C’è maretta tra due volti della televisione italiana, due nomi simbolo della visibilità queer in TV: Fabio Canino e Cristiano Malgioglio. Tutto nasce da un’intervista rilasciata da Canino a Il Messaggero, dove riflette sul ruolo delle persone LGBTQIA+ nel piccolo schermo.
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Fabio Canino: “Per andar bene devi essere un gay di regime”, Malgioglio risponde
Nel corso dell’intervista fiume, Fabio Canino torna su alcuni snodi della sua carriera, compreso il passaggio da Mediaset a Rai nel 2007. Un momento importante, ma che non ha dato i frutti sperati: il programma non ha avuto il successo previsto e le nuove proposte, racconta Canino, sono rimaste nel cassetto.
Ed è proprio a questo punto che arriva la frase destinata a far rumore:
“Se anni fa era normalissimo che un conduttore fosse gay, adesso è motivo di discussione. Siamo tornati molto indietro. Non solo con questa nuova dirigenza, ma da tempo. Per andar bene devi essere un gay di regime, il giullare di corte. Quello riconoscibile e caricaturale, uno che rassicura”.
Alla domanda se stesse parlando di Cristiano Malgioglio, Canino non si è minimamente tirato indietro: “Sì, certo”, ha risposto.
E così, il dado è tratto.
Malgioglio: “Non sono un gay di regime”
Puntuale la replica di Cristiano Malgioglio arriva sulle pagine di FqMagazine, versione online de Il Fatto Quotidiano:
“Mi dispiace abbia parlato male di me, mi attacca con una battuta infelice. Ogni volta che ci vediamo è sempre carino, baci e abbracci, non me lo aspettavo”.
E poi rincara:
“Non sono un gay di regime, io sono un artista e sono un uomo, le mie tendenze sessuali sono quelle che porto addosso e non ho mai nascosto. Io la paletta la alzavo vent’anni fa nei programmi di Rai1, lui alza la paletta ancora oggi. Mi definisce caricaturale ma se lui indossasse i miei abiti non avrebbe la stessa credibilità ed eleganza. Non sono mai volgare. Io sono sempre stato così, sono sempre stato Cristiano Malgioglio”.
Visibilità queer in TV: il vero tema dietro lo scontro
Al netto del botta e risposta tra Canino e Malgioglio, resta una riflessione importante per chi vive e racconta l’identità LGBTQIA+ in Italia: che posto ha oggi l’essere apertamente queer in televisione?
Le parole di Canino non sono isolate: denunciano una certa tendenza al contenimento, alla caricatura controllata, alla “queerness” digeribile solo se in versione folkloristica. E sì, il riferimento a Malgioglio, che da anni gioca con l’eccesso e l’ironia, suona come un esempio concreto.
Dall’altro lato, Malgioglio rivendica il suo essere sempre stato se stesso, senza mai nascondere nulla, anticipando mode e pregiudizi.
Tuttavia, c’è da affermare in maniera chiara, che Malgioglio ha sempre preso posizione in maniera molto timida, “democristiana” e spesso errata.
Nel 2021, intervistato da Luce!, in merito al DDL Zan è stato piuttosto vago:
“È chiaro che io appartengo a quella categoria di persone che è contro ogni tipo di forma di discriminazione. L’omofobia poi è uno dei mali peggiori di questa società. Per il resto io faccio l’artista, non mi interesso di politica. Sono stato più volte invitato a dire la mia su questa questione, ma quello che posso dirle è che spero si mettano d’accordo perché il risultato non potrebbe che essere positivo”.
Nel 2014, intervistato da La Zanzara su Radio 24, si è detto contrario ai matrimoni e le adozioni gay:
“Il matrimonio gay mi sembra una battaglia antica, vecchia. Io non mi sposerei mai e non adotterei mai dei bambini. Un bambino deve crescere con una donna, la parola mamma è troppo importante. Però due uomini e due donne possono dare un affetto enorme a un piccolo”.
E, proprio in quella occasione, aveva perfino attaccato i Pride:
“Mi sembra una cosa da carnevale, li trovo confusi questi gay e trans in costume da bagno. Vadano a Cuba, dove c’è una marcia diversa senza tutto questo clamore. Bisogna avere anche un po’ di pudore”.
Poi se la prendeva anche con le manifestazioni d’affetto pubblico:
“Due uomini che si baciano per strada non va bene, bisogna avere pudore e riservatezza. Anche i bambini camminano per strada. Se noi gay avessimo più pudore potremmo ottenere tantissimi risultati”.
Nel 2015 si schierava con Dolce & Gabbana dopo le loro dichiarazioni sulla possibilità di concedere il diritto di adottare alle coppie gay:
“Dolce e Gabbana hanno usato parole troppo forti, ma nella sostanza anche a me dare la possibilità agli omosessuali di adottare dei bambini non convince per niente.
Credo che la presenza femminile sia fondamentale per la buona crescita di un bambino. Io ho adottato tre figli a distanza e sono felice così. E comunque se penso a una famiglia, resto fedele al modello tradizionale, formato da un uomo e da una donna”.
Anche nel 2017, intervistato su Gay.it dal buon Alessio Poeta, è stato parecchio controverso:
“A me, se proprio devo dirla tutta, l’unica cosa che non piace è il Gay Pride. Che schifo: un circo! Il Gay Pride, qui in Italia, si trasforma sempre in un circo o, meglio ancora, nel carnevale di Rio. I gay dovrebbero smetterla di ridicolizzarsi. È un peccato per tutti. Io parlo con cognizione di causa andando, ogni anno, a Cuba dalla mia amica Mariela Castro, figlia di Raúl, da sempre in prima linea per i diritti LGBT. Il Pride, lì, ha un sapore diverso. È quasi commovente”.
Parere contrario anche sull’utero in affitto:
“No, non mi piace affatto. Tentenno per le adozioni gay, figuriamoci per la pratica dell’utero in affitto”.
Di contro, Fabio Canino, ha sempre preso posizione in maniera chiara, decisa ed evidente mettendoci la faccia nonostante il suo impegno televisivo costante con Ballando con le Stelle.
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