Alla vigilia delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 è esploso all’improvviso uno dei più clamorosi casi “antidoping” degli ultimi anni che vede protagonisti i saltatori con gli sci. Il mese scorso il tabloid tedesco Bild ha lanciato il cosiddetto “pene-gate“, ipotizzando iniezioni di acido ialuronico nel pene per volare più lontano.
Il cavallo dei saltatori olimpici infiamma Milano Cortina
Ma andiamo con ordine. Ai Campionati del Mondo di salto con gli sci del 2025 a Trondheim, in Norvegia, alcuni atleti sono stati sottoposti a squalifiche dopo che i funzionari hanno scoperto che la zona inguinale delle tute da sci utilizzate dagli atleti della squadra norvegese era stata manipolata per dare loro un vantaggio. Il salto con gli sci prevede che i concorrenti sfreccino lungo una ripidissima rampa per poi lanciarsi in aria e volare il più lontano e fluidamente possibile, prima di atterrare. Le tute sono aderenti al corpo dell’atleta, con le regole che ne consentono solo una circonferenza di circa due o quattro centimetri. Aumentando l’area del cavallo della tuta, in sostanza, si aumenta la superficie di scorrimento dell’aria e si permette allo sciatore di scivolare più a lungo e più lontano. La manipolazione delle tute, un anno fa imbottite con materiale extra, è stata pensata per migliorare illegalmente l’aerodinamica del salto di uno sciatore. Questo perché un cavallo più grande comporta una maggiore distanza percorsa e potenzialmente un punteggio migliore. In seguito allo scandalo del mondiale, nell’ottobre scorso una ricerca pubblicata sulla rivista Frontiers in Sports and Active Living ha scoperto che aggiungere anche solo un centimetro di tessuto a una tuta da sci può aumentare un salto fino a 2,7 metri. Lo studio ha inoltre svelato che aggiungere tessuto a qualsiasi parte della tuta avrebbe portato un giovamento in aria, ma aggiungerlo specificamente al cavallo avrebbe portato i maggiori benefici.
“Ci sono state squalifiche in passato, molte. Fa parte dello sport“, ha dichiarato Bruno Sassi, portavoce della Federazione Internazionale di Sci (FIS) prima delle Olimpiadi. “Ma non c’era mai stato un tentativo così sfacciato non solo di infrangere le regole, ma di fare qualcosa di concreto… di imbrogliare il sistema in un modo molto diverso dal semplice indossare una tuta un po’ troppo lunga o un po’ troppo larga”.
Perché l’acido ialuronico nel pene?
Witold Banka, presidente polacco della WADA (Agenzia mondiale antidoping), a precisa domanda ha risposto che “ci darò un’occhiata“, perché c’è chi ipotizza che pur di ottenere simili vantaggi in volo alcuni atleti possano aver ceduto all’acido ialuronico nel pene, in modo tale dal giustificare cavalli della tuta più imponenti e automatici vantaggi in volo. Le iniezioni di acido ialuronico consentono un aumento temporaneo della circonferenza dell’organo genitale maschile, con un effetto che dura dai 6 ai 12 mesi. Questo avrebbe permesso ad alcuni atleti di presentarsi alla misurazione ufficiale con scansione corporea 3D pre-olimpica con dimensioni aumentate, in modo tale dall’ottenere una tuta più grande e conseguentemente performante. Ma ad oggi l’acido ialuronico non è una sostanza considerata dopante, perché non migliora la forza, la resistenza o i tempi di recupero di un’atleta. E qui scatta il dilemma. Come comportarsi?
Olivier Niggli, DG della WADA, ha precisato che ad oggi non ci sono sciatori sotto accusa, per poi aggiungere: “Non sono a conoscenza dei dettagli, ma se dovesse emergere qualcosa, prenderemmo in considerazione qualsiasi cosa sia effettivamente correlata al doping. Non utilizziamo altri metodi per migliorare le prestazioni, ma la nostra commissione esaminatrice valuterebbe se questo rientra in questa categoria. Ma non ne avevo sentito parlare prima che me lo diceste voi”.
Le nuove regole annunciate alla vigilia delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 prevedono il controllo delle tute da sci, la misurazione tridimensionale e l’applicazione di microchip antimanomissione. “Gli ultimi mesi sono stati estremamente difficili per il salto con gli sci, come tutti sappiamo“, ha dichiarato Sandro Pertile, Direttore di Gara FIS per il Salto con gli Sci. “In tutto questo, una delle principali priorità della FIS è stata quella di garantire che i recenti problemi relativi alle attrezzature fungessero da acceleratore per l’evoluzione dello sport e dei suoi controlli.”
