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New York, mostre e principali eventi culturali durante il World Pride 2019

Una Grande Mela rainbow, quella che accoglierà il World Pride del 30 giugno. Musei a tinte LGBT nella New York più arcobaleno di sempre.

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New York friendly: Restate sempre aggiornati visitando la sezione che l’ente turismo di New York dedica a questo straordinario anno. Qui una panoramica sulle iniziative più interessanti.

Lo Year of Pride: più di 100 eventi “friendly” a New York

Il 2019 sarà un anno monumentale per New York City, con importanti aperture e grandi eventi, tra cui l’inaugurazione di Hudson Yards a Marzo—, il più grande sviluppo immobiliare della storia degli Stati – e l’espansione del Museum of Modern Art’s (MoMA) che aprirà la sua terza galleria questo autunno. The Shed, un nuovo straordinario spazio culturale caratterizzato da un’innovativa struttura a conchiglia semimovibile, adiacente a Hudson Yards, aprirà in aprile, in seguito all’inaugurazione, prevista a marzo, di Vessel, nuovo landmark di arte pubblica progettato da Thomas Heatherwick. A Staten Island, Empire Outlets sarà il primo outlet in città e aprirà le sue porte agli amanti dello shopping ad aprile. Il nuovo Statue of Liberty Museum, adiacente alla Statua della Libertà su Liberty Island, farà il suo debutto a maggio.

Ma questo è anche, se non soprattutto, l’anno del WorldPride di fine giugno (in concomitanza con il 50° anniversario dei Moti di Stonewall) che si svolgerà per la prima volta negli Stati Uniti e per il quale si attendono oltre 3 milioni di visitatori. Per l’occasione, dopo avervi presentato decine di eventi e imperdibili posti per lo shopping, il cibo, percorsi, hotel e locali, ecco arrivare un più che doveroso approfondimento culturale.

Love & Resistance: agli albori del movimento LGBTQ+, prima e dopo Stonewall

Fino al 14 luglio, impossibile non fare un salto alla leggendaria New York Public Library, grazie all’evento Love & Resistance: Stonewall 50. Non solo una ‘mostra’ ma una vera e propria cronistoria legata al movimento LGBTQ, alla sua cultura, al suo attivismo, attraverso le fotografie di Kay Tobin Lahusen e Diana Davies, pionieristici fotogiornalisti che catturarono gli eventi chiave della comunità, cambiando la percezione stessa che si aveva nei confronti delle persone LGBT. Tutto questo da abbinare al mastodontico archivio della New York Public Library.



Stonewall 50 segue quattro temi principali:

Resistenza, con rare foto di uno dei primi picchetti LGBTQ negli Stati Uniti d’America, datate 1964; Poster e volantini della prima marcia dell’orgoglio LGBTQ; storiche foto degli attivisti Marsha P. Johnson e Sylvia Rivera.
Bar, esplosi dopo Stonewall ma già da prima luogo centrale della comunità LGBT Usa.
Riviste, perché dopo i Moti di Stonewall ci fu un’esplosione di pubblicazioni che riflettevano il nuovo spirito di librarizzazione e aiutarono a costruire una cultura condivisa. Tra queste, pubblicazioni per le comunità transgender e drag degli anni ’60 e ’70, tra cui Transvestia, Drag Queens e The Voice of the Transexual Action Organization; Riviste degli anni ’50 e ’60, tra cui Grecian Guild e Demi-Gods, oltre a Black & Blue, newsletter del club motociclistico gay di New York negli anni ’60; Riviste lesbiche pionieristiche degli anni ’70, tra cui Sinister Wisdom, la Lesbian Tide e la Gayzette delle donne del terzo mondo.
Amore, in un’epoca in cui il sesso tra persone dello stesso sesso era un crimine che poteva comportare l’incarcerazione nella maggior parte degli Stati Uniti, e le raffigurazioni di quei desideri potevano essere considerate oscene, vennero invece rappresentate relazioni LGBTQ davvero rivoluzionarie. Immagini di amanti lesbiche degli anni ’60; Foto intime di drag parties del filmmaker Avery Willard.

