Irlanda: i seminaristi cattolici usano troppo Grindr, l’arcivescovo smantella il collegio

“La cosa è inappropriata per i seminaristi, non solo perché devono fare voto di celibato, ma perché una app come quella promuove una sessualità promiscua”.

L’arcivescovo di Dublino ha deciso che non farà più studiare i seminaristi nel più antico istituto religioso d’Irlanda dopo che una indagine del Vaticano ha rivelato che troppi preti e seminaristi usano Grindr per incontri omosessuali.

seminario

Reuters riporta la notizia che l’arcivescovo Martin , il prelato cattolico più anziano della repubblica irlandese, ha deciso qualche mese fa di non inviare più seminaristi al collegio di St Patrick a Maynooth a causa della “atmosfera lì presente”, raccontata con lettere anonime e blog online, dovuta agli scandali omosessuali che ivi accadono.

“Ci sono accuse diverse” ha rivelato il vescovo “una di queste è che all’interno vi sia una forte cultura omosessuale e che gli studenti usano una app chiamata Grindr, che serve a trovare partner sessuali gay. La cosa è inappropriata per i seminaristi, non solo perché devono fare voto di celibato, ma perché una app come quella promuove una sessualità promiscua, la quale non è certamente in alcun modo una visione della sessualità che ci si aspetta che un prete capisca e incoraggi”.

“Se questo accade nel seminario su larga scala e non è stato mai denunciato dagli organi interni (è stata una indagine vaticana a portarlo alla luce, ndr), allora è chiaro che c’è qualcosa che non va”: Martin ha deciso di mandare i giovani seminaristi a studiare nel collegio irlandese a Roma o a lavorare direttamente nelle parrocchie di Dublino.

L’arcivescovo ha anche risposto alle accuse sul fatto che coloro che hanno denunciato i fatti dall’interno del seminario siano stati allontanati dallo stesso: “Ho pensato che una atmosfera di tensione simile non sia il posto più salutare per i miei studenti e ho deciso di mandarli a Roma”. Fondato nel 1795, il college è stato per anni il più grande seminario del mondo, sfornando 500 preti all’anno ma negli ultimi dieci anni il numero è sceso a 60 causa crisi delle vocazioni, riporta il Guardian.

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