Gay Street di Palermo, vandalizzata la bandiera: l’appello della comunità

La bandiera di benvenuto della Gay Street di Palermo è stata vandalizzata: il comitato e le associazioni LGBTQIA+ chiedono al Comune più sicurezza.

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Palermo: vandalizzata la bandiera della Gay Street
Palermo: vandalizzata la bandiera della Gay Street
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Qualcuno ha pensato bene di vandalizzare la bandiera con la scritta “Welcome to Gay Street Palermo!” – quella che dava il benvenuto a centinaia di turisti ogni giorno – per sfregiare uno dei simboli più visibili dell’inclusività palermitana. 

Il comitato Gay Street Palermo e le associazioni LGBTQIA+ della città hanno lanciato l’allarme: la bandiera è stata vandalizzata, e non è un episodio isolato.

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Palermo: vandalizzata la bandiera della Gay Street

Non si tratta solo di vernice o di un pezzo di tessuto danneggiato. Il comitato descrive uno scenario che fa rabbia: motorini che arrivano a tutta velocità lungo via Argenteria, ragazzini che urlano insulti e minacce verso chi frequenta la strada. “Ci troviamo nel Bronx di Palermo”, scrivono nella nota ufficiale, con una amarezza che parla da sola.

La sicurezza tanto promessa nei mesi scorsi sembra essere evaporata. E chi vive e frequenta la Gay Street (inaugurata lo scorso 1 giugno) se ne accorge ogni giorno.

Cosa rischia davvero chi vive sulla Gay Street

Via Argenteria non è una strada qualsiasi. Su quel tratto si trova il centro antiviolenza omofobica e una casa di accoglienza per ragazzi cacciati di casa dalle proprie famiglie a causa del loro orientamento sessuale, o che hanno subito violenze di genere. 

Colpire la Gay Street significa colpire direttamente le persone più vulnerabili, quelle che hanno già pagato un prezzo altissimo solo per essere se stesse.

Il comitato lo dice chiaramente: il Comune deve intervenire subito, con misure concrete di tutela. La pedonalizzazione del tratto di via Argenteria è la richiesta principale, insieme a un presidio di sicurezza stabile che smetta di essere una promessa e diventi realtà.

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I promotori dell’iniziativa tengono a sgombrare il campo da qualsiasi equivoco. La Gay Street di Palermo non è uno spazio separato, un recinto per soli gay, qui non stiamo parlando di emarginazione. 

Piuttosto, si parla di un luogo di socializzazione, divertimento e cultura aperto a tutte e tutti – tanto che il comitato sta invitando artisti di strada a popolarla, trasformandola in un teatro a cielo aperto.

“La Gay Street, come il Pride, è un modo per dire al resto del mondo che ogni persona ha il sacrosanto diritto di amare chi vuole”, si legge nella nota. 

Un messaggio universale che qualcuno, con un atto di vigliaccheria, ha provato a cancellare.

Palermo inclusiva? Tocca difenderla

Il comitato sapeva che la Gay Street avrebbe diviso l’opinione pubblica. Era messo in conto. Ma un atto vandalico di questo tipo non è accettabile che resti senza risposta istituzionale. 

Ogni giorno in cui il Comune non agisce è un giorno in cui chi abita quella strada si sente abbandonato.

Palermo ha costruito negli anni un’immagine di città aperta, multiculturale, capace di accogliere. Chi ha vandalizzato quella bandiera ha provato a sporcare quell’immagine. Sta alle istituzioni – e alla città intera – decidere se lasciarglielo fare.

 

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