Mika: le anteprime del nuovo album “My Name is Micheal Holbrook”, il suo disco più autobiografico

Il nuovo album di Mika, "My Name is Micheal Holbrook", in uscita il 4 ottobre 2019, parla della sua infanzia: dal difficile rapporto con il padre, ora recuperato, delle pressioni subite dalla madre e della malattia della sorella. Ascoltate i 5 brani fino ad ora pubblicati!

Mika 2019
Servizio per Vanity Fair, Settembre 2019. Ph: Jasper Abels
4 min. di lettura

Mika è quasi pronto al rilascio del suo quinto album di studio, “My Name is Michael Holbrook” (il suo vero nome) – che uscirà il 4 ottobre 2019.

Il disco conterrà 13 tracce e noi possiamo già sentirne 5 in anteprima.

Con questo nuovo album, giudicando da tutte le nuovi canzoni finora uscite, sembra sempre più chiaro che Mika abbia rispolverato il sound che l’ha reso famoso con il suo disco di debutto del 2007, “Life in Cartoon Motion”, dandogli un twist moderno.

Dopo il singolo apripista, la frizzantissima “Ice Cream“, abbiamo avuto modo di sentire l’energica power ballad “Tiny Love” dalle vibes anni ’60’/’70, che ricorda qualcosa della discografia di Elton John, e che rappresenta il cuore del suo nuovo album.

Le anteprime del nuovo album di Mika, in uscita il 4 ottobre 2019

In seguito abbiamo sentito “Sanremo“, una canzone dolce e sognante dedicata alla famosa città ligure del Festival della Canzone Italiana.

L’artista descrive la città protagonista del pittoresco brano come: “La prima che ho visitato in Italia, una cartolina della mia infanzia”.

É stata poi la volta di “Dear Jealousy“, la canzone dalle influenze più funky tra quelle fino ad ora pubblicate.

Il pezzo è stato scritto assieme a George Moore ed Amy Wadge, che ha già lavorato con Ed Sheeran e Geri Halliwell.

Nel brano sopracitato, il cantautore libanese naturalizzato britannico canta direttamente contro la gelosia, che attanaglia e non fa vivere seranamente. rivolge alla gelosia, che sembra sempre stargli addosso.

 

E infine arriviamo all’ultima traccia rilasciata in anteprima, quella appena uscita, “Tomorrow”. A proposito del testo del brano, Mika ha detto:

In un mondo in cui chiunque ha sempre un’opinione su tutto quel che facciamo, su ogni errore che compiamo, che viene catalogato per giudicarci e usarlo contro di noi, si finisce per aver paura di rischiare e di buttarsi in qualsiasi avventura. Questa però non è saggezza o responsabilità, è soltanto paura. A volte, anche quando sappiamo di andare incontro ad un disastro, sappiamo che bisogna dire ‘Chi se ne frega del domani!’. E se tutto andrà male e verremo giudicati per questo, non ci importa. Una vita vissuta col brivido e con gli errori vale 100.000 vite vissute giocando solo sul sicuro. È una canzone sulla libertà di non avere paura delle conseguenze, di quello che gli altri pensano.”

A breve usciranno anche i videoclip di “Dear Jealousy“, “Sanremo” e “Tomorrow“, il che potrebbe indicare che, come sta avvenendo sempre più frequentemente per molti artisti,”My Name Is Michael Holbrook” potrebbe essere un visual album.

La storia dietro al nuovo album, “My Name is Michael Holbrook”

Il nuovo disco è molto significativo per Mika, perchè il primo in cui parla a tutto tondo della sua famiglia e di ciò che ha vissuto nella sua infanzia.

Dal complicato rapporto con il padre, consulente finanziario che fu preso in ostaggio in Kuwait nell’ambasciata americana per 7 mesi, alle pressioni della madre, che voleva farlo diventare una star della musica a tutti i costi anche per sopperire a ciò che la sorella Paloma, nata con una semi paralisi alla parte sinistra del corpo, non sarebbe potuta diventare.

Mika, Michael Holbrook, si è sempre sentito ‘il progetto’ della sua famiglia, e per quanto non si sia sentito mai sfruttato perché era conscio di desiderare lo stesso futuro, in una lunga intervista su “Vanity Fair” ha ammesso di aver vissuto spesso in ansia.

Mika 2019
Servizio per Vanity Fair, Settembre 2019. Ph: Jasper Abels

Ansia e disagio non solo per la responsabilità che sentiva verso sé e la sua famiglia, che aveva subito un tracollo economico per i drammi vissuti dal padre, ma anche per la sua omosessualità:

Avevo 13 anni quando ero pienamente consapevole di essere gay. La mia diversità era un gigante, un mostro nell’armadio. Mi sono chiesto come sarei potuto essere me stresso senza farmi del male. Ho lottato per questo status quo e per conquistare un successo che per me ha significato salvezza e libertà. Oggi guardo quei mostri senza vergogna.

Mika 2019
Servizio per Vanity Fair, Settembre 2019. Ph: Jasper Abels

Oggi il rapporto di Mika con il padre è stato recuperato, in particolare grazie al percorso introspettivo che l’aritsta ha fatto per la composizione e la creazione di questo suo nuovo disco.

E riguardo alle pressioni subite ad inizio della sua carriera, il cantautore gay dichiarato ha voluto sottolineare:

Ho iniziato con l’idea che il personaggio di Mika, la mia musica, erano stati presi da me contro la mia volontà. Poi ho capito che non era vero, che non è stata tutta una costruzione di mia madre,  che l’ho voluto io. Ed è così che ho fatto pace con gli ultimi 12 anni della mia vita. Perché l’unico modo che conosco per vivere ed esprimermi è creare musica, scrivere, esibirmi. Senza questo non esisto.

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