Le Infezioni Sessualmente Trasmissibili tornano a crescere in Italia. Il Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato nell’agosto 2025, segnala per il 2023 un aumento complessivo del 16,1% rispetto al 2021, sulla base dei dati raccolti dal Centro Operativo AIDS (COA).

Gonorrea, sifilide e clamidia in forte aumento

A trainare la crescita sono soprattutto la gonorrea (+83%), la sifilide primaria e secondaria (+25,5%) e la clamidia (+21,4%). Buone notizie per i condilomi ano-genitali, in calo grazie ai vaccini.

L’aumento delle diagnosi, spiega il COA, può essere dovuto in parte all’introduzione della notifica obbligatoria dal 2022 e a un maggiore ricorso ai test, cresciuti del 36% per la clamidia. Ma resta evidente un peggioramento della situazione sanitaria, favorito da scarsa prevenzione, accesso limitato ai servizi e stigmasociale.

Dal 1991 al 2023, il sistema di sorveglianza ha registrato 165.849 nuovi casi di IST, con un netto incremento dopo il 2004. Solo nel 2023 sono stati segnalati quasi 7.000 nuovi casi, il numero più alto degli ultimi vent’anni.

Giovani, adulti e MSM tra le categorie più colpite

Il 59,3% delle diagnosi riguarda la fascia 24–44 anni, ma cresce anche la quota degli over 45 (24,8%), in aumento rispetto al passato. I giovani 15–24 anni rappresentano il 15,9% del totale.

Tra le infezioni più diffuse:

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Clamidia: 1.116 casi nel 2023 (+21,5%), con prevalenza tra uomini eterosessuali (47%) e donne (32%).
Gonorrea: 1.548 casi (+83%), quintuplicati dal 2010; oltre la metà riguarda uomini che fanno sesso con uomini (MSM).
Sifilide: 752 nuovi casi nel 2023 (+25,5%), il 72% tra MSM.
Condilomi ano-genitali: in calo del 21,4%, segno dell’efficacia dei vaccini anti-HPV.

HIV e IST: un legame ancora stretto

Il 12,6% delle persone con un’infezione sessualmente trasmissibile confermata è anche positivo all’HIV, con una prevalenza quaranta volte superiore alla media nazionale. Le coinfezioni sono particolarmente frequenti tra i casi di sifilide latente (25,7%).

Calano i preservativi, mancano campagne e servizi

Il 79,2% degli intervistati dichiara di usare il preservativo solo saltuariamente, mentre appena il 3,4% lo usa sempre. “Lo scenario che emerge dimostra gravissime carenze di prevenzione e informazione – spiega Giusi Giupponi, presidente nazionale LILAma anche l’insufficienza di servizi e percorsi di tutela della salute sessuale”.

La LILA chiede strategie integrate tra HIV e IST, più ambulatori pubblici, campagne mirate nelle scuole e l’abbattimento delle barriere che frenano l’accesso di persone straniere e gruppi vulnerabili.Servono politiche che affrontino la sessualità come parte della salute pubblica – conclude Giupponi – ma sembra che l’Italia stia andando nella direzione opposta”.

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