Tre anni di silenzio discografico non sono pochi, soprattutto per un’artista che ha dimostrato molto presto di possedere una delle penne più potenti e riconoscibili della nuova musica italiana. Con “Disincanto”, Madame riapre il suo percorso musicale e lo fa con un brano che mette al centro parole, inquietudini e riflessioni profonde.

Madame, Disincanto è il nuovo album
Madame, Disincanto è il nuovo album

Madame torna con “Disincanto” e conferma la sua meravigliosa scrittura

La canzone è uscita questa notte, venerdì 13 marzo, insieme al videoclip ufficiale e anticipa l’album omonimo in arrivo venerdì 17 aprile.

Si tratta della title track del progetto, scritta da Madame e prodotta da Bias, Mr. Monkey e Lester Nowhere con il contributo di Lorenzo Brosi. Chi si aspettava il classico singolo pensato per la rotazione radiofonica, con frasi d’effetto e abiti di scena, non si ritroverà questo tipo di canzone.

Madame sceglie – ancora una volta, la sua strada più intima e riflessiva, fedele alla sua identità artistica.

Nel brano l’autrice veneta mette a nudo dubbi e contraddizioni. Lo fa con versi che suonano come confessioni personali e che restituiscono tutta la complessità della sua scrittura.

Tra i passaggi più emblematici emerge una frase che sembra riassumere il cuore della canzone:

“Spero solo che il mio essere pesante non si confonda con la mia profondità”.

“Disincanto” si sviluppa su una produzione elettronica dai toni scuri, costruita su synth che richiamano certe atmosfere anni Ottanta. L’impianto sonoro crea uno spazio sospeso in cui la voce di Madame si muove con libertà, alternando momenti più trattenuti ad altri quasi urlati.

Il testo procede per immagini e pensieri che raccontano una fase di passaggio personale. Madame mette in discussione certezze, regole interiori e convinzioni accumulate negli anni. Lo si percepisce già nei primi versi:

“Io non vivo più con sotto le istruzioni
Tutto ciò che so spero che mi abbandoni
E sono mie, le bugie che mi hanno detto sono mie
Il bene e il male sono solo fantasie”.

Il tema della libertà attraversa tutta la canzone. La cantante rifiuta schemi precostituiti e accetta l’idea di attraversare anche il dolore pur di vivere con maggiore autenticità. Un passaggio chiarisce bene questa tensione:

“Io non voglio più un motivo per vivere o di un amore il limite voglio anche soffrire, ma non per quello che ho in testa ma perché vivo”.

Nel ritornello compare la parola che dà il titolo all’intero progetto e che diventa la chiave interpretativa del brano:

“Non cerco più neanche la verità al costo di non illudermi più là. Io non ho più paura. Ho gli occhi gonfi del mio disincanto. Cosa resta di me, che resta di me”.

 

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Un brano nato da una notte di riflessioni

Il comunicato che accompagna l’uscita racconta la nascita della canzone e restituisce bene il clima creativo in cui è stata scritta.

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Madame ha spiegato così l’origine del brano:

“Nato durante una notte segnata da un’atmosfera creativa quasi tangibile e da lunghe conversazioni sul tema del disincanto, il brano prende forma da riflessioni profonde. Da quell’urgenza di confronto e consapevolezza nasce Disincanto, che introduce l’essenza del nuovo progetto di Madame”.

Questa urgenza emotiva attraversa l’intera composizione. Madame sembra parlare direttamente all’ascoltatore, senza filtri retorici, lasciando affiorare fragilità e desiderio di cambiamento.

Il disincanto è la nuova consapevolezza di Madame

Nel testo emerge un percorso di trasformazione. Madame prende le distanze da modelli e convinzioni ereditate, compresi quelli legati alla tradizione religiosa.

Lo fa con versi che ribaltano simboli molto radicati:

“Secondo Dio sarei nata da una costola, ma lui non sa che è nato dalla mia paura. Se fossi stata Eva avrei ingoiato pure il torsolo assieme a tutta la mela con i semi in vita”.

La canzone invita a liberarsi dagli assolutismi e ad accettare la complessità dell’esistenza. L’artista rivendica il diritto di attraversare emozioni, errori e contraddizioni senza cercare una spiegazione definitiva.

Questo pensiero emerge con chiarezza nell’ultima parte del brano:

“Non voglio programmare e pensare cosa fare dare un significato al male ma non attraversarlo subire le emozioni, sapere i tuoi segreti, voglio rendere bello tutto ciò che metto dentro i miei occhi”.

Il ritorno di Madame e l’album in arrivo

A soli ventiquattro anni Madame dimostra ancora una volta di avere un universo creativo in continuo movimento. Il ritorno arriva dopo il successo dei suoi due album precedenti, “Madame” e “L’amore”, lavori che hanno consolidato la sua posizione nella scena musicale italiana.

Pochi giorni fa l’artista aveva anticipato il nuovo progetto con un freestyle pubblicato su Instagram, annunciando l’arrivo del terzo album “Disincanto”. Il disco uscirà il 17 aprile e sarà seguito da un tour estivo che partirà il 3 luglio da Legnano.

Nel messaggio con cui ha accompagnato l’annuncio del progetto, Madame ha scritto:

“Perché ho mollato tutto sul più bello? Perché mi sono chiusa dentro di me, così dentro da non riuscire più ad uscirne? Perché non sono stata forte? Non ho le risposte. Ho solo tante, tantissime domande. E un disco”.

Tre anni di silenzio hanno lasciato spazio a un lavoro maturo e stratificato. “Disincanto” dimostra ancora una volta quanto la scrittura di Madame sappia essere personale, coraggiosa e capace di trasformare inquietudini intime in musica.

Per chi ha imparato ad apprezzare la sua voce artistica, l’attesa non è stata tempo perso. È stata preparazione e questa canzone lo conferma con forza.

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