Michèle Causse, lesbica radicale, si è spenta “denascendo”

La teorica e scrittrice francese ha organizzato un suicidio assistito nel giorno del suo 74esimo compleanno. Si definiva "una lesbica radicale". Tradusse anche sceneggiature di Visconti e Antonioni.

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Nel giorno del suo 74esimo compleanno ha deciso di ‘denascere’. Prendendo una decisione radicale, come del resto per tutta la sua vita, la scrittrice francese Michèle Causse ha organizzato nella clinica di Zurigo dell’associazione “Dignitas” una sorta di suicidio assistito, la stessa procedura seguita due anni fa dal collega fiammingo Hugo Claus, malato di Alzheimer.
Considerata una delle teoriche lesbiche più estremiste (scrisse che “finché una donna vuole piacere a un uomo è in autentica, non ha l’integrità, l’incorruttibilità che deriva dal non voler piacere”), criticò senza mezzi termini il movimento gay ma anche quello femminista sostenendo che erano “macchiati di residui di patriarcalismo”.

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Diceva di sé: “Non sono omosessuale né femminista: sono una lesbica radicale”. Scrisse vari saggi a tematica saffica quali “Quelle lesbienne êtes-vous?” e “Contre le sexage”. Ispirata dall’opera di Monique Wittig, ha proseguito una ricerca linguistica volta a decostruire il linguaggio cosiddetto ‘androcratico’ (ovvero dominato dall’uomo) per arrivare a concettualizzare l’abolizione dei generi.
Michèle Causse era però nota soprattutto come traduttrice. Laureata in traduzione alla Sorbona, aveva anche vissuto dieci anni a Roma dove approfondì la conoscenza della letteratura italiana. Fece conoscere in Francia Ignazio Silone e tradusse "Se questo è un uomo" di Levi ma anche opere di Natalia Ginzburg, Dacia Maraini, Luigi Malerba.

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Tra gli stranieri, si dedicò a Herman Melville, Gertrude Stein, Alice Munro e molti altri. Tradusse anche sceneggiature di Visconti e Antonioni.“Ma quello che ho fatto importa infinitamente meno di quello che non ho fatto – ha lasciato scritto – e lo stesso vale per quello che non mi è successo. Perché parlare di me? Che mi si legga piuttosto. Per smentire il mio epitaffio: né letta, né approvata”.
Le ceneri di Michèle Causse saranno sparse nel cimitero di Montvalent, nel centro-sud della Francia, non lontano da dove abitava. Lo conferma il Coordinamento Francese Lesbiche che però non ha fornito spiegazioni sulla scelta estrema della scrittrice.

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