A ventuno anni appena compiuti, Ilia Malinin è già il punto di riferimento del pattinaggio di figura maschile contemporaneo. Due titoli mondiali, una serie di record tecnici senza precedenti e una continuità di risultati che dal 2023 lo vede imbattuto nelle competizioni internazionali più importanti. In vista di Milano Cortina 2026, Malinin si presenta come l’atleta da battere, con un approccio basato su dati verificabili – numeri, difficoltà annunciate e portate a termine in gara – e su una prospettiva di lungo periodo.

“Non so quanto il mio corpo reggerà dopo tutti i salti che ho fatto”, ha dichiarato alla vigilia dei Campionati statunitensi di pattinaggio di figura, “ma è un mio obiettivo pattinare almeno per altri tre cicli olimpici”

Ilia Malinin

Dalla Virginia all’élite mondiale: chi è Ilia Malinin

Nato a Fairfax, in Virginia, il 2 dicembre 2004, Ilia Malinin cresce in una famiglia profondamente legata al pattinaggio di figura. I genitori, Tatiana Malinina e Roman Skorniakov, entrambi ex atleti di alto livello, gli trasmettono competenze tecniche e cultura sportiva, ma – come lui stesso ha raccontato – senza trasformare il ghiaccio in un luogo di pressione costante. Inizia a pattinare a sei anni e compie il suo percorso giovanile all’interno del sistema statunitense, emergendo progressivamente come uno dei talenti più interessanti della nuova generazione.

Il primo snodo cruciale arriva nel 2022. A diciassette anni è secondo ai Campionati nazionali, ma non viene selezionato per le Olimpiadi di Pechino: l’ultimo posto disponibile va al più esperto Jason Brown. È una battuta d’arresto solo apparente. Pochi mesi dopo, Malinin entra nella storia diventando il primo pattinatore ad atterrare in gara il quadruplo Axel, un salto da quattro rotazioni e mezzo considerato per anni al limite delle possibilità umane. Da quel momento, il suo nome smette di essere associato al futuro e diventa centrale nel presente del pattinaggio mondiale.

 

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Il “Quad God” e la ridefinizione dei limiti tecnici

Il soprannome “Quad God” è la sintesi di una realtà oggettiva. Malinin è l’unico pattinatore della storia capace di eseguire il quadruplo Axel in competizione ed è anche il primo ad aver tentato – e completato – sette salti quadrupli in un solo programma libero. Alla Grand Prix Final del 7 dicembre 2025 ha vinto il libero con uno storico layout da sette quadrupli, firmando il punteggio più alto mai registrato nella specialità.

Pochi giorni prima, nella tappa canadese del circuito Grand Prix, aveva totalizzato 333,81 punti complessivi, con 228,97 nel solo programma libero. L’ampio distacco dagli avversari ha restituito plasticamente la misura della sua supremazia: il secondo classificato ha chiuso con oltre il 25% di punti in meno nel libero. 

“Una delle cose più importanti che ho realizzato è stata riuscire a costruire il layout perfetto con sette quadrupli in un programma”, ha spiegato Malinin. “Sono stato davvero felice quando sono riuscito a farlo”

 

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Le vittorie costanti dal 2023

Ilia Malinin

Dal 2023, Ilia Malinin non ha più perso una gara. Mondiali, Grand Prix, Finali: il suo nome è diventato sinonimo di primo posto, indipendentemente dal contesto e dal panel di giudici. Una continuità che poggia sulla ripetibilità del gesto tecnico e su una gestione sempre più matura della competizione.

Dopo il secondo titolo mondiale, il Guardian lo ha definito “il Simone Biles del ghiaccio”, sottolineando come l’unico vero interrogativo nelle sue gare non sia l’esito, ma il livello di perfezione raggiunto. Una definizione che coglie un aspetto centrale del suo profilo: Malinin sembra spesso gareggiare soprattutto contro i propri limiti precedenti.

Nonostante la supremazia tecnica, Malinin insiste sul fatto di non considerarsi un pattinatore “arrivato”. Nelle ultime stagioni ha lavorato in modo evidente sulle componenti artistiche, sulla qualità delle transizioni e sulla gestione dello spazio scenico. Utilizza elementi un tempo vietati come il backflip, introduce nuovi movimenti a ogni stagione e cerca un equilibrio sempre più raffinato tra difficoltà e pulizia.

