Continua chiaramente a fare rumore l’emendamento alla Costituzione ungherese che certifica il divieto assoluto a tutti gli eventi pubblici LGBTQIA+, Pride in testa. Sostenuto dal partito Fidesz del primo ministro Viktor Orban, l’emendamento ha suscitato l’indignazione della comunità europea e del movimento LGBTQIA+ internazionale, con Budapest comunque pronta a ritrovarsi in strada a fine giugno con l’annunciato Pride cittadino.
Il Pride di +Europa per l’ambasciata ungherese
Il 29 giugno sfideremo Orban,
oggi abbiamo portato il Pride all’ambasciata ungherese in Italia.Saremo a Budapest, al Pride che il suo governo ha dichiarato “illegale”.
Perché quando una marcia per i diritti diventa un reato, partecipare è ancor più legittimo, ancor più giusto,… pic.twitter.com/D3z0peFaBb— Più Europa (@Piu_Europa) April 16, 2025
E se dal governo Meloni nessuno spende una parola contro l’amico Orban, è l’opposizione a muoversi. +Europa ha ieri portato il Pride davanti l’ambasciata ungherese, “per mostrare che l’Europa deve essere un luogo di democrazia, di diritti civili e libertà individuali”. A darne notizia il segretario di +Europa, Riccardo Magi, alla guida del mini-pride organizzato con una delegazione del partito, che è arrivata davanti alla sede consolare di Budapest a bordo di una golf car a 12 posti allestita come un carro del Pride, con annessa musica, bandiere arcobaleno e dell’Ue.
I militanti di +Europa hanno mostrato cartelli con il volto di Orban con su scritto “This is not Europe”, “Eu Ban Orban” e “Budapest We Are Coming”, annunciando la partecipazione di +Europa al Pride che si terrà nella capitale magiara.
Riccardo Magi vs. Orban
“Il combinato disposto della modifica della Costituzione e della legge sulle manifestazioni di fatto vieta alle persone LGBTQIA+ di manifestare, con la scusa vergognosa che tutti i regimi utilizzano per discriminare le persone, e cioè la tutela dei minori. Anche in Italia ci hanno provato: quando abbiamo presentato l’emendamento sull’affettività nelle scuole, i pro vita ci hanno risposto che volevamo mettere le mani nelle mutande dei loro figli. Ecco, probabilmente dei problemi con la sessualità ce l’hanno queste persone e anche il governo ungherese e probabilmente il presidente Orban. Saremo a Budapest, al Pride che il suo governo ha dichiarato “illegale”. Perché quando una marcia per i diritti diventa un reato, partecipare è ancor più legittimo, ancor più giusto, ancor più necessario. Orban dice che i Pride offendono i bambini, la loro morale. Ma l’unica cosa che offende i bambini è crescerli nella paura, nel pregiudizio, nella discriminazione. Noi sfileremo per chi non potrà farlo. Per chi sarà costretto a nascondersi. Per chi sogna un’Ungheria diversa, all’altezza dei valori dell’Europa. Per ribadire cos’è l’Europa oggi abbiamo manifestato sotto all’ambasciata ungherese”, ha concluso Magi.
Anche Zan e il Pd al Budapest Pride
Oltre a +Europa anche il Partito Democratico parteciperà al Pride di Budapest, come confermato dall’europarlamentare Alessandro Zan. “Io ci sarò perché non possiamo lasciare sole le persone LGBTQIA+ ungherese. Saremo in tante e tanti a parteciparvi. L’Europa non può stare a guardare. Presenterò subito un’interrogazione parlamentare alla commissione europea perché intervenga subito, non c’è tempo da perdere. È a rischio l’incolumità delle persone“.
Magyar sfida Orban nel 2026
Nel frattempo il regime di Orban potrebbe essere arrivato agli sgoccioli, come predetto dalle imponenti manifestazioni di massa delle ultime settimane. Sondaggi alla mano Peter Magyar, leader di Tisza, ovvero il più grande partito di opposizione d’Ungheria, avrebbe 7 punti di vantaggio su Fidesz. “Siamo ormai la maggioranza, Tizsa vincerà le elezioni nell’aprile del 2026, il regime di Orbán deve sparire“, ha precisato Magyar. Ed è proprio questa consapevolezza che a detta di molti potrebbe rendere Viktor Orban ancora più pericoloso.
