Andiamo al Budapest Pride 2025! Ecco una guida pratica (in aggiornamento)

La comunità LGBTQIA+ ungherese ha bisogno, oggi più che mai, del sostegno internazionale per non essere messa a tacere. Ci sarai?

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Il parlamento ungherese ha deciso che i Pride devono scomparire. Lo ha fatto senza giri di parole il 15 aprile, approvando un emendamento costituzionale che rafforza la legge anti-Pride promulgata dal Governo Orbàn già lo scorso 18 marzo. È la mossa più violenta di una strategia che da anni mira a cancellare ogni forma di espressione pubblica delle persone LGBTQIA+, trasformando scuole, media e piazze in strumenti di controllo ideologico.

Eppure, nonostante tutto, il Budapest Pride 2025 ci sarà. Lo hanno detto chiaramente lə attivistə locali (intervista). Sarà un atto di disobbedienza civile, una presa di parola collettiva in un paese dove la visibilità è diventata una forma di resistenza.

IN AGGIORNAMENTO – Questa guida è in constante aggiornamento (versione aggiornata al 17 Aprile 2025)

Ungheria, dilagano le proteste contro la legge anti-Pride: “Mai così tanta solidarietà alla comunità LGBTQIA+”

Questa guida è pensata per chi non vuole restare a guardare, e sente che essere presenti, oggi, in quella piazza, non è solo un gesto simbolico ma politico. Troverai alcune informazioni necessarie per partecipare: quando e dove sarà il corteo, come arrivarci dall’Italia, dove dormire in sicurezza, a chi rivolgersi, cosa sapere prima di partire.

 

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Date e luogo dell’evento: Budapest 28 Giugno

Il Budapest Pride 2025 sarà sabato 28 giugno e segnerà un anniversario simbolico: trent’anni dalla prima marcia dell’orgoglio LGBTQIA+ in Ungheria. Un traguardo importante, che arriva nel momento più fragile e insieme più urgente della storia del movimento nel Paese.

La manifestazione principale è prevista nel pomeriggio, con partenza indicativamente intorno alle 14:00 e conclusione entro le 20:00. Come da tradizione, il punto di ritrovo verrà annunciato a ridosso della data, ma negli ultimi anni il corteo ha preso il via da Dráva utca, nel distretto XIII, lambendo il Danubio e attraversando il centro di Pest fino a raggiungere Szabadság tér, la Piazza della Libertà.

La giornata si concluderà con la Rainbow Party a Budapest Park, tra concerti, DJ set e spettacoli drag. Ma se ogni Pride è una celebrazione, quello di quest’anno sarà anche e soprattutto una sfida. A partire dalle restrizioni imposte dal governo, che potrebbero incidere profondamente sullo svolgimento della marcia. Per questo è importante seguire gli aggiornamenti ufficiali nelle settimane precedenti all’evento o tramite le delegazioni italiane che parteciperanno

Tra le realtà italiane che hanno già annunciato la propria presenza c’è Europa Radicale, che invita attivistə, cittadinə e associazioni a unirsi per una partecipazione collettiva e consapevole. “Il 28 giugno saremo a Budapest accanto alla comunità del Budapest Pride, per manifestare insieme a loro e chiedere all’Unione Europea di applicare le dovute sanzioni dopo il varo della legge costituzionale da parte di Orbán, che contrasta con i diritti fondamentali dell’Unione”, scrivono a Gay.it.

Nei primi giorni di maggio, l’organizzazione terrà delle riunioni aperte per chi è interessatə a partire, con l’obiettivo di discutere la logistica, i rischi legali e le modalità di presenza sul posto. Per partecipare o ricevere informazioni, è possibile scrivere a [email protected] o a [email protected].

Intanto, “Europa Radicale ha inviato una richiesta tramite PEC alla Presidenza Giorgia Meloni e all’Ambasciatore italiano in Ungheria, chiedendo di sospendere le relazioni bilaterali con l’Ungheria e farsi promotori con gli altri Paesi europei nella richiesta di sanzioni“.

