Lo scorso aprile Bruce Mouat, 30enne giocatore di curling britannico con cittadinanza scozzese, vicecampione olimpico a Pechino 2022 nel torneo maschile, ha vinto il suo secondo mondiale negli ultimi 3 anni con la Scozia, correndo a baciare il fidanzato sugli spalti. Negli ultimi 12 mesi il Team Mouat ha vinto tutti i principali “major” di questo sport, mettendo a segno una sorta di “grande slam”. E adesso puntano all’oro olimpico di Milano Cortina 2026.
Bruce Mouat, il fenomeno queer del curling
Mouat è ampiamente ammirato per la sua concentrazione, ma di recente si è aperto in una lunga intervista rilasciata ai canali social del Grand Slam of Curling. Il giornalista Devin Heroux gli ha chiesto di parlare della sua omosessualità dichiarata, di cosa significhi per lui la rappresentazione LGBTQ e del suo rapporto con il fidanzato, Craig Kyle.
La coppia si è conosciuta per la prima volta su Tinder, nel 2020. Nel 2022 la Scozia perde la finale olimpica di Pechino contro la Svezia. Nel 2023 Mouat ha vinto il suo primo titolo modiale, con l’amato Kyle al suo fianco.
“Il nostro rapporto era ancora in piena fioritura ed era piuttosto fresco. Sapeva che ero un po’ famoso, suppongo qui in Canada, ma non credo che capisse davvero cosa significasse, e adorava il fatto che la gente si avvicinasse a lui e sapesse chi fosse grazie ai post sui social media o a qualsiasi altra cosa che avessimo condiviso insieme! Ma averlo lì è stato semplicemente incredibile. È davvero una delle persone più solidali che abbia mai incontrato e averlo lì a sostenermi in qualsiasi modo avessi bisogno di lui è stato davvero bello”. “Quando abbiamo vinto, era visibilmente emozionato. Lui mi dice sempre che non piango mai. Io gli dico sempre che piange abbastanza per entrambi!”.
Con il passare degli anni Moaut si è sentito sempre più a proprio agio con la visibilità.
“Crescendo, suppongo di essere stato consapevole che la mia vita non sarebbe stata così semplice come avrebbe potuto essere se fossi stato eterosessuale. Ma credo di essere arrivato a un punto in cui sono felice di me stesso, ho fiducia in me stesso e posso semplicemente dimostrare l’amore che provo per la persona con cui voglio stare.”
Kyle ha recentemente creato Ignite Fitness, un servizio di consulenza online per l’allenamento fisico e il coaching. La coppia vive insieme a Stirling, vicino a Glasgow, e quando gli impegni e gli spostamenti lo permettono è sempre tra gli spalti a tifare per il fidanzato. Sebbene avesse dichiarato pubblicamente la propria omosessualità all’interno della comunità del curling fin dalla tarda adolescenza, Mouat ha fatto coming out un paio di mesi prima di Pechino 2022, tramite un’intervista alla BBC. Era uno degli almeno 36 atleti dichiarati nominati nel roster del Team LGBTQ di Outsports per quei Giochi Invernali, 11 dei quali erano uomini. Adesso Mouat è sempre più consapevole di essere un ambasciatore.
“Forse è proprio questo che mi riesce più difficile: capire quale sia il mio ruolo ora e a che scopo devo supportare queste persone. Ma penso che si tratti semplicemente di vivere in modo autentico ed essere in grado di dimostrare che c’è spazio per loro nello sport, se lo desiderano, e che non deve essere necessariamente a livello d’élite, può letteralmente essere a livello di base. Creare questi ambienti in cui le persone sono accolte e supportate è fondamentale.”
Insieme a Lewis Gibson, pattinatore britannico, e a Gus Kenworthy, Mouat è già stato confermato per la Pride House di Milano, progetto di inclusione LGBTQ realizzato in collaborazione con Compete Proud. 16 anni sono passati dalla prima Pride House alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010, quando c’erano solo sei atlete (tutte donne) nel “Team LGBTQ”. A Pechino ce n’erano almeno 36. Il sogno di Milano Cortina (6-22 febbraio 2026) è quello di raggiungere quota 50.

