MINA, LA SOLITA STORIA D’AMORE

"Love collection", la nuova antologia della Tigre di Cremona, è una delusione: non contiene un inedito o un lato B mai incluso in CD, nessuna sovraincisione, nessuna reinterpretazione. Sono uno stanco collage di brani già sentiti.

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Una canzone non inclusa in questa nuova antologia di Mina si intitola

Così riascoltiamo, in versioni identiche a quelle contenute negli album da cui sono stati tratti, brani come “Nessuno al mondo”, “Una canzone”, mediocre brano scritto per Mina dai New Trolls, “Una lunga storia d’amore” di Paoli, “Noi due nel mondo e nell’anima” dei Pooh, “E tu come stai” di Baglioni, la patetica “Oroscopo” di Malgioglio. Perfino “Chitarra suona più piano” di Nicola di Bari.

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Incidenti come questi sono un vero peccato, oggi su Mina si comincia a far del lavoro di raccolta pregevole, ad es. con MinaLatina o le raccolta di brani in turco, giapponese, tedesco ad opera di indipendenti/collezionisti (come Paolo Piccioli in Studio Collection)…

Con un rischio: inflazionare con dischi inutili la fama una tra le poche artiste italiane “for export”, con proposte ancora più ripetitive e scontate di certi arrangiamenti di suo figlio Massimiliano.

di Paolo Rumi

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