Il movimento LGBTQIA+ al fianco di Roberta Parigiani, vittima di transfobia e violenza social: “C’è un’intera comunità pronta a difendersi e a contrattaccare”

"Avete colpito Roberta Parigiani, sorella, compagna, attivista e avvocata, rispondiamo tutt3".

Ascolta:
0:00
-
0:00
Il movimento LGBTQIA+ al fianco di Roberta Parigiani, vittima di transfobia e violenza social: "C'è un'intera comunità pronta a difendersi e a contrattaccare" - Roberta Parigiani - Gay.it
Roberta Parigiani
5 min. di lettura

È bastato prendere parte al processo democratico del Paese, esprimendo il proprio parere di legale e attivista, perché una nota associazione anti-scelta attaccasse in modo vile e calunnioso Roberta Parigiani, avvocata e vicepresidente del MIT – Movimento Identità Trans.

Giovedì pomeriggio Parigiani ha preso parte alle audizioni in Commissione cultura sui DDL Valditara, Amorese e Sasso. Il primo introduce il “consenso informato” delle famiglie per ogni attività su affettività, sessualità e identità, dando ai genitori un potere di veto; il secondo vieta completamente l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole; il terzo consente la carriera alias solo a chi ha già avviato l’iter legale di rettifica di sesso.

Un’audizione in Commissione Cultura chiesta a gran voce perché pur parlando di comunità trans nessuna persona trans era stata incredibilmente fino a quel momento audita. Grazie all’appoggio delle opposizioni, le audizioni inizialmente chiuse sono state riaperte, dando la parola anche a Massimo Prearo, ricercatore presso l’Università degli studi di Verona, ai rappresentanti dell’associazione AGEDO,  della Rete per la Parità, dell’associazione Gender X,  della campagna Italy Needs Sex Education e  dell’associazione Telefono Rosa.

A fine giornata Trans Agenda ha diramato un durissimo comunicato stampa denunciando censura, controllo ideologico, patologizzazione delle identità trans e negazione dei diritti fondamentali.

Il deputato leghista Rossano Sasso, letto il comunicato proprio dalle pagine di Gay.it, è passato al contrattacco, parlando di “reazioni scomposte degli attivisti della componente di estrema sinistra della comunità lgbt. Persone che non hanno alcun diritto sui figli degli altri, ma pretendono di educarli sessualmente ed affettivamente come vorrebbero loro. Per il fatto di prevedere che i genitori siano informati quando a scuola qualcuno decide di affrontare temi sensibili, violeremmo i diritti umani e la Costituzione! Se questo è il modo di confutare le proposte di legge della Lega da parte delle sinistre, allora francamente me ne frego“.

Nella giornata di ieri Parigiani è invece finita nel mirino di Pro Vita & Famiglia Onlus, che in un indecente post social l’ha offesa, diffamata con accuse false e gravissime, utilizzando solo e soltanto il maschile nel riferirsi a lei, dandola in pasto agli odiatori del web che l’hanno puntualmente inondata di insulti.

Tuttə in difesa di Roberta Parigiani

Il movimento LGBTQIA+ al fianco di Roberta Parigiani, vittima di transfobia e violenza social: "C'è un'intera comunità pronta a difendersi e a contrattaccare" - Roberta Parigiani 1 - Gay.it
Roberta Parigiani

“Hanno messo la sua foto. Il suo nome. Il suo cognome. Un bersagio in piena vista, per esporla alla violenza e fomentare l’odio”, ha tuonato il MIT – Movimento Identità Trans in un comunicato ufficiale.

“Sappiatelo bene: come MIT vi riterremo responsabili di ogni singola minaccia, aggressione o atto d’odio che dovesse colpire Roberta o la nostra associazione. Vi guardiamo negli occhi e vi diciamo: non arretriamo di un millimetro. Lottiamo per la nostra comunità dal 1979. Abbiamo attraversato decenni di discriminazioni, violenze, tentativi di cancellarci. Noi siamo trans. Siamo sopravvissutə. Abbiamo visto l’odio in faccia e non ci ha mai spezzatə. Voi credete di intimidirci con un post infame? Ci fate solo schifo. E ci date ancora più forza. Roberta non è sola. Dietro di lei c’è un’intera comunità pronta a difendersi e a contrattaccare. Le vostre parole sono odio sterile. Le nostre sono resistenza viva. Non abbiamo paura. Non l’abbiamo mai avuta. E se pensate di fermarci preparatevi a fallire”.

Alle ferme parole del MIT si sono aggiunte quelle dell’intero associazionismo LGBTQIA+ nazionale, che ha diramato un comunicato stampa congiunto in difesa di Roberta Parigiani, alla quale va tutto il sostegno della redazione di Gay.it.