New York, mostre e principali eventi culturali durante il World Pride 2019 - NYC LGBT Historic Sites Project - Gay.it

LGBT Historic Sites Project: i luoghi che hanno fatto la storia LGBTQ+ a New York

Altro imperdibile appuntamento, quello con il NYC LGBT Historic Sites Project, ovvero un tour tra i siti storici e culturali associati alla comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender all’interno dei cinque distretti. I siti illustrano la ricchezza della storia LGBT della città e l’influenza della comunità sull’America di oggi. 45 minuti tra Christopher Park e Stonewall, passando tra i tanti per Christopher Street, il Ridiculous Theatrical Co., il Juliu’s Bar, l’Oscar Wilde Memorial Bookshop e il Greenwich Avenue.

New York, mostre e principali eventi culturali durante il World Pride 2019 - NYC LGBT Historic Sites Project 1 - Gay.it

Il Museum of Gay and Lesbian Art a New York

Il Leslie-Lohman Museum of Gay and Lesbian Art riaprirà invece i battenti con la mostra ART AFTER STONEWALL 1969-1989, in cartellone fino al 21 luglio, prima mostra evento per approfondire l’arte del movimento per i diritti civili LGBTQ. 1969-1989 è un’innovativa indagine che presenta oltre 200 opere d’arte e materiali visivi che esplorano l’impatto del movimento di liberazione lesbica, gay, bisessuale, transgender e queer (LGBTQ) sulla cultura visiva. Presentata in due parti: al Leslie-Lohman Museum of Gay and Lesbian Art e alla Gray Art Gallery della New York University, la mostra presenta opere di artisti apertamente LGBTQ come Vaginal Davis, Louise Fishman, Nan Goldin, Lyle Ashton-Harris, Barbara Hammer, Holly Hughes, Greer Lankton, Robert Mapplethorpe, Catherine Opie, Joan Snyder e Andy Warhol. In mostra al Leslie-Lohman Museum dal 24 aprile al 21 luglio 2019 e alla NYU Gray Art Gallery dal 24 aprile al 20 luglio 2019, la mostra è organizzata dal Columbus Museum of Art.

Mapplethorpe al Guggenheim Museum di New York

Implicit Tensions: Mapplethorpe Now è invece in cartellone fino al 10 luglio, e a seguire dal 24 luglio al 5 gennaio, al Solomon R. Guggenheim Museum. Una mostra interamente dedicata al genio di Mapplethorpe, morto esattamente 30 anni fa e nel frattempo diventato icona culturale. Tra gli artisti americani più acclamati e controversi della fine del ventesimo secolo, Mapplethorpe è ampiamente noto per le sue audaci immagini che deliberatamente trasgrediscono i costumi sociali, e per i dibattiti sulla censura che hanno caratterizzato il suo lavoro negli Stati Uniti tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Nel 1993, il Guggenheim ricevette un generoso dono di circa duecento fotografie e oggetti unici della Fondazione Robert Mapplethorpe. Oggi, il Guggenheim celebra l’artista con un programma di mostre concepito in due parti sequenziali. La prima parte di Implicit Tensions (25 gennaio – 10 luglio 2019) presenta le prime Polaroid, i collage e le costruzioni a tecnica mista; fotografie iconiche e classiche di nudi maschili e femminili; nature morte floreali; ritratti di artisti, celebrità e conoscenti; rappresentazioni esplicite della scena S & M underground di New York; autoritratti seri e sinceri.

La seconda parte di Implicit Tensions (24 luglio 2019 – 5 gennaio 2020) affronterà la complessa eredità di Mapplethorpe nel campo dell’arte contemporanea. Una selezione mirata delle sue fotografie sarà esposta accanto a opere di artisti della collezione Guggenheim, tra cui Rotimi Fani-Kayode, Lyle Ashton Harris, Glenn Ligon, Zanele Muholi, Catherine Opie e Paul Mpagi Sepuya.

In collaborazione con: New York GO.

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