I MORALISTI IMMORALI

Come mai il Vaticano, che non riesce nemmeno più a attirare giovani nei seminari, ha tanta influenza sulla nostra politica? Un'analisi della vicenda "fecondazione assistita".

I MORALISTI IMMORALI - vaticano controverso - Gay.it
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Leggendo della delirante mossa del Parlamento che rende quasi impossibile l’inseminazione artificiale in Italia, e che per la prima volta nella storia italiana rende l’eterosessualità una condizione necessaria per usufruire d’un diritto civile (neppure Mussolini c’era riuscito), il mio sentimento prevalente è lo stupore. Sì, certo, potrei arrabbiarmi, e potrei anche ironizzare su quanto sia facile essere profeti in Italia se si parla male del “centrosinistra”, visto che non più tardi di dieci giorni fa avevo previsto in questa stessa rubrica che noi gay non possiamo sperare in nessun cambiamento se facciamo conto sulla Margherita… (No, non sono un profeta: è solo il comportamento della Margherita ad essere sessuofobo con una prevedibilità imbarazzante).
Tuttavia molti altri, in questi giorni, si sono già arrabbiati a sufficienza… perciò evito di ripetere il già detto. Preferisco lo stupore. Verso una Chiesa cattolica che insiste nell’imporre a tutti una morale sessuale che nessuno in Italia condivide più, riuscendo unicamente a svuotare i propri seminari, dato che è noto che la causa numero uno d’abbandono del sacerdozio è il celibato ecclesiastico. Leggo da “L’Espresso” del 18/12 che a Roma “quest’anno le iscrizioni al seminario maggiore di San Giovanni in Laterano hanno prodotto un magro risultato: solo tre ragazzi romani hanno chiesto di studiare per diventare preti. Per giunta, dopo poche settimane, uno dei tre ha già lasciato“.
Sarebbe questo il Potere trionfante, che in pochi anni è riuscito a porre il veto sulle Unioni civili, a silurare il “divorzio veloce”, a sabotare la legge sull’inseminazione assistita, e si prepara ad abrogare la legge sull’aborto approvata da oltre l’80% degli italiani in un apposito referendum?
Sarebbe questa l’istituzione che fa tremare i partiti? Questa, che non riesce più nemmeno ad arruolare forze fresche, che invecchia e s’assottiglia anno dopo anno?
Sarebbe questo il raccolto d’un Giubileo che ha violentato decine di milioni d’italiani asfissiandoli con una propaganda baciapreti senza sosta?  Tre nuove vocazioni… anzi, due? Ebbene sì, lo è. Questo è il babau che fa paura a tutti. Un re nudo, ma di cui nessuno osa dire che è nudo. Ecco perché il voto di questi giorni non m’indigna: mi stupisce soltanto. Mi stupisce perché viene da un Parlamento composto per metà da moralisti immorali, cioè persone che, nella vita privata, non sono in regola con le norme moralistiche a favore delle quali votano: divorziati, separati, conviventi… Demenziale! Ma mi stupisce anche perché non comprendo cosa pensino di guadagnare in cambio i partiti che vanno a baciare il piede al papa.
Mentre loro votavano leggi per proibire di far figli se non come impone il papa, fuori dalle loro stanze l’Italia diventava la nazione col tasso di nascite più basso del mondo
Non solo nessuno ascolta più il papa, che proibisce gli anticoncezionali, ma siamo arrivati ormai allo sciopero della procreazione. Scusate, ma chi ci guadagna? Ora, “la politica è l’arte del possibile”; è “sangue e merda” (soprattutto la seconda). Non sarebbe quindi la prima volta che un “do ut des” si rivela un’intelligente alternativa a un conflitto disastroso. Nulla di scandaloso, insomma, nell’idea di trattare col diavolo, pardon col papa.
Ma nel nostro caso io lo vedo cosa diamo noi di sinistra, mentre mi sfugge totalmente cosa otteniamo in cambio. Non denaro: semmai ne diamo. Non appoggio politico, come i continui tradimenti della Margherita dimostrano. Non… E allora, cosa? La sola cosa che ci arriva in cambio è (orrore!) proprio ciò contro cui noi del movimento gay lottiamo da sempre: una bella patente di moralismo per i politici centrosinistrati che baciano il piede papale. Un indubbio guadagno! Purtroppo chi, come i post-comunisti, ha perso qualunque punto di riferimento nella vita, chi non ha più una morale (come dimostra il veto all’entrata di Di Pietro nel “triciclo” elettorale solo perché dà fastidio agli ex amici dei ladri che egli fece condannare), ha bisogno di coprirsi le vergogne con almeno una foglia di fico di moralismo, e l’unica azienda in grado di emettere certificati di questo tipo è, ahimè, la Chiesa cattolica. Purtroppo per noi, infatti, chi non è capace di costruire una morale fa sempre ricorso al moralismo. Come dimostra proprio il mondo gay. La morale è il principio che serve a dare un senso ai nostri atti in base alla ricerca della massima felicità per tutti gli esseri umani (principio chiamato, per brevità, “giustizia”).
La moralità è la scelta di vivere secondo questo principio. Il moralismo è invece un atteggiamento che non bada alla sostanza ma solo all’esteriorità. È un sentimento rigido, che non fornisce nessuna ragione per le regole che impone (definite “Morale”), che spesso pretende piombate giù da Dio, e che non si possono né discutere, né contestare, né far evolvere.
Che la felicità sia raggiunta o no, non importa: il moralismo rende volentieri infelici gli esseri umani: è infatti disinteressato alla giustizia e alla felicità (“siamo nati per soffrire”).
Solo l’esteriorità conta. Il rispetto delle regole è un fine in se stesso, indipendendentemente dal risultato.
Quindi il moralismo, come è quello cattolico, può essere profondamente im-morale, nel senso che sa costruire solo infelicità e ingiustizia. Esattamente come fa il papa. Per la moralità, la legge esiste per l’uomo. Per il moralismo, l’uomo esiste per la legge. E ripensando al messia di Nazareth stupisce di scoprire che lui, il fondatore onorario della multinazionale cattolica, si schiera senza ambiguità dalla parte della moralità e contro il moralismo (La Legge è stata fatta per l’Uomo, non l’uomo per la Legge), attaccando quei farisei e sadducei che erano i corrispondenti dell’epoca di Comunione e Liberazione e Opus Dei, erano cioè i due settori più baciapreti e clericali della religione del suo tempo.
Il fondatore dell’azienda semmai lodava i samaritani (che erano eretici) se obbedivano alla legge della moralità invece che a quella del moralismo. In considerazione di questo fatto, sarà poi vero che l’hanno assassinato su una croce solo perché oggi fosse stabilito che non è possibile scopare prima del matrimonio, che non si può usare il preservativo nemmeno per prevenire l’Aids, che non si può praticare l’inseminazione eterologa e che non si possono fecondare più di tre embrioni per volta?
Davvero? Io qualche dubbio in proposito lo avrei… E voi?
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di Giovanni Dall’Orto

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