Lo studio “2023 Resource Tracking Report: Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender and Queer Grantmaking by US Foundations“, pubblicato la scorsa settimana da Funders for LGBTQ Issues, ha dimostrato come e quanto le donazioni filantropiche alle comunità e alle cause LGBTQ+ da parte di fondazioni con sede negli Stati Uniti siano spaventosamente diminuite, raggiungendo i 209,4 milioni di dollari nel 2023, con un calo di quasi 49 milioni di dollari rispetto all’anno precedente. Al netto dell’inflazione, si tratta di un -22%.
Per ogni 100 dollari donati nel 2023, solo 20 centesimi sono stati specificamente destinati a sostenere le comunità e le problematiche LGBTQ+. Un drammatico dato che nel 2024, per non parlare del 2025 che ha visto Donald Trump tornare alla Casa Bianca con annesse minacce alle politiche DEI, potrebbe essere ulteriormente peggiorato.
Lo studio Funders for LGBTQ
Soffermandoci sui 50 Stati d’America, quello da cui sono piovute più donazioni è chiaramente la California, con 17,550,067 dollari, seguito da New York (8,159,490 dollari), dalla Georgia (5,769,761 dollari), dall’Illinois (4,835,476 dollari) e dalla Florida di Ron de Santis (3,989,521 dollari).
“Questa netta diminuzione dei finanziamenti è particolarmente preoccupante, dati gli inadeguati livelli di finanziamento assegnati nel 2022 per contrastare l’impatto dell’inflazione, nonché i persistenti attacchi legislativi e le politiche sociali regressive che hanno avuto un impatto sulle persone LGBTQ e sulle loro famiglie in tutto il paese, protrattisi per tutto il 2023“, hanno sottolineato gli autori del rapporto. “Questa diminuzione dei finanziamenti a sostegno delle comunità e delle cause LGBTQ ha avuto un impatto su quasi ogni sottosettore della filantropia LGBTQ nel 2023 e [probabilmente] ha ostacolato la capacità dei beneficiari di lavorare per le loro missioni e ha ostacolato i loro sforzi per promuovere la liberazione queer“.
Nel 2022, i primi 10 finanziatori avevano donato 149,2 milioni di dollari (120,7 milioni di dollari all’epoca) a cause LGBTQ+ nazionali, diventati solo 110,4 milioni di dollari nel 2023. La ricerca ha rivelato come le persone o le cause transgender, non conformi al genere e non binarie hanno ricevuto circa il 17% di tutti i finanziamenti, mentre agli uomini gay/queer è stato assegnato il 4% e alle donne lesbiche/queer e alle persone bisessuali meno dell’1%. Non è stato stanziato alcuno stanziamento specifico per le persone asessuali.
“La mancanza di finanziamenti sostanziali dedicati alle persone asessuali, bisessuali e alle donne queer contribuisce a cancellare i bisogni specifici di queste comunità, una tendenza che persiste nei recenti dati di monitoraggio delle risorse“, si legge nel rapporto. La maggior parte dei finanziamenti LGBTQ+ per le comunità di colore non è stata assegnata a un gruppo etnico specifico, ma alle comunità queer di colore in generale. “La diminuzione dei finanziamenti specifici per le comunità e le cause LGBTQ nere nel 2023 ha coinciso con la diminuzione dei finanziamenti per le comunità LGBTQ di colore in generale nello stesso anno – una tendenza preoccupante, dati gli omicidi di donne trans nere in tutto il paese e la persistente supremazia bianca radicata nella nostra società“, prosegue il rapporto.
Saida Agostini Bostic, presidente di Funders for LGBTQ Issues, ha fatto notare come il rapporto sia stato “pubblicato in un periodo di crescenti attacchi alla società civile e alle infrastrutture democratiche, con effetti devastanti sia negli Stati Uniti che in tutto il mondo”. “Sebbene non avremo dati sulle donazioni del 2025 prima di altri due anni, le tendenze identificate nel 2023 illustrano un netto calo di investimenti filantropici progressisti. Mentre ci addentriamo in un nuovo scenario politico, con una marcata ostilità verso la filantropia progressista, questo rapporto offre una via da seguire. Come sottolineato da Funders for LGBTQ Issues nel suo messaggio ai propri membri dopo le elezioni del novembre 2024, invitiamo le istituzioni a riconoscere il grande potere che detengono e a usarlo per finanziare i nostri movimenti, anziché tirarsi indietro”. “Le ultime tendenze sollevano le seguenti domande: se non ora, quando? Se non noi, chi?”.


