Milano, scritte omofobe sui muri di una scuola media contro un professore. È la 5a volta in 9 mesi

"Come può sentirsi il genitore di un ragazzino gay che vede queste scritte? Come può essere tranquillo nel pensare al futuro che aspetta il proprio figlio?", si è domandato l’insegnante, che ha sottolineato come "questi episodi non facciano che aumentare il clima di paura sociale, dolore, sofferenza e violenza".

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Insulti omofobi ripetuti, scritti, cancellati e riscritti sul muro della scuola. Da un anno un professore di una scuola alla periferia nord di Milano si ritrova al centro di una campagna di odio, con il suo nome e il suo cognome scritti a lettere cubitali sui muri dell’istituto, accompagnati da insulti omofobi. A darne notizia LaRepubblica.

Gli insulti sono comparsi in 5 occasioni in un anno. Tutte le volte sia il docente che le scuole hanno denunciato quanto avvenuto alle autorità, ma puntualmente le scritte sono tornate. La prima volta a fine 2023. Poi a gennaio 2024. È seguita una lunga pausa fino al 22 agosto, con escalation tra domenica e lunedì.

Questi fatti non posso passare sotto silenzio“, ha sottolineato il professore. “Da insegnante non posso iniziare l’anno scolastico con un tale peso di natura sociale“. Il professore si è appelato al comune, affinché garantisca “la sicurezza sul territorio con l’installazione delle telecamere che abbiamo richiesto subito dopo il primo episodio e non sono ancora arrivate. La scuola dovrebbe essere un luogo di legalità, è inammissibile che i suoi muri vengano imbrattati di continuo con insulti incivili senza che nulla accada. L’omofobia è una delle emergenze che affliggono la nostra società, è necessario affrontarla come tale e non come una questione politica rispetto alla quale dividersi in fazioni”.

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Al fianco del docente, vittima di odio, lo stesso istituto scolastico.

“La scuola mi ha supportato, è stata sensibile e attenta. Nei mesi scorsi abbiamo previsto interventi di natura educativa, come un concorso interno per lavorare sul tema dell’omofobia, e incontri serali con i genitori. Evidentemente non è bastato. Dobbiamo crescere cittadini consapevoli e liberi di poter dare forma e voce alla propria identità. Dovremmo accompagnare i giovani ad essere se stessi nel modo più bello possibile. Come può sentirsi il genitore di un ragazzino omosessuale che vede queste scritte? Come può essere tranquillo nel pensare al futuro che aspetta il proprio figlio?”, si è domandato l’insegnante, che ha sottolineato come “questi episodi non facciano che aumentare il clima di paura sociale, dolore, sofferenza e violenza”.

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