 

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Come raggiungere Budapest dall’Italia

I collegamenti per Budapest dall’Italia sono numerosi e, con un po’ di anticipo, anche estremamente accessibili.

In aereo

La via più rapida e diretta. Budapest è servita da voli low cost da tutti i principali aeroporti italiani. Da Roma Fiumicino, Ryanair e Wizz Air operano collegamenti giornalieri: circa due voli diretti al giorno, con un tempo di percorrenza di un’ora e 45 minuti. Le tariffe, se prenotate per tempo, oscillano tra i 30 e i 50 euro a tratta.

Da Milano Malpensa, Wizz Air offre fino a quattro voli al giorno, con una durata di circa un’ora e 40 minuti. Spesso le tariffe si mantengono al di sotto dei 50 euro. Anche Bergamo Orio al Serio, hub di Ryanair, è un’ottima alternativa per chi vive nel Nord Italia: da qui partono quotidianamente voli diretti per Budapest, spesso a partire da 15-20 euro. È una delle rotte più economiche in assoluto.

Chi parte da Napoli Capodichino può contare su collegamenti diretti con Wizz Air – circa sette voli a settimana. Il volo dura circa un’ora e 45, e i prezzi, pur leggermente più alti, restano accessibili, spesso tra i 70 e i 100 euro.

Anche da Venezia Marco Polo partono voli diretti operati da Wizz Air e Ryanair, in genere nei giorni di martedì, mercoledì, venerdì e domenica, con una durata di circa un’ora e venti. In alternativa, si può partire anche da Treviso, servito da Ryanair, confrontando orari e tariffe per trovare l’opzione migliore.

In treno

Non esistono treni diretti dall’Italia a Budapest, ma è possibile combinare tratte. Da Venezia, ad esempio, parte ogni mattina un RailJet per Vienna, da cui si prosegue per Budapest in poco più di due ore. In totale, il viaggio dura circa 11-12 ore. Da Milano o Roma si può invece prendere il Nightjet notturno per Vienna, con cuccette e vagoni letto, e poi proseguire verso la capitale ungherese: un viaggio da 16 ore complessive, da organizzare con anticipo per accaparrarsi i biglietti più economici (50-70 euro).

In autobus

La rete FlixBus collega tutte le principali città italiane a Budapest, con corse quotidiane e notturne. Da Roma Tiburtina il viaggio dura circa 20 ore; da Milano e Venezia tra le 15 e le 18. Le tariffe variano (70-100 euro), e il tragitto è lungo, ma per chi ha tempo può essere una scelta sostenibile, magari da condividere con altre persone dirette al Pride.

Alloggi LGBTQIA+ friendly a Budapest

Il consiglio è di alloggiare sul lato Pest – la parte orientale della città, quella più dinamica, attraversata dai flussi del Pride e vicina a gran parte dei locali, bar e spazi culturali LGBTQIA+. I quartieri più consigliati sono il V, il VI, il VII e il IX.

Il distretto VII, Erzsébetváros, è quello più giovane e vivo, con le sue strade costellate di ruin pub, club alternativi e caffè queer-friendly. Il V, cuore storico della città, ospita Váci utca e la Basilica di Santo Stefano, oltre a numerose strutture ricettive internazionali. Il VI (Terézváros) è centrale e ben collegato, mentre il IX, meno turistico, è sede di fermenti giovanili e universitari. Da evitare invece i quartieri più periferici o il lato Buda, più residenziale e isolato, specie se si desidera vivere appieno l’esperienza del Pride anche nelle ore serali.

Tra gli alloggi segnalati dalla comunità, vale la pena menzionare il Connection Guesthouse, una guesthouse gestita da persone LGBTQIA+ nel cuore di Pest, nota per l’atmosfera familiare e i prezzi accessibili. Per chi cerca qualcosa di più elegante, il Lanchid 19 Design Hotel offre una vista straordinaria sul Danubio e una reputazione consolidata tra viaggiatori queer internazionali. Chi preferisce un ambiente giovane e informale può optare per il Hive Party Hostel, struttura friendly con oltre 300 posti letto e bar interno, ideale per chi vuole socializzare.

