GAY, GIAPPONE E CENSURE

I cartoon nipponici tormentati dalle forbici in Italia. Intere serie tagliate e rimaneggiate, da Sailor Moon a Alpen Rose: tolti i riferimenti all'omosessualità e al sesso in generale.

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Che il nostro paese abbia una certa propensione a trincerarsi dietro un puritanismo abbastanza ipocrita è un dato scontato, e il trattamento riservato alle produzioni animate giapponesi lo ha sempre provato.

Per chi non lo sapesse l’unico vincolo censorio imposto dalla legislazione nipponica sulle proprie opere consiste nel nebuloso paragrafo 175 della legge sulle oscenità (divenuto recentemente più permissivo), che prescrive l’occultamento degli organi genitali degli adulti. Per il resto tutto è consentito, ovviamente nei limiti del target a cui è rivolto il prodotto: in Giappone infatti il pubblico di manga e anime è da sempre molto differenziato, ed esistono prodotti per tutte le età e di tutti i generi.

Fin dall’inizio questa concezione di fumetti e cartoni è risultata abbastanza ostica ai benpensanti italiani, che in maniera molto superficiale si sono limitati a considerare la maggior parte dei prodotti giapponesi come "pessimi per i bambini" piuttosto che "studiati per un pubblico differenziato".

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Buona parte della responsabilità è da imputare ai direttori dei palinsesti televisivi, che a partire dagli anni ’70 hanno acquistato in massa serie giapponesi senza pensare di dividerle per fasce orarie e a seconda delle tematiche, accostando serie per bambini a serie che di infantile non avevano nulla.

Dopo le sollevazioni delle associazioni dei genitori a partire dagli anni ’80, gli stessi direttori dei palinsesti hanno aggravato ulteriormente la situazione, iniziando una sistematica opera di censura e adattamento sulle serie importate, per renderle "innocue" agli occhi dei più piccoli (ovvero per il pubblico a cui NON sono mai state dirette). Il contenuto di intere serie è stato stravolto: emblematico il caso di "Alpen Rose" (Hono no Alpen Rose), serie ambientata nella seconda guerra mondiale, dalla quale sono stati tagliati tutti i riferimenti al nazismo e, soprattutto, di "E’ quasi magia Johnny" (Kimagure Orange Road), commedia liceale da cui sono stati rimossi tutti i riferimenti alla vita sessuale dei protagonisti (ovvero buona parte della serie!).

La cosa sconvolgente è che in tempi recenti intere serie "cult" vengono ridoppiate e/o riadattate per renderle più consone al pubblico prescolare e, come nel caso di "Lupin III", "Lady Oscar", "Remì" e "Ape Magà", questa operazione sconfina nel parossistico.

Tuttavia a fare maggiormente le spese di questa opera di "taglia e cuci", sono stati da sempre i riferimenti alle sessualità alternative. Intere serie non sono mai state trasmesse, come nel caso del fantademenziale "Pataliro ! Stardust keikaku" (foto sopra), tutto ambientato nel principato di Marinella, abitato unicamente da personaggi gay ! Mentre in serie meno "evidenti" personaggi visibilmente gay sono stati abilmente "contraffatti": uno degli esempi migliori arriva dalla serie "Che famiglia è questa family" (Oh! Family), dove Key (fratello maggiore della protagonista Fea) è un gay dichiarato, ed è pure innamorato del ragazzo di sua sorella (che addirittura baciava in un episodio mai trasmesso in Italia !). Purtroppo per gli adattatori italiani l’omosessualità è un argomento trattato con sempre maggior disinvoltura nelle serie nipponiche, e questo sta iniziando a creare seri problemi "tecnici" a chi vuole rimuoverla. Fra gli esempi più recenti in questo senso possiamo annoverare "Card Captor Sakura" (dove c’è più di un personaggio con tendenze omosessuali) e "Rossana" (in cui, fra l’altro, compare un travestito decisamente mascolino, che da noi viene fatto passare per una ragazza !).

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Un vero e proprio "scivolone" è stato rappresentato dalle serie di Sailor Moon: a partire dalla terza sono comparse due combattenti lesbiche e conviventi (Sailor Neptune e Sailor Uranus), mentre nella quinta c’erano addirittura tre personaggi transessuali (le sailor starlights) che, prima di trasformarsi in guerriere femmine, sono maschi con tutti gli attributi ! Gli adattatori hanno cercato di ovviare alla cosa, ma era tutto talmente palese che i loro sforzi sono stati vani (con tutto il polverone che ne è seguito !).

Attualmente la situazione si sta lentamente evolvendo, complice il crescente "peso" dei fans e l’audacia di emittenti come MTV, tuttavia il canale privilegiato per dribblare adattamenti e censure resta il mercato home video e DVD, sicuramente più democratico e meno ipocrita di quello televisivo.

E se volete gustarvi dell’animazione nipponica senza censure e dal taglio decisamente gay non mancate di visitare l’apposita sezione su gayshopping (cliccate qui).

di Valeriano Elfodiluce

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