L’ASSASSINO AMANTE DEL PRETE

E' stato un maestro del fumetto giapponese. Quello, per capirci, che ha 'inventato' gli occhioni tipici del manga. Di Osamu Tezuka esce 'MW'. Una relazione gay sull'orlo della follia.

L'ASSASSINO AMANTE DEL PRETE - MW05 - Gay.it
5 min. di lettura

Probabilmente il nome di Osamu Tezuka non è molto familiare a chi non frequenta i fumetti giapponesi. Eppure parliamo dell’autore che ha posto tutte le basi del genere “manga” come lo conosciamo oggi, tanto da essersi guadagnato (perlomeno in patria) l’appellativo di “dio dei manga”. In realtà parliamo di un’artista che fino al momento della sua morte, avvenuta nel 1989 all’età di 61 anni, ha vissuto senza gloriarsi della sua celebrità e continuando a esplorare con passione le potenzialità della letteratura disegnata. Un autore davvero completo, innovatore in campo sia grafico che narrativo (pare che se non fosse venuto a mancare sarebbe arrivato al Premio Nobel per la letteratura!) e artefice di quegli ingredienti che avrebbero reso popolari i fumetti giapponesi in tutto il mondo.
L'”inventore” degli occhi grandi

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Per dare un’idea del suo apporto basti ricordare che è stato il primo a teorizzare che gli occhi grandi rendevano i personaggi più espressivi, e seguendo il suo esempio tutti gli autori di manga hanno iniziato a disegnare personaggi con i caratteristici “occhioni”. Grande appassionato di animazione è stato anche il creatore delle prime serie televisive a cartoni animati giapponesi, e una di queste (“Jungle Taitei” – in Italia “Kimba il leone bianco“) ha persino ispirato la Disney per uno dei suoi più grandi successi di tutti i tempi, ovvero “Il Re Leone”.

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A scanso di equivoci, però, Osamu Tezuka non ha mai limitato il suo campo ai manga per bambini: le sue opere si sono sempre potute leggere a più livelli, e sicuramente col passare del tempo si è sempre più orientato verso manga dalle sfumature adulte e dai contenuti “forti” (enfatizzati ulteriormente dal suo stile caricaturale e vagamente disneyano). Ovviamente non ha mai prodotto nulla che vertesse unicamente sul sesso (un autore di tale levatura non ne avrebbe avuto alcun bisogno), ma il suo genio non si è mai posto vincoli o tabù, affrontando anche temi scomodi o indecenti, e lo ha fatto quando era ancora una rischiosa novità. Probabilmente anche per questo motivo non è stato pubblicato in Italia fino a pochi anni fa, nonostante il suo contributo fondamentale per la storia dei manga (e del fumetto in generale), e forse è per questo motivo che solo ora è iniziata in Italia la pubblicazione, in tre volumi, della serie MW (pubblicata in Giappone fra il 1976 e il 1978, ma che tratta temi che nessun fumetto italiano ha ancora il coraggio di affrontare).
Fra preti e omicidiLa storia inizia con uno spietato delinquente che dopo aver rapito un bambino riscuote il denaro dal ricco padre, per poi investirlo col suo motoscafo, dopo avergli mostrato il figlioletto già morto strangolato. Braccato dalla polizia, l’assassino si rifugia nella chiesa di un prete cattolico, Don Garai, che sembra conoscerlo ed è molto turbato dalla sua presenza, ma che lo aiuta a fuggire camuffandolo da suora e sfruttando i suoi lineamenti delicati. Lo spietato malfattore, che si chiama Michio Yuki, ha una doppia vita e ufficialmente è un inappuntabile giovane impiegato presso una grossa banca: solo Don Garai conosce la sua indole crudele, perché è anche il suo amante!

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In realtà i due sono legati da un tragico segreto: quindici anni prima il giovane Garai si era aggregato ad una banda di teppisti che si era stabilita su di una piccola isola di pescatori, vessando la misera popolazione locale. Poco dopo il piccolo Yuki e suo fratello maggiore, che stavano facendo una gita in barca, avevano fatto scalo sull’isola finendo nelle mani della banda di cui fa parte Garai, che li sequestra per chiedere un riscatto alla loro ricca famiglia. Yuki viene affidato alla custodia di Garai, che lo tiene prigioniero in una grotta, ma pochi giorni dopo succede l’imprevedibile: insospettiti dal silenzio innaturale Garai e Yuki vanno a controllare e scoprono che tutti gli abitanti dell’isola sono morti! Sull’isola c’era un deposito nippo-statunitense di MW (un gas tossico usato durante la guerra) e una perdita improvvisa ha causato la strage. I due fuggono, ma il gas ha iniziato a fare effetto sul piccolo Yuki danneggiandone il cervello.
Una crudeltà da manualeInteressi politici e militari insabbiarono l’evento e Garai per trovare la pace diviene prete, nonostante la sua relazione con Yuki assuma tinte sempre più morbose e passionali nel corso degli anni. Ora Yuki sembra essere diventato una specie di genio del male: seduce la figlia del suo principale, e mentre ha un amplesso con lei la uccide, per poi simulare un sequestro (facendosi passare per la sua vittima con un abile travestimento, per arrecare ulteriori dolori ai di lei genitori). Arreca traumi emotivi ad una ragazza che ha ripreso l’uso delle gambe grazie all’aiuto spirituale di Don Garai, per farla tornare paraplegica e godere del suo dolore e come se tutto ciò non bastasse Yuki ha anche rapporti sessuali con il cane che usa per sgozzare i poliziotti che gli danno la caccia… E verso la fine del primo volume organizza anche veri e propri attentati terroristici!

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Don Garai è sempre più stremato da questo rapporto, ma Yuki riesce sempre a raggirarlo e a fare leva sulla passione che il parroco nutre per lui, fino a renderlo suo complice e provando un piacere perverso a confessargli tutti i propri peccati. Tuttavia, nel corso della lettura, inizia ad insinuarsi il dubbio che le azioni di Yuki non siano solo il frutto di una mente devastata dal gas MW in tenera età: sembrano seguire un disegno sempre più preciso, una sorta di progetto a lungo termine che mira a raggiungere alcuni alti esponenti politici e militari che sembrano coinvolti nella strage alla quale Yuki ha assistito su quell’isola tanto tempo prima. Una strage che, forse, non è stata frutto di un incidente come poteva sembrare…
Arrivati alla fine del primo volume non si può fare a meno di attendere il seguito di questa vicenda, che dimostra per l’ennesima volta che il fumetto può davvero sfidare forme narrative più blasonate. Al di là dell’intreccio (che in parte sembra omaggiare “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde), con MW abbiamo la riprova che i temi gay nel mondo dei manga possono davvero essere inseriti con una libertà e una ricchezza che in occidente sarebbe inevitabilmente soffocata da tabù di tutti i tipi (anche nei fumetti gay stessi). La cosa che però fa più riflettere è che questo manga risale a trenta anni fa, ma rispetto a quanto viene prodotto oggi in Italia sembra essere più “avanti” di almeno tre decenni…
Abbiamo parlato di:
Titolo: “MW” – Volume Uno
Editore: Hazard Edizioni
E-mail: hazardedizioni@fastwebnet.it
Costo: 7,50 €
Reperibile in fumetteria o presso la casa editrice all’indirizzo www.hazardedizioni.it
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di Valeriano Elfodiluce

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