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Mark Oakley, il sermone del sacerdote gay scuote la Chiesa d’Inghilterra: “È ancora omofoba” (VIDEO)

Tra le lacrime ha parlato del proprio coming out, delle lettere di San Paolo che puntano il dito contro l'omosessualità, dell'amore di Dio. Dal pulpito Mark Oakley, sacerdote gay dichiarato, ha emozionato tuttə con un sermone diventato virale.

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57enne sacerdote della Chiesa britannica d’Inghilterra, decano di Southwark ed ex preside del St John’s College di Cambridge, Mark David Oakley è diventato virale per un accorato e acclamato sermone di 15 minuti in cui ha ringraziato Dio per l’amore che le persone LGBTQ+ portano nel mondo.

Lo straordinario sermone d’amore LGBTQIA+ di Mark Oakley

Omosessuale dichiarato, il Decano della Cattedrale di Southwark a Londra ha riflettuto sulla recente notizia che ha visto la Camera dei Vescovi bloccare i piani per consentire alle coppie gay di ricevere la benedizione e ribadire il divieto per i sacerdoti di sposarsi con una persona dello stesso sesso.

Oakley ha iniziato il suo sermone lasciando intendere che la notizia gli ha fatto venire voglia di urlare.

La Camera dei Vescovi ha deciso di approvare la proposta secondo cui i servizi di benedizione separati per le coppie dello stesso sesso dovrebbero seguire una procedura che non le approva, e che al clero continuerà a essere impedito di contrarre matrimonio civile con un partner dello stesso sesso”. “Se lo facessero, è probabile che perderebbero la licenza e non otterrebbero una nuova nomina… Né coloro che sono gay e sposati saranno ammessi alla formazione per l’ordinazione. Naturalmente, se a questo si aggiunge che non ci è permesso sposare coppie dello stesso sesso qui in chiesa, e che nessun vescovo è mai stato nominato in modo trasparente in un’unione civile, è difficile non concludere che la Chiesa d’Inghilterra sia ancora omofoba e non creda nell’uguaglianza dell’amore“.

Oakley ha citato un articolo del decano gay di Canterbury, David Monteith, sottolineando come questi divieti moltiplichino “la vergogna che le persone LGBTQ possono essere indotte a provare“, accrescendo il senso di “invisibilità” nella Chiesa, per poi citare la lettera di San Paolo ai Romani nel Nuovo Testamento, in cui l’omosessualità viene definita innaturale.

Ma questo non sono io. Non è affatto così. Non ho scelto nulla. Ho scoperto chi ero, e non è stato facile“, ha detto Oakley. “Sapevo che la gente picchiava persone come me. Il governo diceva alla gente di non parlare ai bambini di persone come me. I giornali facevano i nomi di persone come me. La chiesa escludeva persone come me, se fossero state oneste. Dicevano che Paolo sostenesse che fossi innaturale e peccaminoso, e io leggo, e leggo ancora, e non vedo me stesso né nessuno che conosco come me. Non riconosco il mio cuore in quelle parole, il mio bisogno di essere amato e di amare. Il mio desiderio di non passare la vita da solo o nella paura.”

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Il sacerdote ha poi raccontato tra le lacrime la storia del suo coming out con sua nonna, quando aveva 18 anni, con la donna che gli disse “mi preoccupavo solo di una cosa, Mark… temevo solo che non ti saresti mai sentito in grado di dirmelo“.

Oakley ha rivelato come durante il suo periodo al ministero ecclesiastico non poche persone gli consigliarono di tacere la sua sessualità, ma sua nonna gli aveva insegnato il contrario. “Ho capito che la risposta di mia nonna era una risposta d’amore, quindi anche la risposta di Dio. Dio vuole che condividiamo con Lui chi siamo veramente e che sappiamo che l’amore di Dio trabocca e non diminuisce mai quando osiamo farlo”. “Paolo non viveva nel XXI secolo“, ha proseguito. “Non ha mai incontrato uomini o donne che potessero mettere su casa insieme, cucinassero insieme, andassero in vacanza insieme, fossero lì con la luce accesa al loro ritorno, aiutandosi a superare la giornata appena trascorsa. Che si prendessero cura l’uno dell’altro, che invecchiassero insieme, che ci fossero nel bene e nel male, e che sentissero una dolorosa assenza nella loro vita quando la morte li separava“.

Oakley vorrebbe oggi immaginare Paolo, tra i primi santi e martiri della Chiesa Cristiana, dinanzi all’amore tra le persone LGBTQ+, vederlo “ugualmente e miracolosamente” come l’amore eterosessuale, “perché dove c’è amore, c’è anche Dio. Vorrei che sapesse che grazie a Dio, l’amore vince. Non importa cosa si possa dire o fare per controllarlo o fermarlo, non importa quanto sofisticata sia la teologia per mascherare un pregiudizio, l’amore si presenta in molte forme e dimensioni e per questo e per tutta la diversità di tutte le persone nella Chiesa e oltre, grazie a Dio. Grazie Dio, per tutto l’amore che porti in questo mondo. Questo lo riconoscerò sempre, e così piacerà a Dio, farà la Cattedrale di Southwark.”

Il sermone è stato accolto da una standing ovation dai presenti in chiesa, diventando virale on line, con tantissime persone che hanno voluto ringraziare Mark David Oakley per le sue straordinarie parole, nella speranza che Sarah Mullally, prima arcivescova donna della Chiesa d’Inghilterra recentemente eletta, le faccia sue.

© Riproduzione riservata.

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