INNAMORATI DI MAZINGA

I piloti dei robot dei cartoni animati giapponesi hanno affascinato migliaia di ragazzini gay, con il loro sguardo torvo e le abitudini equivoche. Ripercorriamone la storia.

INNAMORATI DI MAZINGA - mazz15 - Gay.it
4 min. di lettura

Dick Master (clicca qui) è stato il primo vero fumetto gay prodotto in Italia, e fra le altre cose si può definire un omaggio alle serie animate giapponesi dedicate ai robot giganti: è stato un caso oppure no? Forse analizzando questo genere in maniera inedita e mirata possiamo trovare una risposta.

INNAMORATI DI MAZINGA - atom - Gay.it

Intanto bisogna inserire il fenomeno nel giusto contesto: in Giappone, nazione sempre proiettata verso il futuro, i robot erano presenti già agli albori del fumetto e dell’animazione, tantochè la prima serie animata nipponica è stata dedicata – nel 1963 – al robottino Tetsuwan Atom (in Italia Astroboy).
C’è da dire che, già nel caso di Atom, si poteva notare una sorta di involontario “omoerotismo”: il robottino in questione aveva l’aspetto di un ragazzino in slip! E questo chiarisce un concetto fondamentale al fine della nostra analisi: in Giappone, dove la morale cattolica non è mai stata dominante, sessualità e nudità non sono mai state vissute in maniera conflittuale, dando modo ai vari autori di presentarle con un candore e una spontaneità quasi inconcepibili per la cultura occidentale.
Resta il fatto che all’inizio i vari robot erano comunque associati all’infanzia, tanto che i primi robottoni giganti agivano guidati da ragazzini che erano al massimo preadolescenti come nel caso di Tetsujin 28 (da noi Super Robot 28) o Astroganger (da noi Astroganga).

INNAMORATI DI MAZINGA - jeeg - Gay.it

Nel 1972, però, il fumettista Go Nagai rivoluzionò tutto questo, presentando un robot gigante guidato da un pilota (molto “fico” e quasi adulto) posizionato al suo interno, e infarcendo la sua saga di allusioni sessuali più o meno esplicite: il robot si chiamava Mazinga Z e nulla fu più come prima.
Solo per citare uno degli elementi più allusivi di questa serie basti ricordare che uno dei generali nemici, il barone Ashura, aveva la metà detra del corpo maschile e quella sinistra femminile!

INNAMORATI DI MAZINGA - tette - Gay.it

Per non parlare della presenza dei robot dalle sembianze femminili muniti di missili sul petto (le famose “tette a razzo”), che avrebbero lanciato la moda delle “armi” posizionate in zone erogene sia maschili che femminili (il missile centrale del Grande Mazinga che partiva dall’ombelico o i raggi delta di Jeeg Robot dai capezzoli, per esempio).
Tuttavia, a prescindere dai robot veri e propri, l’elemento più “interessante” di queste serie rimanevano i piloti, non più bambini imberbi, ma giovani ragazzi dall’aria intrigante e “tosta”, che pilotavano i loro robot in tutine aderenti e che nel corso della serie capitava spesso di vedere svestiti…

