Salutato Elite e il bisessuale Ivan Carvalho, da lui interpretato per 32 episodi, André Lamoglia è finalmente pronto a tornare. 27enne attore brasiliano, Lamoglia sarà il protagonista di Os Donos do Jogo, nuova serie brasiliana Netflix, ovvero “I Padroni del Gioco”.
Os Donos do Jogo, di che parla?

“Da Las Encinas a Rio de Janeiro!”, si legge nella didascalia Instagram di Netflix Brasil nel lancio di questo nuovo progetto, che vedrà André nei panni di Prophet, giovane boss malavitoso precipitato negli inferi di Rio del gioco d’azzardo illegale.
La serie approfondirà la storia passata di Prophet tra corruzione, potere e lealtà, ovvero tutto ciò che ha attratto Lamoglia ad accettare un ruolo malvagio e più adulto.
“Ero affascinato dalla storia e molto motivato dall’opportunità di interpretarlo”. “Non vedevo l’ora di girare”.
Os Donos do Jogo, il cast

Oltre a Lamoglia, Os Donos do Jogo presenta un cast di attori brasiliani particolarmente famosi in patria, ovvero Chico Díaz, Giulia Buscacio, Juliana Paes, Mel Maia, Xamã, Otávio Muller e Bruno Mazzeo. Netflix deve ancora annunciare una data di messa in onda, perché le riprese sono ancora in corso. Nel frattempo ha diffuso le prime foto ufficiali di André Lamoglia, apparso aitante e sorridente sul set.
André Lamoglia e la rappresentazione queer

L’ex volto di Elite è apparso in campagne pubblicitarie per Tanqueray, Bulgari, Prada e Dior Beauty, prendendo inoltre parte a 3 episodi di Blood & Water. Ma Os Donos do Jogo è la sua grande occasione, perché protagonista assoluto. Molto legato alla propria privacy si sa poco o niente della vita privata di André, nel 2023 dichiaratamente vicino alla comunità LGBTQIA+ nel lancio della settima stagione di Elite, impreziosita proprio dal suo Ivan.
“Sono felicissimo di poter far parte della rappresentazione LGBTQ nelle mondo delle serie e di interpretare un ragazzo bisessuale”, disse all’epoca Lamoglia. “È molto importante che, sempre più, le opere audiovisive abbiano temi che bbiano a che fare con l’inclusività. La rappresentazione rispetto alle tematiche LGBTQIA è cresciuta e dovrebbe crescere ancora di più, le persone hanno il diritto di sentirsi viste e rappresentate, ad avere legittimazione, in ogni modo possibile. Perché si tratta di mostrare sui media quella che è la realtà, la natura e la vita. Dopotutto, non c’è niente di sbagliato nel tuo orientamento, qualunque esso sia. Lotte come quelle che coinvolgono le cause LGBTQIA+, il razzismo e il femminismo non dovrebbero appartenere solo ai gruppi a cui appartengono, ma a tutti. Dovrebbe essere un principio fondamentale vedere l’uguaglianza tra le persone, con gli stessi diritti, indipendentemente dal colore della pelle, dal genere, dall’orientamento, dalla religione. Onestamente, non riesco a capire come qualcuno possa trovare accettabile agire diversamente, la mancanza di rispetto non è una questione di opinione”.