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Catene come Wombat’s City Hostel e Meininger Hostel garantiscono buoni standard, camere pulite e ambienti inclusivi, così come molti B&B nel centro città che, pur non dichiarandosi esplicitamente gay-friendly, sono abituati a una clientela internazionale e aperta.

Chi desidera un’esperienza più immersiva può affidarsi a piattaforme nate proprio per la comunità. Su Misterb&b, l’equivalente queer di Airbnb, si trovano stanze o appartamenti gestiti da host LGBTQIA+, spesso pronti a offrire anche consigli su locali, eventi e movida. Anche su Couchsurfing esistono reti queer, spesso molto attive nei periodi dei Pride: un’opzione economica e umana, a patto di verificare sempre le recensioni, stabilire un contatto chiaro con l’host e specificare il motivo del soggiorno.

Negli anni passati, in occasione di Pride sotto minaccia politica, alcune associazioni hanno attivato reti di ospitalità solidale: famiglie, singolə, gruppi attivisti che offrono uno spazio gratuito a chi arriva dall’estero. Non è ancora stato annunciato se per l’edizione 2025 ci sarà un sistema di questo tipo, ma vale la pena scrivere direttamente agli organizzatori del Budapest Pride o ad Háttér Society (associazione LGBTIAQ+ d’Ungheria) per chiedere se è in programma un circuito di accoglienza alternativa.

In generale, la sicurezza non è un problema serio a Budapest, ma vale sempre la regola del buon senso: preferire alloggi con reception attiva 24h, specie se si viaggia da solə; verificare che ci siano buoni collegamenti notturni o servizi di taxi nei pressi; leggere con attenzione le recensioni su Booking, Airbnb o Google per assicurarsi che altre persone LGBTQIA+ abbiano avuto esperienze positive. La differenza, spesso, la fa il personale: se una struttura è chiaramente sensibile e abituata ad accogliere ospiti queer, si percepisce fin dal check-in.

Contatti utili

Una volta a Budapest, il primo punto di riferimento è naturalmente Budapest Pride, l’organizzazione che da trent’anni rende possibile la marcia nonostante le crescenti restrizioni. Dietro il nome c’è la Szivárvány Misszió Alapítvány (Rainbow Mission Foundation), una rete di attivistə che ogni anno costruisce – letteralmente – lo spazio politico e fisico della manifestazione.

Puoi scrivere a [email protected] per avere informazioni sul programma, sull’eventuale volontariato o su questioni logistiche. Per comunicazioni rapide, usano anche una linea telefonica via Signal o WhatsApp: +36 30 439 6083. Sui social li trovi come @budapestpride (Facebook e Instagram), canali fondamentali da tenere d’occhio nei giorni immediatamente precedenti la marcia per ricevere aggiornamenti in tempo reale su luogo di ritrovo, eventuali variazioni di percorso o indicazioni di sicurezza. Il sito ufficiale, anche in inglese, è budapestpride.hu.

Al loro fianco c’è Háttér Society, l’ONG LGBTQIA+ più longeva dell’Ungheria. Attiva dal 1995, offre supporto legale, consulenze psicologiche, materiali informativi e tutela dei diritti. Háttér è spesso coinvolta nell’organizzazione del Pride e può fornire indicazioni preziose a chi arriva dall’estero, soprattutto se dovessero esserci episodi di intimidazione o problemi con le forze dell’ordine. Si può scrivere a [email protected], anche in inglese; rispondono con serietà e competenza. Il sito web è hatter.hu, con una sezione specifica in lingua inglese per persone straniere.

