il filo conduttore della storia, che si conclude con la loro decisione di abbandonare tutto e tutti, per vivere sempre insieme…Con tutti sottointesi del caso. D’altra parte L’ultima battaglia non è stata concepita per il mercato italiano, ma per quello internazionale…

Siti web consigliati: https://age-of-bronze.com/aob/index.shtml https://www.chez.com/alixintrepide/
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di Valeriano Elfodiluce

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