A Milano va in scena una mostra che trasforma lo spazio espositivo in un luogo intimo e narrativo, quasi una casa abitata da storie, corpi e memorie queer. La galleria Gió Marconi ospita infatti “Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset”, prima personale in Italia dell’artista statunitense Jonathan Lyndon Chase.
L’esposizione propone un ambiente immersivo che intreccia pittura, disegno e installazione e costruisce una vera e propria narrazione visiva sulla quotidianità della comunità queer nera urbana, tema centrale della ricerca artistica di Chase.
Un appuntamento che si inserisce nel panorama degli eventi culturali queer più interessanti del momento, portando a Milano uno sguardo artistico profondamente radicato nelle esperienze della comunità LGBTQIA+ afroamericana.

In questo articolo
Chi è Jonathan Lyndon Chase
Nato a Filadelfia nel 1989, città in cui vive e lavora, Jonathan Lyndon Chase è un artista interdisciplinare che lavora con pittura, scultura, video, suono e installazione.
La sua ricerca artistica si concentra soprattutto sulle esperienze quotidiane della comunità queer nera, raccontate attraverso immagini intime e spesso autobiografiche. Nei suoi lavori, il corpo diventa uno strumento di racconto e di riflessione su temi come identità, desiderio, memoria e appartenenza.
Le figure che popolano le opere di Chase sono spesso amici, partner o membri della sua comunità. Sono presenze che sfidano le convenzioni della rappresentazione. I corpi appaiono fluidi, talvolta deformati o frammentati, e sembrano fondersi con lo spazio circostante attraverso colori intensi, segni grafici e stratificazioni materiche.
Questa scelta estetica produce immagini riconoscibili ma allo stesso tempo destabilizzanti. Le figure sembrano sottrarsi alle categorie tradizionali di maschile e femminile, proponendo una visione più aperta e plurale delle identità contemporanee.
La mostra che diventa una casa queer

Uno degli elementi più affascinanti del progetto espositivo è la trasformazione dello spazio della galleria in una sorta di abitazione ricostruita.
Il piano terra della Gió Marconi è organizzato come una sequenza di ambienti domestici, tra soggiorno, camera da letto, cucina e bagno. Ogni stanza diventa uno spazio narrativo in cui le opere dialogano con l’architettura della galleria e con elementi volutamente imperfetti dell’ambiente.
Crepe nei muri, tubature a vista, fili scoperti e soffitti che sembrano perdere acqua contribuiscono a creare un ambiente vissuto, fragile e reale. Anche un tappeto carico di segni e tracce diventa parte di questa memoria domestica.
In questo modo lo spettatore attraversa una sorta di archivio emotivo costruito dall’artista. Gli interni funzionano come contenitori di storie, relazioni e ricordi, trasformando la mostra in un percorso intimo che invita a entrare nella dimensione personale dell’artista.
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Il corpo queer come linguaggio artistico
Al centro della mostra c’è il corpo, inteso come spazio di esperienza, relazione e identità. Le figure rappresentate da Chase sfuggono alle rappresentazioni canoniche e stereotipate. I corpi sono spesso fluidi, deformati o in trasformazione, e sembrano fondersi con l’ambiente che li circonda.
Le immagini di Chase non cercano la perfezione formale. Al contrario, costruiscono una grammatica visiva anticonvenzionale che valorizza l’ambiguità, la vulnerabilità e la pluralità delle esperienze queer.
Il risultato è una narrazione visiva che riflette sulla vita della comunità queer nera urbana. È proprio questa dimensione intima e ordinaria a diventare il fulcro della ricerca artistica di Chase.
Informazioni sulla mostra e perché visitarla
La mostra “Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset” di Jonathan Lyndon Chase è visitabile alla Galleria Gió Marconi di Milano, in Via Tadino 15, dal 29 gennaio al 18 marzo 2026. Per informazioni è possibile contattare la galleria al numero +39 02 29404373 oppure scrivere a [email protected]. Tutti i dettagli sono disponibili anche sul sito ufficiale della galleria.
Con la sua capacità di intrecciare dimensione autobiografica, ricerca visiva e riflessione sull’identità, la mostra si inserisce tra gli appuntamenti queer più interessanti della stagione artistica milanese.
Per chi segue l’arte contemporanea queer, ma anche per chi è curioso di scoprire nuove narrazioni artistiche, la mostra di Jonathan Lyndon Chase alla Gió Marconi offre l’occasione di attraversare un universo visivo che mette al centro intimità, comunità e libertà di espressione.
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