Decine d’associazioni, l’una al fianco dell’altra per replicare alla “freccia avvelenata” scagliata dal solito movimento “no gender” che non ha perso tempo nell’avvelenare l’infinito pozzo transfobico.

Era già pronta e ha colpito tramite i propri canali social, con un post pieno di interpretazioni capziose e deliranti, che ha unito, per altro, uso del maschile sovraesteso e misgendering. Un attacco costruito con un linguaggio subdolo, studiato per restare sempre in bilico sul crinale tra opinione e diffamazione, ma con l’intento preciso di fomentare odio e violenza, che infatti esplodono nei commenti, e calpestare la dignità di attivista nonché professionale di Parigiani. È così che funziona la comunicazione – anzi la propaganda – di questi movimenti: insinuano, manipolano, lasciando poi il gioco sporco a chi lascia nei commenti frasi calunniose e che istigano alla violenza, lasciando che siano “altri” a scrivere le frasi più violente, diffamatorie, minacciose. I nomi, i volti e le storie delle persone attiviste LGBTQIA+ vengono sempre più spesso esposti pubblicamente come bersagli, trasformati in caricature da attaccare senza pietà. È una strategia precisa, portata avanti da organizzazioni dichiaratamente contro i diritti LGBTQIA+ e anti-scelta, molte delle quali — come rivelato da diverse inchieste — sono legate a doppio filo a partiti e organizzazioni di estrema destra, sia italiane che internazionali. L’obiettivo è evidente: provano a spaventarci portando avanti un sistematico piano di cancellazione delle nostre vite e dei nostri diritti. Il tutto avviene con la complicità del Governo che, passo dopo passo, soddisfa le richieste di questi gruppi, contribuendo attivamente allo smantellamento progressivo delle libertà civili: dalle impugnazioni dei certificati di nascita delle famiglie omogenitoriali, alla legge repressiva sulla GPA, dalle schedature dei minori trans* al divieto dell’educazione sessuoaffettiva nelle scuole. Non si tratta di episodi isolati ma di un piano internazionale ben finanziato e coordinato: per capire quale sarà la prossima mossa, basterà scorrere l’Agenda Europa o il Project 2025 dell’Heritage Foundation. E non illudiamoci: se oggi siamo noi i bersagli, non passerà molto tempo prima che anche la libertà delle persone eterosessuali e cisgender sarà sotto attacco. Già si discute di limitazione dell’aborto e dell’uso di contraccettivi, divieto dei percorsi di procreazione medicalmente assistita, attacchi costanti alla sanità pubblica e al welfare in generale, lotta all’immigrazione e deportazioni di massa, eliminazione dei programmi per la promozione e la difesa dei diritti LGBTQIA+ e dei temi della diversity, abolizione del divorzio e depenalizzazione della violenza domestica. Tutto ciò è già realtà in parte degli Stati Uniti con l’amministrazione Trump, e il Governo Meloni si muove lungo la stessa pericolosa traiettoria. Chi oggi attacca Roberta Parigiani si ricordi che sta attaccando tutt3 noi. Come ribadito nelle piazze, dal 17 maggio ai Pride, non arretreremo di un passo sulla difesa dei diritti della comunità LGBTQIA+, dell’infanzia e dell’adolescenza. Riguardo alle loro illazioni e accuse consigliamo di guardarsi in casa perché i dati ci raccontano un’altra storia: la violenza contro i minori avviene perlopiù in contesti intrafamiliari e la mancanza di educazione al rispetto, al consenso, all’affettività e alla sessualità e contro gli stereotipi di genere nelle scuole, lascia spesso i minori soli e in balia di situazioni abusanti. Avete colpito Roberta Parigiani, sorella, compagna, attivista e avvocata, rispondiamo tutt3“.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Firmatari comunicato stampa

• Agapanto
• Agedo
• Ala Milano Onlus – Sportello Trans
• ALFI – Associazione Lesbica Femminista Italiana
• Arcigay
• Associazione Quore
• Associazione Consultorio Trans Genere
• CCO Mario Mieli
• Certi Diritti
• CEST
• EDGE
• Famiglie Arcobaleno
• GayCenter
• Gaynet
• Genitori e bimb*intersex mai più soli
• Gruppo Trans aps
• Libellula Italia APS
• Libera Rugby Club
• MIT
• NUDI
• Omphalos LGBTI
• One Billion Rising Italia
• Open Catania
• Polis Aperta
• Possibile LGBTI+
• Rete Genitori Rainbow
• Roman volley
• Sat Pink
• T Genus
• Ygrò

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.