Il 26 febbraio del 2017, ovvero un mese dopo il primo insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, gli Oscar diedero un segnale forte, inatteso, al cospetto della nuova presidenza.
Il trionfo di Moonlight e tanto altro nel 2017
Moonlight vinse a sorpresa la statuetta come miglior film battendo La La Land, diventando così la prima pellicola con un protagonista gay a riuscire nell’impresa. 12 mesi dopo le polemiche per degli Oscar troppo bianchi, a vincere le statuette come migliori attori non protagonisti quel 26 febbraio 2017 furono Mahershala Ali e Viola Davis, con O.J.: Made in America miglior documentario.
Durante la premiazione Jimmy Kimmel prese in giro il neo-presidente, rimarcando come la serata degli Oscar sarebbe stata trasmessa “in 225 Paesi che ora ci odiano”. A causa sua.
Durante la presentazione dell’Oscar per il Miglior film animato Gael Garcia Bernal criticò in modo esplicito l’intenzione di costruire un muro al confine tra Usa e Messico, mentre il regista di Moonlight Barry Jenkins sottolineò come chi si sentisse ostracizzato in quel preciso momento storico avesse il supporto del mondo del cinema.
Asghard Farhadi, regista iraniano che vinse il suo 2° Oscar per Il Ciente, non andò a ritirarlo ma fece leggere questo potentissimo messaggio: “la mia assenza è una forma di rispetto verso i miei concittadini e i cittadini di altre sei nazioni colpite da una legge disumana che ha impedito l’ingresso negli Stati Uniti agli stranieri. Dividere il mondo fra noi e i “nemici” crea soltanto paure e una giustificazione ingannevole alle aggressioni e alla guerra. Il cinema ha però la possibilità di catturare le qualità umane e rompere gli stereotipi, creando quell’empatia tra noi e gli altri che oggi ci serve più che mai“.
A Donald Trump, in conclusione, fischiarono le orecchie per l’intera serata.
Oscar 2025, sarà bis?

Passati otto anni, e con il tycoon di nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, cosa accadrà domenica notte al Dolby Theatre di Los Angeles?
Il ciclone che ha travolto Karla Sofia Gascon, letteralmente ‘cancellata’ da Hollywood per dei vecchi tweet razzisti e antisemiti venuti alla luce dopo anni, ha inevitabilmente colpito anche Emilia Perez, film che è riuscito a strappare 13 nomination agli Oscar. Ad una sola candidatura dal record storico. Fino ad un mese e mezzo fa super favorito, per un trionfo che sarebbe stato epocale grazie alla sua protagonista trans, Emilia Perez rischia di uscire con le ossa rotte dalla notte delle notti, con Netflix che ha speso milioni e milioni di dollari di promozione. Come avranno reagito i votanti Academy allo ‘scandalo’ Karla Sofia Gascon? Quante statuette si porteranno a casa Emilia Perez, Jacques Audiard e la Francia, che da oltre 30 anni non riesce nell’impresa?
Tra i titoli candidati, e tra i maggiori incassi dell’anno, c’è anche Wicked, musical di Jon M. Chu che è da sempre considerato straordinariamente queer, tanto dall’aver scatenato gli ultra-conservatori d’America che hanno gridato al boicottaggio perché colpevole di “propaganda LGBT”.
Immaginare Wicked vincere l’Oscar come miglior film è arduo, se non impossibile, anche perché a fine 2025 uscirà la 2a e ultima parte, con l’Academy che potrebbe incoronarlo tra 12 mesi a conclusione del dittico. I ragazzi della Nickel, splendido adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Colson Whitehead, premio Pulitzer nel 2022, denuncia il razzismo sistemico dell’America dei primi anni ’60, ma l’opera di RaMell Ross ha già vinto nell’essere riuscito a strappare un posto in Top10, puntando eventualmente all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.
Poi c’è The Brutalist di Brady Corbet, Leone d’Oro mancato a Venezia che racconta l’epopea di un ebreo ungherese scampato a Buchenwald ed emigrato negli Stati Uniti. Film magnifico trainato da un sontuoso Adrien Brody, The Brutalist è stato pesantemente frenato dalle rivelazioni del suo montatore, che ha confessato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa Respeecher per correggere l’accento di Brody e Felicity Jones nei dialoghi in ungherese e per creare dei finti rendering «anni ’80» visibili durante la scena finale. Tanto è bastato per gridare allo scandalo, visto il timore con cui viene vista e commentata l’AI in prospettiva cinematografica in quel di Hollywood.
E se la vittoria di Conclave che ipotizza un futuro Papa intersex sarebbe un sonoro schiaffone a quel Trump che ha appena deciso che possono esistere solo “uomo e donna” nei suoi Stati Uniti, trionfi eventuali come quello di A Complete Unknown, biopic su Bob Dylan, e Anora di Sean Baker, Palma d’Oro a Cannes che prende in esame sfruttamento sessuale e divario di ricchezza con un co-protagonista russo candidato (Jurij Borisov), andrebbero ad evitare qualsiasi tipo di polemica, seppur così diversi nel genere, nello stile e nella reciproca narrazione. Poi ci sono The Substance, che satireggia l’ossessione dei reality TV per l’eterna giovinezza, e il brasiliano Io sono ancora qui, che ricorda a noi tutti cosa significhi vivere sotto una dittatura militare.
