Marco Mengoni parla di mamma Nadia Ferrari per la prima volta: “La persona che non dovevo perdere mai nella vita”

Marco Mengoni e il dolore per la perdita di mamma Nadia: “Come se fosse successo ieri, ho un buco gigante”, le intime confessioni di un vero gigante della musica italiana.

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Marco Mengoni sarà protagonista, domenica 10 maggio, di un appuntamento imperdibile su Nove, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Il cantautore di Ronciglione si è recentemente raccontato tra le pagine di Vanity Fair, tra confidenze molto intime su mamma Nadia Ferrari (recentemente scomparsa) e prese di posizione coraggiose.

Mengoni è un artista che non si nasconde, che usa il suo palco – metaforico e reale – per piantare semi di riflessione e affrontare paure, sia quelle più personali che quelle universali.

Marco Mengoni per Vanity Fair, T-shirt e pantaloni ampi plissé della collezione Paula’s Ibiza, Loewe, Foto di Noémi Ottilia Szabo.

Marco Mengoni e la maternità surrogata: una legge che “non mi rappresenta”

Una delle dichiarazioni più forti e attuali rilasciate da Mengoni riguarda la recente legge numero 169 del 4 novembre 2024. Questa normativa ha modificato la precedente Legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di procreazione medicalmente assistita, aggiungendo un periodo che estende la punibilità per i cittadini italiani che ricorrono alla maternità surrogata all’estero.

Di fronte a questa novità legislativa, l’artista non ha usato giri di parole, dichiarando a Vanity Fair: “Vivo in un Paese che non mi rappresenta, che ha fatto diventare la pratica della maternità surrogata un reato universale. Ci rendiamo conto?”

Una presa di posizione netta, che evidenzia il suo disaccordo con un provvedimento che considera un’assurdità, soprattutto pensando ai “figli nati prima di questa assurdità che cresceranno e scopriranno che i loro genitori sono punibili penalmente”

Mengoni si dice fortunato ad avere vicino persone con la sua stessa visione ed è convinto che “quelli che non ce l’hanno siano pochi, ma abbiano più potere”. Questa battaglia per i diritti, questa “deriva globale dei diritti”, genera una paura concreta, non solo per le generazioni future, ma “paura del presente”. Un timore che definisce “l’unica paura che mi resta. La peggiore l’ho già provata”.

La casa di Marco Mengoni

Marco Mengoni e il lutto: il ricordo gigante di mamma Nadia

E la “peggiore” paura a cui fa riferimento Marco Mengoni è legata a una perdita immensa, un dolore che ha affrontato in privato per mesi prima di poterne parlare. Per la prima volta, l’artista ha condiviso il vuoto lasciato dalla scomparsa di sua madre, Nadia Ferrari, avvenuta lo scorso settembre. 

Un evento che descrive con una lucidità disarmante: “I mesi passano, ma è come se fosse successo sempre ieri”.

Parlare di mamma Nadia è ancora difficile, “È veramente troppo presto”, e ogni volta è “come entrare in una stanza con un buco gigante”. Nonostante la consapevolezza che col tempo si possa imparare a conviverci, a “costruirci anche un recinto e magari cresceranno dei fiori”, quella sensazione di vuoto “resterà sempre”

Mamma Nadia non era solo una madre, ma una persona “troppo importante”, “la persona che non dovevo perdere mai nella vita, a prescindere dal suo essere madre”

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Non nasconde che, come in ogni rapporto profondo, ci siano stati “scontri, incomprensioni, mancanze”, ma ciò che emerge prepotente è la sua grandezza: “era Nadia a essere gigante. G-i-g-a-n-t-e”. Una donna capace di essere “la più profonda al mondo, per poi trasformarsi in un attimo in una bambina”

Nonostante il dolore, Mengoni si dichiara “contento di averla avuta con me, di aver lottato come un disperato e di aver fatto di tutto fino all’ultimo”.

Mamma Nadia è legata indissolubilmente alla musica. Era lei “che cantava benissimo Mia Martini e Mina: era il suo hobby”. Ed è stata lei a spingerlo verso la musica, incoraggiandolo a prendere lezioni di piano, anche se lui inizialmente odiava la cosa e preferì poi la chitarra. 

Lei, che “aveva capito prima di me” il suo destino musicale, non smetteva mai di incoraggiarlo. Un legame così forte che, dopo la sua scomparsa, Marco si è “un po’ allontanato dal mio mestiere o, almeno, dal mio mestiere in pubblico”.

Marco Mengoni con sua madre Nadia Ferrari scomparsa Domenica 22 Settembre 2024

Marco Mengoni: artista, attivista, icona di inclusività

Questi episodi personali e le prese di posizione pubbliche dipingono un Marco Mengoni a tutto tondo: un artista che non si limita a calcare i palchi (tra cui il tour “Marco negli Stadi 2025” e il “Marco Mengoni Live in Europe”, dopo aver già collezionato ben 85 dischi di platino e oltre 3 miliardi di streaming), ma che sente la responsabilità di usare la sua enorme visibilità per veicolare messaggi importanti.

Da sempre portavoce dell’inclusività, Mengoni ha dimostrato concretamente questo impegno, anche in contesti di enorme risonanza internazionale. 

Durante l’Eurovision nel 2023, dopo la vittoria sanremese con “Due vite”, ha compiuto un gesto simbolico potente: “Non avrei potuto avere con me un’altra bandiera oltre a quella dell’Italia. Così ho nascosto, proprio nel Tricolore, la bandiera arcobaleno dell’inclusività totale”. Un gesto fatto con un misto di orgoglio e timore, tenendo le due bandiere “strette strettissime entrambe, una dentro l’altra, con l’angoscia che mi cadessero o mi beccassero, e venissi squalificato”.

Ospite in studio di Che Tempo Che Fa insieme, tra gli altri, a personaggi come Luca Argentero, Enrico Brignano con il suo show “Bello di Mamma”, e Flora Canto impegnata negli show musicali “Me la Canto e me la sogno” e “Cantando sotto la pioggia”.

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