Giù le mani da Marco Mengoni: il miserabile delirio degli omofobi

Marco Mengoni torna live ed i suoi corpetti scatenano gli omofobi.

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Marco Mengoni
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Marco Mengoni, oltre ad essere un artista impeccabile e dotato di un talento raro, è soprattutto un essere umano libero. Libero nel pensiero e nelle scelte estetiche. Un artista che, nel tempo, si è costruito un’identità coerente scegliendo sempre di non omologarsi.

Lo ha fatto anche sabato 21 giugno, salendo sul palco dello Stadio Comunale G. Teghil di Lignano Sabbiadoro per la data zero del suo nuovo tour.

“Vi chiedo scusa”: il messaggio commovente di Marco Mengoni

Insulti omofobi a Marco Mengoni: il delirio dei maschi tossici italiani

Un ritorno alla musica live che non ha deluso: voce impeccabile, estetica raffinata e un’intensità emotiva rara, che ha raggiunto il suo apice quando ha cantato “Luce”, il brano dedicato a mamma Nadia (scomparsa lo scorso settembre), visibilmente commosso.

Mengoni ha preso la parola e, con quella sua delicatezza che conosciamo bene, si è anche scusato con il suo pubblico per la lunga attesa nel produrre nuova musica. Un gesto non dovuto, che conferma il rispetto profondo che ha per chi lo segue.

Ma come spesso accade quando una persona brilla con la sua libertà, la sua luce ha dato fastidio a qualcuno.

Durante il concerto, Marco ha sfoggiato una serie di corpetti (gli stavano meravigliosamente), perfettamente in linea con lo stile elegante e queer che lo contraddistingue da tempo. Il look, tra l’altro, è stato magistralmente curato da CHB di Christian Boaro (https://www.instagram.com/chb.christianboaro/).

Ed è bastato questo per scatenare l’odio degli omofobi.

Sui social, in particolare su X, si sono moltiplicati commenti carichi di rabbia repressa e omofobia strisciante, alcuni dei quali semplicemente vomitevoli. Pochi abiti, un corpo che si muove con grazia, e subito i maschi tossici d’Italia hanno sentito il bisogno di pontificare, insultare, ridicolizzare.

Quanto deve farvi paura la libertà altrui, per odiarla così tanto?

Perché in fondo è solo questo, no? La libertà. La libertà di un uomo che non nasconde chi è, che gioca con la moda, che si emoziona e piange, che canta la sua verità.

Marco Mengoni non ha mai fatto proclami né si è mai definito portavoce di una comunità. Ma con ogni scelta che compie – pubblica, artistica, estetica – è esattamente questo: un vero alleato.

E allora sì, potete continuare a vomitare odio da dietro uno schermo. Ma sappiate che ogni vostro insulto parlerà esattamente di voi, non certo di Marco.

E che per ogni attacco omofobo che vomitate, ci sarà un artista, una persona, che risponderà con bellezza, arte, amore.

Perché l’omofobia è miseria.

I commenti, vi avvertiamo, sono veramente spregevoli e indegni, quindi, se volete rovinarvi la giornata, vi invitiamo a leggerli personalmente sotto questo tweet agghiacciante condiviso su “X”:

Che miseria

Che spettacolo desolante ha offerto il maschio tossico italiano sabato scorso, davanti a un uomo che canta, si commuove, indossa un corsetto e regala al suo pubblico un momento di liberazione collettiva.

Marco Mengoni, con la consueta limpidezza e coerenza, quel Mengoni che portò la bandiera Progress Pride sul palco dell’Eurovision – di nascosto, perché vietato – sì proprio quello, è salito sul palco di Lignano Sabbiadoro con l’audacia stilistica che lo contraddistingue, indossando un look di “CHB” di Christian Boaro. Tanto è bastato.

Un corsetto. Un corpo. Un po’ di grazia. E il sottobosco digitale di maschi tossici che saltabeccano sulle tastiere ha cominciato a vomitare il consueto odio che avvelena questo paese e le vite delle persone non conformemente cis, non conformemente etero.

Gli insulti fioccano su X, accompagnati da quella rabbia unta, repressa, da spogliatoio spento di una squadra sconfitta dalla storia.

Negli insulti vengono scomodati assorbenti, cultura woke, repressioni e parole non ripetibili in un effluvio di post a cui si stenta a credere. Ne pubblichiamo soltanto alcuni.

Marco Mengoni è sufficientemente solido da reggere colpi come questi (e comunque: solidarietà all’artista, grazie Marco).

Ma da qualche parte, negli angoli più nascosti di un Paese allagato dall’odio omobitransfobico, ci sono persone che si nascondono, si reprimono. Alcune si cancellano. Altre ancora preferiscono rinunciare a tutto. Anche alla propria vita.
Noi, comunque, continueremo insieme a Marco a credere negli esseri umani.

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Tutte le date del tour estivo 2025 di Marco Mengoni

Con partenza da Lignano Sabbiadoro, il tour estivo di Marco Mengoni toccherà numerose città italiane con doppie date nei luoghi simbolo della musica live come San Siro e lo Stadio Dall’Ara.

Ecco tutte le tappe:

  • 21 giugno – Lignano, Stadio comunale G. Teghil
  • 26 giugno – Napoli, Stadio Diego Armando Maradona
  • 2 luglio – Roma, Stadio Olimpico
  • 5 e 6 luglio – Bologna, Stadio Dall’Ara
  • 9 luglio – Torino, Stadio Olimpico
  • 13 e 14 luglio – Milano, Stadio San Siro
  • 17 luglio – Padova, Stadio Euganeo
  • 20 luglio – Bari, Stadio San Nicola
  • 23 e 24 luglio – Messina, Stadio San Filippo

Marco Mengoni nei palazzetti e in Europa: il tour autunnale 2025

Dopo l’estate, Mengoni sarà nei palazzetti italiani ed europei.

Le date italiane del tour autunnale:

  • 8 ottobre – Torino, Inalpi Arena
  • 12 ottobre – Milano, Unipol Forum
  • 21 e 22 ottobre – Pesaro, Vitrifrigo Arena
  • 24 ottobre – Bologna, Unipol Arena
  • 28 e 29 ottobre – Firenze, Mandela Forum
  • 2 novembre – Eboli, Palasele
  • 8 e 9 novembre – Roma, Palazzo dello Sport

Le date europee:

  • 19 novembre – Ginevra, Arena
  • 21 novembre – Stoccarda, Hanns-Martin-Schleyer-Halle
  • 22 novembre – Düsseldorf, Mitsubishi Electric Halle
  • 24 novembre – Zurigo, Hallenstadion
  • 26 novembre – Francoforte, Festhalle
  • 27 novembre – Monaco di Baviera, Olympiahalle
  • 30 novembre – Bruxelles, Forest National
  • 1 dicembre – Utrecht, TivoliVredenburg
  • 3 dicembre – Parigi, Salle Pleyel
  • 5 dicembre – Esch-sur-Alzette, Rockhal
  • 7 dicembre – Londra, O2 Forum Kentish Town
  • 10 dicembre – Madrid, Palacio Vistalegre

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Luciana Tresca 29.6.25 - 17:51

MA PERCHE' NON GUARDARE, LO SGUARDO DI MENGONI,LA SUA BELLEZZA,SENTIRE LA SUA VOCE MERAVIGLIOSA,SI ANCHE I SUOI CORPETTI CHE ESPRIMONO IL SUO ESSERE LIBERO..BELLISSIMO, ..SE NON VI PIACE SONO FATTI VOSTRI,NON GUARDATELO...