Sul fronte recitativo Colman Domingo, alla sua 2a nomination consecutiva come miglior attore protagonista, evento mai accaduto prima per un attore dichiaratamente gay, non ha alcuna speranza di farcela dinanzi a Brody e Timothée Chalamet, così come tra le donne Karla Sofia Gascon e Cynthia Erivo dovranno quasi certamente lasciare strada alla superba Demi Moore di The Substance. Tra le non protagoniste potrebbe emergere una sorpresa tutta italiana, con la nostra Isabella Rossellini in grado di superare in volata la lanciatissima Zoe Saldana, senza dimenticare Io sono ancora qui di Walter Salles in clamorosa rimonta ai danni di Emilia Perez tra i migliori film internazionali. Il Brasile batterà la Francia?
E poi c’è The Apprentice, biopic di Ali Abbasi su un giovane Trump dichiaratamente detestato dal presidente e candidato a due premi Oscar, ovvero miglior attore protagonista (Sebastian Stan) e non protagonista (Jeremy Strong), ma le probabilità di vincerne anche solo uno sono infinitesimali.
Dalle pagine del The New Yorker, subito dopo l’annuncio delle nomination il critico Richard Brody scrisse che “i membri dell’Academy hanno, di fatto, risposto ai disastri naturali e politici di questi tempi in nome della solidarietà”. “Un notevole consenso si è cristallizzato tra un piccolo numero di film che, in un modo o nell’altro, sia con audace abilità artistica o metodi convenzionali, storie realistiche o fantasie, incarnano, mostrano o almeno sembrano celebrare i valori liberali del pluralismo, dell’uguaglianza e della resistenza all’arroganza del potere, sia esso politico o economico. Questa volta, gli Oscar si stanno schierando“.
O almeno così pareva, perché poi è successo di tutto, con una delle più aggressive e violente campagne Academy mai viste prima. Film e artisti sono stati pesantemente attaccati, affosati, con i social diventati campi di battaglia quotidiana, come se il tossico clima politico che soffoca l’America si fosse spostato su Hollywood, finendo per avvelenarne il clima.
Domenica notte sarà Conan O’Brien a dover presentare la notte delle notti, con Donald Trump ed Elon Musk grandi assenti ma immancabilmente presenti, tra battute eventuali, sfottò e discorsi di ringraziamento che possano ricordare al mondo intero che l’arte cinematografica non conosea limiti nè confini, divisioni nè discriminazioni.
L’Academy ha ancora una volta la possibilità di rispondere all’arroganza e alle divisive nonché pericolose politiche del tycoon, in diretta mondiale. Come e se lo farà lo scopriremo domenica notte.
Oscar 2025, tutte le nomination

MIGLIOR FILM
Anora
The Brutalist
A Complete Unknown
Conclave
Dune: Parte Due
Emilia Pérez
Io sono ancora qui
Nickel Boys
The Substance
Wicked
MIGLIOR REGISTA
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Brady Corbet – The Brutalist
Coralie Fargeat – The Substance
James Mangold – A Complete Unknown
MIGLIOR ATTORE
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice – Alle origini di Trump
MIGLIOR ATTRICE
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance
Fernanda Torres – Io sono ancora qui
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Yura Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice – Alle origini di Trump
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldaña – Emilia Pérez
MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Emilia Pérez (Francia)
The Girl with the Needle (Danimarca)
Flow (Lettonia)
Io sono ancora qui (Brasile)
Il seme del fico sacro (Germania)
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Flow
Inside Out 2
Memoir of a Snail
Il robot selvaggio
Wallace & Gromit: Le piume della vendetta
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
A Complete Unknown
Conclave
Emilia Pérez
Nickel Boys
Sing Sing
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Anora
The Substance
A Real Pain
The Brutalist
September 5
MIGLIOR DOCUMENTARIO
Black Box Diaries
No Other Land
Porcelain War
Soundtrack to a Coup d’Etat
Sugarcane
MIGLIOR COLONNA SONORA
The Brutalist
Conclave
Emilia Pérez
Il robot selvaggio
Wicked
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“El Mal” – Emilia Pérez
“The Journey” – The Six Triple Eight
“Like a Bird” – Sing Sing
“Mi Camino” – Emilia Pérez
“Never Too Late” – Elton John: Never Too Late
MIGLIOR FOTOGRAFIA
The Brutalist
Dune: Parte Due
Emilia Pérez
Maria
Nosferatu
MIGLIOR MONTAGGIO
Anora
The Brutalist
Conclave
Emilia Pérez
Wicked
MIGLIOR SCENOGRAFIA
The Brutalist
Conclave
Dune: Parte Due
Nosferatu
Wicked
MIGLIORI COSTUMI
A Complete Unknown
Conclave
Il gladiatore II
Nosferatu
Wicked
MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
A Different Man
Emilia Pérez
Nosferatu
The Substance
Wicked
MIGLIOR SUONO
A Complete Unknown
Dune: Parte Due
Emilia Pérez
Il robot selvaggio
Wicked
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Alien: Romulus
Better Man
Dune: Parte Due
Il regno del pianeta delle scimmie
Wicked
MIGLIOR CORTO
A Lien
Anuja
I’m Not a Robot
The Last Ranger
The Man Who Could Not Remain Silent
MIGLIOR CORTO ANIMATO
Beautiful Men
In the Shadow of the Cypress
Magic Candies
Wander to Wonder
Yuck!
MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
Death by Numbers
I Am Ready, Warden
Incident
Instruments of a Beating Heart
The Only Girl in the Orchestra





