Keith Haring, Andrew Haigh scrive e dirige una serie tv sulla vita dell’artista icona anni ’80

35 anni dopo la sua morte, Keith Haring sarà finalmente celebrato con una serie ad hoc diretta dal regista di Weekend, Estranei e Looking.

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La vita dell’artista Keith Haring, deceduto nel 1990 causa AIDS, diventerà serie televisiva. Il progetto sarà scritto e diretto da Andrew Haigh, regista britannico di Weekend ed Estranei, pronto così a tornare alla tv dopo Looking, The OA e The North Water. Ne dà notizia Deadline.

La serie TV prenderà forma dalla biografia di Brad Gooch, “Radiant: The Life and Line of Keith Haring“, pubblicata lo scorso anno e ancora mai arrivata in Italia. Gooch si unirà ad Haigh come produttore esecutivo, insieme a Tim Bevan, Eric Fellner e Katy Rozelle di Working Title Television, oltre alla Keith Haring Foundation.

Fondata da Haring nel 1989, poco prima della sua morte, la Keith Haring Foundation porta avanti la sua eredità artistica e filantropica attraverso la conservazione e la diffusione delle sue opere e dei suoi archivi, fornendo sovvenzioni a organizzazioni no-profit che assistono bambini e persone affette da hiv/aids. “Siamo onorati di collaborare con la Keith Haring Foundation, Brad Gooch e Andrew Haigh per portare sullo schermo la brillante storia della vita di Keith“, ha detto Tim Bevan.

Andrew Haigh celebra Keith Haring

Keith Haring, Andrew Haigh scrive e dirige una serie tv sulla vita dell'artista icona anni '80 - Keith Haring - Gay.it

Haigh ha ricordato come l’opera dell’artista, “pur essendo profondamente personale, parla a qualcosa di profondo dentro ognuno di noi”. “La sua audace linea ha definito un momento storico, eppure la sua arte risuona oggi con la stessa potenza degli anni ’80“. Facendo riferimento a due opere di Haring, Haigh ha aggiunto: “‘Radiant’ è un gioioso invito all’azione, una celebrazione della vita anche nel mezzo di avversità e difficoltà… La storia di Keith pulsa dell’incrollabile convinzione che l’arte possa cambiare il mondo. Non vedo l’ora di unirmi al suo ‘Party of Life‘”.

Chi era Keith Haring, icona anni ’80

Keith Haring, Andrew Haigh scrive e dirige una serie tv sulla vita dell'artista icona anni '80 - Keith Haring - Gay.it

Nato in Pennsylvania nel 1958, figlio di un fumettista dilettante e da bambino ossessionato da Dr. Seuss e dai cartoon Disney, Keith Haring è diventato linguaggio visivo ampiamente riconosciuto dopo il suo debutto sulla scena dei graffiti di New York negli anni ’80. Gran parte delle sue opere contenevano immagini sessuali che si sono trasformate in attivismo sociale, sostenendo il sesso sicuro, l’omosessualità e la sensibilizzazione sull’hiv/aids. Haring era apertamente gay e gli fu diagnosticato l’hiv nel 1987.

Keith Haring, Tuttomondo
Foto © Daniela Meucci, Collezione Cineclub Arsenale

Tra i padri della street-art, Haring diede forma alla sua ultima opera pubblica a Pisa, nel 1989, quando dipinse su una parete del convento di S. Antonio il celeberrimo murale ‘Tuttomondo”. Il progetto nacque da un incontro casuale tra l’artista e il giovane studente Piergiorgio Castellani, avvenuto a New York nel 1987. Castellani propose ad Haring di realizzare qualcosa di grande in Italia e l’artista accettò. Prese così forma il “Keith Haring Italian Project”. Il monumentale dipinto, che occupa una superficie di 180 metri quadri, è divenuto negli anni una delle grandi attrazioni della città di Pisa, oltre alla famosa Torre pendente, custode di una delle ultime grandi opere dell’artista: un inno alla gioia che tutt’oggi è considerato il suo testamento artistico.

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Keith Haring, Andrew Haigh scrive e dirige una serie tv sulla vita dell'artista icona anni '80 - Tuttomondo di Keith Haring - Gay.it

Negli ultimi decenni l’arte di Haring è diventata familiare anche a chi non conosce la sua breve carriera, perché i suoi omini stilizzati e in movimento, i cuori, i cani e i suoi segni in generale sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo, diventando merchandising. Nel 2014 è stato uno dei primi ad aggiungersi alla Rainbow Honor Walk di San Francisco, mentre nel 2019 è stato uno dei 50 “pionieri, apripista ed eroi” americani inseriti nel National LGBTQ Wall of Honor allo Stonewall Inn di New York. Perché Keith Haring non si è mai tirato indietro, nell’affrontare a testa alta l’omobitransfobia istituzionale. Era sua abitudine ritagliare titoli di giornale e formare dei collage di carattere ironico e dissacrante, riguardanti personaggi pubblici come Ronald Reagan e papa Giovanni Paolo II, per poi fotocopiarli e incollarli per strada, oltre ad aver preso parte ad ACT UP, movimento politico per la lotta all’AIDS. Dedicò infine molte sue opere a ospedali, organizzazioni di beneficenza e orfanotrofi.

Keith Haring, Radiant Baby
Courtesy of Nakamura Keith Haring Collection – © Keith Haring Foundation

Grande amico di Madonna, Sean Lennon, Jean-Michel Basquiat, Yoko Ono e Andy Warhol, due giorni prima di morire prese un pennarello e tentò ripetutamente di disegnare qualcosa. Nacque il bambino raggiante, ovvero un neonato che sprigiona raggi di potere ricevuto dall’universo, che possiede un’energia infinita, che gattona incessantemente, senza fermarsi mai, verso ogni dove, sfidando ogni pericolo. L’immagine del bambino è presto diventata la sua stessa immagine, “l’esperienza più pura e positiva dell’esistenza umana“, scrisse Haring. “I bambini sono i portatori della vita nella sua forma più semplice e gioiosa”.

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