Infine, se durante il viaggio dovessi incontrare difficoltà serie – furti, problemi di salute, fermo da parte delle autorità – puoi rivolgerti all’Ambasciata d’Italia a Budapest:
Tel. +36 1 4606200
Email: [email protected]
Per emergenze consolari urgenti è attivo un numero h24: +36 30 9523053

Sicurezza, comportamento e consigli utili per chi partecipa

A partire dal 15 aprile, i Pride sono costituzionalmente vietati in Ungheria. La strategia punitiva prevede multe fino a 200.000 fiorini (circa 500 euro), l’utilizzo del riconoscimento facciale per identificare i partecipanti, e l’assimilazione dei Pride a “propaganda sessuale inappropriata” nei confronti dei minori. Nonostante questo, il corteo del Budapest Pride 2025 resta – per ora – confermato. Ecco qualche consiglio pratico:

  • Il rischio più concreto, al momento, è di tipo amministrativo – una multa – ma non risultano, ad oggi, arresti o episodi di repressione violenta.  Porta sempre con te un documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto) in un luogo sicuro, ma facilmente accessibile.
  • Scarica in anticipo l’app BKK Futár per muoverti facilmente con i mezzi pubblici di Budapest (bus, tram, metro). È precisa, disponibile in inglese e permette anche di acquistare biglietti. Per gli spostamenti notturni puoi usare Bolt, l’alternativa locale a Uber. Google Maps sarà un alleato prezioso, sia per orientarti sia per tradurre (scarica il pacchetto offline della lingua ungherese su Google Traduttore).
  • In caso di emergenze sanitarie o legali, il 112 è il numero unico europeo, attivo anche in Ungheria.
  • Se viaggi con un gruppo, organizza un punto di ritrovo e condividi in anticipo i numeri di telefono.
  • Il roaming qui è gratuito, ma spesso con giga limitati, quindi è bene essere parsimoniosi con l’uso di internet.
  • A fine giugno Budapest è calda – temperature medie sui 27-30°C.
  • Indossare simboli arcobaleno è pienamente legittimo, ma fuori dall’area del Pride, in zone periferiche o in momenti di spostamento, valuta se non sia il caso di coprirli.
  •  Non è infrequente che atteggiamenti affettuosi tra persone dello stesso sesso attirino sguardi ostili, soprattutto fuori dal contesto della manifestazione. In centro città e nelle zone LGBTQIA+ friendly la situazione è generalmente tranquilla, ma è meglio muoversi con consapevolezza.

Documenti necessari per entrare in Ungheria (per cittadinə italianə)

Viaggiare verso Budapest per partecipare al Pride 2025 non comporta particolari ostacoli burocratici: l’Ungheria fa ancora – incredibilmente? – parte dell’Unione Europea e dell’area Schengen, dunque l’accesso per i cittadinə italianə è libero, senza necessità di visto. È sufficiente un documento d’identità valido per l’espatrio: la Carta d’Identità (cartacea o elettronica) o il passaporto.

La carta d’identità deve essere integra, leggibile e in corso di validità per tutto il periodo del soggiorno. Non sono richiesti mesi residui obbligatori oltre la data di rientro, ma per precauzione è consigliabile che il documento non sia prossimo alla scadenza. In alternativa puoi viaggiare con il passaporto.

Se raggiungi Budapest in aereo, al momento dell’imbarco ti verrà richiesto di esibire il documento d’identità al banco del check-in o direttamente al gate. All’arrivo, però, non troverai controlli di frontiera: i voli intra-Schengen sono trattati come collegamenti domestici. Se invece viaggi via terra (in treno, in auto o con autobus passando da Slovenia o Austria), normalmente non incontrerai alcun tipo di controllo doganale: le frontiere interne Schengen sono aperte, salvo controlli a campione da parte della polizia locale, soprattutto sui treni internazionali. In quel caso, è sufficiente mostrare la CI o il passaporto.

Associazioni, delegazioni, comitive, gruppi che andranno a Budapest per il Pride del 28 Giugno

Associazioni, delegazioni, comitive, gruppi che organizzino la trasferta al Budapest Pride del 28 Giugno possono scrivere a [email protected] per comunicare la propria spedizione in Ungheria e apparire nella seguente lista (in aggiornamento).

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