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“Quest’anno mi sono messo sul ghiaccio come un pattinatore diverso”, ha detto lo scorso dicembre sul sito ufficiale dei Giochi Olimpici. “Mi sento più sicuro di me e più consapevole”. E ha aggiunto: “C’è ancora molto margine di progresso, soprattutto nei prossimi tre cicli olimpici in cui voglio ancora pattinare. Spero che in quegli anni riuscirò a diventare il pattinatore più completo che posso essere”.

Milano Cortina 2026: favorito annunciato, ma non punto finale

Salvo imprevisti, Malinin sarà al via delle sue prime Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Qui arriverà come grande favorito per l’oro nel singolo maschile, con una pressione che pochi atleti hanno conosciuto prima del debutto olimpico. Eppure, nelle sue dichiarazioni, l’evento olimpico non assume mai i toni di un punto di arrivo definitivo.

“Valuto tutto strada facendo, in base a come mi sento in generale e alla passione che ho per il pattinaggio”, ha spiegato. “Quindi, chissà? Potrebbe essere un quarto o un quinto ciclo… vedremo quanto a lungo riuscirò ad andare avanti”. Un approccio che tiene insieme ambizione e cautela, soprattutto in uno sport ad altissimo impatto fisico. Va inoltre ricordato che la partecipazione olimpica resta formalmente subordinata alla selezione del Comitato Olimpico Nazionale, un aspetto che lo stesso Malinin ha sempre richiamato con pragmatismo.

Le dichiarazioni sull’omosessualità e le scuse pubbliche

Ilia Malinin

Nel 2024, il nome di Ilia Malinin è entrato anche in un dibattito extra-agonistico, dopo una risposta improvvisata durante una diretta Instagram con i fan. Alla domanda se dovesse “dimostrare” di essere etero, il pattinatore aveva replicato in modo ironico: “Non posso più essere etero perché ho bisogno di quei punteggi. Devo dire che non sono etero, così i miei punteggi delle componenti saliranno”. Una battuta che suggeriva un legame tra orientamento sessuale e valutazioni artistiche e che ha generato reazioni critiche immediate.

Nel giro di poche ore, Malinin ha pubblicato una serie di scuse sui social: “Voglio davvero chiedere scusa a tutti per il mio comportamento ‘adolescenziale’ e sono consapevole che questo errore non può davvero essere annullato. Spero che tutti capiscano che non voglio odiare nessuno. Grazie a tutti per aver compreso questo errore e avermi fatto sapere che ho commesso un errore”, aveva detto su Twitter.

A stretto giro era seguita una lettera formale indirizzata a U.S. Figure Skating. “Ho fatto commenti inesatti e francamente imbarazzanti che collegavano l’orientamento sessuale ai punteggi assegnati dai giudici nel nostro sport”, ha scritto. “Non ho alcuna prova né motivo di credere che i miei punteggi siano stati influenzati dal mio orientamento eterosessuale, e spero che nessun atleta venga penalizzato per questioni così private, indipendentemente dall’orientamento”, aveva aggiunto, come rammenta USA TODAY Sports.

La federazione statunitense ha accolto le scuse, invitando l’atleta a seguire un percorso di formazione sulla sensibilità verso la comunità LGBTQ+ e ribadendo il proprio sostegno a un ambiente sportivo inclusivo. 

L’episodio aveva riacceso una discussione storica sul pattinaggio di figura maschile, uno sport in cui valutazione artistica, espressione corporea e stereotipi di genere continuano a intrecciarsi. Nel caso di Malinin, in molti avevano letto l’accaduto come il riflesso di una pressione culturale ancora presente, più che come un segnale di ostilità intenzionale.

Un futuro ancora aperto

Nel breve periodo, Malinin continuerà a lavorare sulla stabilità del quadruplo Axel e sulla differenziazione dei salti inseriti nello stesso programma. Sullo sfondo resta l’ipotesi, per ora teorica, di un salto quintuplo. “O magari anche qualcosa di più”, ha detto, lasciando intendere che i limiti attuali potrebbero non essere definitivi.

Al di là delle suggestioni, ciò che distingue Ilia Malinin è la solidità dei dati: punteggi, continuità, capacità di ripetersi ai massimi livelli. Milano Cortina 2026 sarà il primo grande banco di prova olimpico, ma non l’unico orizzonte. Nel pattinaggio di figura contemporaneo, sempre più orientato verso la difficoltà estrema, Malinin rappresenta oggi il parametro con cui tutti, inevitabilmente, devono misurarsi.

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