INNAMORATI DI MAZINGA - dait - Gay.it

Anche se la spalla femminile (spesso di supporto in combattimento) era una presenza fissa, una costante di quasi tutte queste serie (clamorosa l’ eccezione di Haran Banjo in Daitarn 3) era il disinteresse del protagonista nei suoi confronti (nonostante i tentativi più o meno espliciti di sedurlo), che legittimava tutta una serie di sospetti sull’orientamento sessuale di questi eroi.
La situazione si complicò ulteriormente quando i robot in questione divennero “componibili”, ovvero costituiti da più mezzi (o robot) che si univano per formare il robot titolare della serie (da Jet Robot a Daltanius, passando per Diapolon, Vultus V e tanti altri): in quel caso c’erano intere squadre di piloti (in cui non mancava mai la figura del protagonista fico e del pilota di supporto “bello e dannato”), che facevano aumentare le parentesi di cameratismo virile (saune in comune, allenamento di gruppo in palestra, bagni pubblici, momenti di relax, ecc…) in maniera esponenziale, e producendo sequenze a dir poco arrapanti in serie come Gotriniton e Golion (conosciuto in Italia anche come Voltron).
Ovviamente nessun autore giapponese aveva intenzione di stimolare l’immaginario omoerotico dei giovani spettatori loro conterranei (per i quali i bagni pubblici assieme agli adulti, per esempio, sono un’abitudine), ma per gli spettatori nostrani le cose sono andate diversamente…
Il primo cartone robotico ad arrivare in Italia fu Grendizer (da noi Goldrake), e sicuramente il suo pilota Duke Fleed (da noi Actarus) deve avere turbato non poco i sonni dei giovani gay di allora… Ignari del fatto che presto sarebbe stato seguito da tutte le serie che in Giappone lo avevano preceduto (e da quelle prodotte negli anni successivi), con tutti i vari piloti al seguito.
Anche se in Italia il boom del genere si è esaurito negli anni ’80 (a seguito di spietate campagne denigratorie), in Giappone sono state prodotte sempre nuove serie, alcune delle quali esplicitamente gay friendly (come Chouja Reideen del 1996, ovviamente inedita da noi), a riprova del fatto che questo genere e l’immaginario gay hanno più di un punto di contatto.

Se volete sapere tutto sulle serie dei robottoni giapponesi degli anni ’70 e ’80 potete consultare il sito https://www.encirobot.com/

di Valeriano Elfodiluce

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Billie Eilish, è uscito il nuovo album "Hit Me Hard and Soft"

Billie Eilish ritrova se stessa e plasma di nuovo il pop alla sua (gigante) maniera

Musica - Emanuele Corbo 21.5.24
Il masturbatore nella versione standard LELO F1S V3

Recensione di LELO F1S™ V3: il masturbatore per persone pene-dotate che usa le onde sonore e l’intelligenza artificiale

Corpi - Gio Arcuri 10.4.24
Queer Planet, il trailer del doc sugli animali LGBTI+ scatena i conservatori d'America (VIDEO) - Queer Planet Official Trailer - Gay.it

Queer Planet, il trailer del doc sugli animali LGBTI+ scatena i conservatori d’America (VIDEO)

News - Redazione 21.5.24
Paola e Chiara singolo estivo Festa totale

Paola e Chiara, arriva il singolo “Festa totale”: “Il nostro grido d’amore forte e libero”

Musica - Emanuele Corbo 20.5.24
Ambra e il body shaming da parte della stampa quando aveva 17 anni: "Sottolineavano ovunque quanto fossi diventata grassa" - Ambra e il body shaming da parte della stampa quando aveva 17 anni - Gay.it

Ambra e il body shaming da parte della stampa quando aveva 17 anni: “Sottolineavano ovunque quanto fossi diventata grassa”

Culture - Redazione 22.5.24
©AFP

Meryl Streep è nessunə e tuttə noi

Cinema - Riccardo Conte 20.5.24

Continua a leggere

Tommy Dorfman alla regia del live action di Laura Dean continua a lasciarmi, graphic novel queer - Laura Dean continua a lasciarmi - Gay.it

Tommy Dorfman alla regia del live action di Laura Dean continua a lasciarmi, graphic novel queer

Cinema - Redazione 13.12.23
Sailor Moon Lamu stereotipi di genere

Così Sailor Moon, Lamù e lə altrə icone manga hanno sovvertito gli stereotipi di genere

Culture - Redazione Milano 26.3.24
Echo, la regista Sydney Freeland spiega come il suo essere donna trans l'abbia aiutata a girare la serie Disney Marvel - Echo foto - Gay.it

Echo, la regista Sydney Freeland spiega come il suo essere donna trans l’abbia aiutata a girare la serie Disney Marvel

Serie Tv - Redazione 11.1.24