Lady Gaga: “Soffro di disturbo post traumatico da stress”. La lettera aperta ai fan

"Non voglio più mantenere questo segreto: questo è il modo in cui poter iniziare a guarire".

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4 min. di lettura

Lady Gaga soffre di Disturbo post traumatico da stress (DPTS).

È la stessa popstar a dichiararlo, in una lettera aperta pubblicata sul sito della Born This Way Foundation, che aiuta i ragazzi LGBT senzatetto e affetti da malattie mentali.

Lady Gaga lo aveva già dichiarato in visita all’Ali Forney Center di New York, dove durante il Giorno del Ringraziamento ha tenuto compagnia ai ragazzi LGBT senzatetto ospitati nella struttura, raccontando di essere stata stuprata a 19 anni. Solo 7 anni dopo lo dichiarò a qualcuno: “Fu quello l’inizio della fine”, ha dichiarato. L’evento traumatico ispirò anche il brano “Till It Happens To You”, dedicato proprio alla raccolta fondi per le vittime di stupro. Nella lettera pubblicata solo alcune ore fa sul sito della Fondazione, Lady Gaga spiega meglio come il suo disturbo si è sviluppato e come ha influenzato negativamente la propria carriera. In basso la traduzione, qui potete leggere l’originale.


Alla Born This Way Foundation, crediamo che raccontare la propria storia – brutta o cattiva, difficile o trionfante. Decidere di parlare apertamente può essere duro, ma può essere anche il cancello verso la pace e il conforto per chi pensava di essere solo.

Nei giorni scorsi, ha destato molto clamore la coraggiosa ammissione della nostra co-fondatrice Lady Gaga, alla quale è stato diagnosticato un Disturbo post traumatico da stress (DPTS). Questa è una sua lettera aperta, che ha scritto per condividere la propria storia. Speriamo che possa essere un’ispirazione per gli altri, affinché facciano lo stesso e cerchino l’aiuto e il supporto di cui hanno bisogno per riprendersi.

Ci ho pensato per un bel po’ di tempo, a come e se avessi dovuto rivelare la mia diagnosi di Disturbo post traumatico da stress. Dopo cinque anni in cui ho provato a cercare delle risposte al mio dolore cronico e ai cambiamenti che sentivo nel mio cervello, sto finalmente abbastanza bene da potervelo rivelare. C’è molta vergogna legata ai disturbi mentali, ma è importante che voi sappiate che c’è speranza e un chance di guarigione per tutti.

È uno sforzo quotidiano per me, perfino durante la promozione di questo album, tenere a bada il mio sistema nervoso affinché non vada in panico per le circostanze che a molti potrebbero sembrare normale quotidianità. Alcuni esempi sono lasciare la mia casa o semplicemente essere toccata da sconosciuti che voglio solo condividere il loro entusiasmo per la mia musica.

Devo anche affrontare i ricordi che porto dagli anni passati, quando i miei bisogni e le mie richieste venivano ignorate. Ho lavorato troppo e non venivo presa sul serio quando condividevo il mio dolore e dicevo che qualcosa non andava. Ho finito per farmi male all’anca. durante il Born This Way Ball. Quel momento e il ricordo di quel momento mi hanno cambiato la vita, per sempre. L’esperienza di fare concerti sera dopo sera immersa in un dolore fisico e mentale hanno instillato in me un trauma che rivivo quando vedo o sento cose che mi ricordano quei giorni.

Ho anche avuto ciò che viene definito “dissociazione”, che significa che la mia mente non vuole rivivere il dolore e quindi “guardo e fisso il vuoto” in uno stato immobile, congelato. Come i dottori mi hanno spiegato, non posso esprimere i miei sentimenti perché il lavoro della mia corteccia prefrontale (la parte del cervello che controlla il raziocinio) è “sovrascritto” da quello dell’amigdala (che “conserva” la memoria emotiva), che mi provoca una reazione fight or flight (combatti o scappa, ndr). Il mio corpo è da un parte, la mia mente in un’altra. È come se il panico e la paura nella mia mente mi paralizzassero.

Quando succede non riesco a parlare. Quando succede frequentemente, mi fa avere una tipica reazione da DPTS, e cioè mi fa sentire depressa e impossibilitata ad agire come facevo prima. È molto più difficile fare il mio lavoro in questo stato. È difficile persino fare cose semplici, come una doccia. Tutto diventa più difficile. In più, quando non riesco a regolare la mia ansia, la somatizzo, trasferendo il dolore nel corpo per l’inabilità di esprimere il mio dolore a parole.

Ma sono una donna forte e coraggiosa, consapevole dell’amore che la circonda proveniente dal mio team, dalla mia famiglia e dai miei amici, dai miei dottori e dai miei incredibili fan che sanno che non mi arrenderò mai a me stessa. Non rinuncerò mai ai miei sogni di arte e musica. Sto continuando a imparare come trascendere i miei problemi, perché so che posso. Se ti riconosci in ciò che sto descrivendo, sappi che puoi riuscirci anche tu.

Tradizionalmente, si ritiene che il Disturbo post traumatico da stress affligga solo gli uomini e le donne che lavorano. Se questo è vero, vorrei sollevare l’attenzione sul fatto che questo disturbo mentale affligge tutti i tipi di persone, compresi i nostri giovani. Voglio impegnarmi non solo ad aiutare la nostra gioventù a non vergognarsi della propria condizione, ma anche a supportare quegli uomini e quelle donne che soffrono di DTPS. Nessun dolore invisibile dovrebbe rimanere nell’ombra.

Sto provando varie modalità di psicoterapia e sto assumendo dei medicinali prescritti dal mio psichiatra. Tuttavia, credo che la migliore e più economica medicina del mondo sia la parola. Parole d’affetto, parole positive… parole che aiutano le persone che si vergognano di un male invisibile a superare quella sensazione, sentirsi libere. Questo è il modo in cui io e voi possiamo iniziare a guarire. Io sto iniziando oggi, perché i segreti vi fanno rimanere malati. E non voglio più mantenere questo segreto.

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