GENDER BENDER, OLTRE L’IDENTITÀ

Dal 29 ottobre al 3 novembre: Bologna capitale della comunicazione gay-lesbo-trans. L'irriverente Erwin Olaf, i film a tematica più recenti, un convegno su Andersen e altro ancora.

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E’ un festival ‘oltre’. Oltre l’identità codificata nei generi maschile e femminile, oltre il cinema e i suoi generi (anche arti visive, letteratura, musica), doppiamente oltre perché è alla seconda edizione.

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Gender Bender‘, festival internazionale diretto da Daniele Del Pozzo, progetto del Cassero Gay Lesbian Center, si terrà dal 29 ottobre al 3 novembre al Cinema Lumière di Bologna ma non solo: la formula fusionale della manifestazione prevede, oltre alla proiezione di film a tematica gay+lesbo/trans, interessanti e diversificate incursioni ‘alt(r)e’ a zonzo per la città, dal Cassero alla Galleria d’Arte Moderna: a Villa delle Rose sarà allestita una mostra fotografica di Erwin Olaf, provocatorio fotografo olandese celebre per le sue principesse insanguinate e gli scatti pornografici che ironizzano su moda e pubblicità con uno stile tra le raffinatezze alla Avedon e la dirompenza di Mapplethorpe. Il curatore della mostra Walter Rovere ricorda l’importanza di Olaf: «ha esposto in sedi prestigiose come Francoforte, ha vinto a Cannes un Leone d’Oro per la pubblicità della Diesel. Nella sua arte sovrappone codici comunicativi diversi, ritraendo sia le pin-up che le settantenni». L’artista quarantenne sarà presente all’inaugurazione della mostra.

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Non manca un convegno internazionale (il 30 e il 31) all’Auditorium del Dipartimento di Musica e Spettacolo su Hans Christian Andersen, grande scrittore di fiabe danesi di cui verrà alla luce la sua poco nota omosessualità (e si potrà ri-vedere l’infuocato capolavoro melodrammatico Scarpette rosse di Powell e Pressburger tratto da una sua favola).
Gli amanti della danza non si perdano il trasgressivo Reproduction della coreografa Estzer Salamon in cui otto ballerine riproducono scene di intimità in cui sono alterati i consueti limiti fisici. Nella sezione Live Music è possibile ascoltare i lavori di Dj Chloé, Ivan Smagghae, Gudrun Gut (dai grandi Einsturzende Neubaten), il transgender Terre Theamliz (foto in fondo), la coppia rock Cobra Killer a cui seguirà una lotta di donne nel fango, Baby Dee e i finlandesi Putsch ’79.

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Tra i film presentati nella sezione cinema, da segnalare il nuovo lavoro pornoanarchico di Bruce LaBruce The Rapsberry Reich su un gruppo di terroristi berlinesi che intraprendono una surreale rivoluzione sessuale a colpi di erezione e kalashnikov, Tiresia di Bertrand Bonello variante trans del mito del veggente greco (con due attori che interpretano il protagonista, un uomo e una donna con pene finto), lo scatenato D.E.B.S. di Angela Robinson, fumettistiche Charlie’s Angels in versione lesbica e le animazioni giapponese di Kon Satoshi in Tokyo Godfathers.
Nella sezione retrospettica ‘cult d’archivio’ è possibile recuperare l’epocale Je t’aime, moi non plus (1976) di Serge Gainsbourg e il campissimo Il caso Myra Breckinridge (1970) di Michael Sarne con una insuperabile Mae West quasi ottantenne.
«E’ un festival dedicato alle identità» ci spiega Daniele Del Pozzo «ma anche su come si rappresentano maschile e femminile, concetti in continua evoluzione. Si tratta di piegatura del ‘genere’, scivolamenti verso qualcosa di diverso fino alla vera orgia dei generi intesi come discipline: cinema, letteratura, arti visive fino a musica e teatro.

GENDER BENDER, OLTRE L'IDENTITÀ - TERRE THAEMLITZ - Gay.it

Il sottotitolo ‘corpi e identità’ ricorda anche che il corpo è lo strumento con cui uno rappresenta la propria identità al resto del mondo, alla ricerca di una collocazione all’interno della società. La comunità gay-lesbo-trans è ancora all’avanguardia: inventa continuamente formule nuove, fa da apripista a sperimentazioni che cominciano ad appartenere al mondo etero, a partire dalla liberazione femminile. E non dimentichiamo che tutto ciò ha anche una ricaduta sull’immaginario maschile e sul ruolo dell’uomo nella famiglia. E’ un festival fusionale che mischia aree di pertinenza di solito tenute separate. La prima edizione è andata molto bene, molti eventi della seconda saranno a prezzi popolari o assolutamente gratuiti come i dibattiti».

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