Napoli celebra Marcello Colasurdo, “sacerdote laico” del rito dedicato alla Madonna dei femminielli e della comunità LGBT

Un enorme murale a Pomigliano per onorare la sua memoria, voce storica della Festa della Candelora.

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Napoli celebra Marcello Colasurdo, "sacerdote laico" del rito dedicato alla Madonna dei femminielli e della comunità LGBT - murales Colasurdo - Gay.it
Murales Colasurdo, foto RadioPride
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A poco più di un anno dalla scomparsa di Marcello Colasurdo, deceduto nel luglio del 2023, Napoli ha voluto celebrare l’artista con un enorme murales dello street artist Luciano Ranieri. A Pomigliano, sulla facciata del palazzo in cui abitava l’attore e cantante, è stato così onorata la memoria del Re della Tammorra, leader storico del Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco ‘E Zezi e protagonista di collaborazioni musicali con 99Posse, Almamegretta, NCCP, Daniele Sepe, Modena City Ramblers, come riportato da RadioPride.

Attore per Federico Fellini e Mario Martone, Colasurdo era l’anima della Festa della Candelora del 2 febbraio, cioè della nota Juta dei Femminielli a Montevergine.

Cosa è la Candelora, protettrice dei Femminielli

Leggenda narra che fu la Madonna di Montevergine, nel lontano 1256, a salvare due giovani omosessuali che, in seguito allo scandalo provocato dalla loro relazione, vennero legati a un albero e abbandonati a morire di stenti sulla montagna, mangiati dai lupi. Il miracolo fu visto come un segno di tolleranza soprannaturale. Da allora i femminielli divennero devotissimi della Madonna nera di Montevergine. Ancor prima di Cristo, erano stati i Coribanti, preti eunuchi di Cibele, ad offrire il loro sesso in dono alla dea per rinascere con una nuova identità, come riportato dall’antropologo Marino Niola su Repubblica anni or sono.

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E ancora oggi, ogni anno, prende vita una processione fatta di travestimenti, canzoni, suoni,, nacchere. Una volta in chiesa proprio Marcello Colasurdo si faceva cantore. “Non c’è uomo che non sia femmina e non c’è femmina che non sia uomo“, ripeteva come un mantra.

Pier Paolo Pasolini, stregato dal fascino arcaico di queste nenie rituali, volle registrarle personalmente dalla viva voce delle devote per usarle come colonna sonora del suo Decameron, nel 1960. Anche Zavattini e De Sica parteciparono al pellegrinaggio dei femminielli, quando erano in cerca di ispirazioni per “L’oro di Napoli“.

Vladimir Luxuria sale spesso a Montevergine per onorare la Madonna nera. Perché “da secoli le persone diverse si sono riconosciute in questa Madonna diversa. Una madre che guarda solo nel nostro cuore e non si interessa all’involucro che lo contiene”.

Colasurdo, ora celebrato con questo murale a Pomigliano, è stato per anni il vero e proprio “sacerdote laico” del rito dedicato a Mamma Schiavona, cioé alla Madonna di Montevergine, Madonna dei femminielli e della comunità Lgbt.

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