Myss Keta è tornata con un nuovo album intitolato “.” (si legge proprio “punto”) perché “o ti piace o ti piace”, e in uno dei brani che lo compongono, Vogliono essere me, riflette su quanti abbiano seguito le sue orme. Più che di epigoni, però, la Myss parla di colleghi che hanno sposato determinate cause solo per essere alla moda.
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Myss Keta e la frecciatina ai colleghi
Intervistata da Rolling Stone in occasione della pubblicazione del suo nuovo progetto, Myss Keta a tal proposito fa sapere:
Più che epigoni di Myss Keta, vedo molta gente che si è approfittata di certi argomenti e si è inserita in determinati universi valoriali che sono diventati di moda. Se ne sono appropriati, ma non perché lotterebbero veramente. Mi riferisco ai diritti LGBTQ+ o all’emancipazione femminile. Spesso ho notato molti appropriarsi di questi valori come se fossero figurine da esibire per risultare più cool o all’altezza dei tempi. E questo mi provoca tristezza e orrore.
Una scelta di comodo, dunque, e non mossa da una sincera condivisione della causa come nel caso della Myss, icona gay che però anni fa ai nostri microfoni specificò come fosse riduttivo catalogare una persona come tale.
Le collaborazioni femminili
Nella sua discografia sono tante le collaborazioni con le donne. Nell’ultimo disco, ad esempio, interviene persino l’attrice Vera Gemma, e risponde così quando le si chiede se le donne siano ancora le loro prime stesse nemiche:
Credo che siano gli esseri umani a criticare troppo gli esseri umani. E spesso questo pensiero viene rivolto verso la sfera femminile. Ma credo valga per tutti. Non penso che le donne siano nemiche delle donne, penso che la cultura patriarcale sia il maggior nemico delle donne. Perché le divide e le isola. Non infonde sicurezza e fiducia in quello che possono esprimere. A che cosa servono, in fondo, tutte queste donne di successo in svariati campi? A dare degli esempi di libertà espressiva a tante altre ragazze, in modo che possano sentirsi meno sole e parte di una collettività. Noi ci siamo e continuiamo a lottare!
Il nuovo album di Myss Keta
Tra le ispirazioni per il nuovo disco, Myss Keta cita “i Crystal Castles, Gigi D’Agostino, Felix da Housecat e Miss Kittin. Mi ha aiutata tanto ascoltarli”. Menzione speciale proprio per iss Kittin: “La sua libertà in particolare, mi ha colpita. Sono artisti che mi hanno insegnato a non aver paura di raccontarmi in modo diverso disco dopo disco”.
Il tour europeo
Al suo fianco c’è sempre un pubblico adorante che riempie i club non solo in Italia. Myss Keta è infatti una delle poche italiane ad aver fatto sold out al Berghain di Berlino. Ma qual è il segreto dei suoi show? “Durante i miei live la gente si sente libera” spiega, “ma lì è stata pura estasi di livello superiore. È come un vero rito estatico” osserva a proposito del live berlinese.
Il nuovo tour partirà a marzo da Parigi per poi concludersi l’8 maggio all’Alcatraz di Milano. Si suderà tanto, come anticipa lei stessa:
Sarà una scaletta tachicardica, con una elettronica cattiva sul dancefloor. Balleremo forte. Infatti consiglio, prima di venire a un mio concerto, un allenamento bisettimanale.
Myss Keta, biografia
Il personaggio di Myss Keta nasce nell’estate 2013 da un’idea del collettivo “Motel Forlanini”. Cantautrice e rapper, la sua vera identità è sempre rimasta un mistero e continua ad esserlo dietro quella mascherina che le nasconde buona parte del viso. L’esordio avviene proprio nel 2013 con il singolo Milano, sushi & coca, e ben presto colleziona brani divenuti iconici come Le ragazze di Porta Venezia, Una donna che conta, Pazzeska.
Nel 2020 sale persino sul palco del Festival di Sanremo nella serata delle cover ospite di Elettra Lamborghini, con cui canta Non succederà più.
. (Punto) è il suo quarto disco di inediti e arriva dopo Una vita in Capslock, Paprika e Club Topperia.
