Oscar 2025, i vincitori. Trionfa Anora, solo due premi per Emilia Perez. Niente da fare per Karla Sofía Gascón

Nessun accenno a Donald Trump e poche, pochissime incursioni 'esterne'. Hollywood vive in una bolla mentre il mondo brucia.

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Lo scorso maggio aveva vinto Cannes battendo film come Emilia Perez, Grand Tour, Parthenope, The Substance e Il seme del fico sacro, facendo storcere la bocca ad alcuni, ma 9 mesi dopo Anora di Sean Baker ha sbancato gli Oscar. Candidato a sei statuette il film Universal ne ha vinte ben 5. Miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio. Quattro Oscar personali tutti andati al 54enne Baker, che ha così eguagliato un record che si pensava insuperabile di Walt Disney, che nel 1954 vinse quattro statuette in una serata per il Miglior documentario, il Miglior cortometraggio documentario, il Miglior cortometraggio d’animazione e il Miglior cortometraggio a due bobine. Ma Sean Baker ne ha vinti 4 con un’unica pellicola, costata appena 6 milioni di dollari. Un trionfo indie ad Hollywood e un clamoroso record per il regista americano.

Mikey Madison batte Demi Moore

Oscar 2025, i vincitori. Trionfa Anora, solo due premi per Emilia Perez. Niente da fare per Karla Sofía Gascón - Conan O Brian - Gay.it

Sorprendente anche la statuetta andata alla 25enne Mikey Madison, che ha superato in volata la strafavorita della vigilia Demi Moore, alla prova di una vita con The Substance. Nel film di Baker l’attrice interpreta Anora, una giovane sex worker di Brooklyn che ha la possibilità di vivere una storia da Cenerentola quando incontra e sposa impulsivamente il figlio di un oligarca. La notizia arriva in Russia e la sua favola viene minacciata quando i genitori di lui partono per New York per far annullare il matrimonio.

Conan O’Brien sfotte tutti tranne Donald Trump

Oscar 2025, i vincitori. Trionfa Anora, solo due premi per Emilia Perez. Niente da fare per Karla Sofía Gascón - Ariana Grande e Cynthia Erivo - Gay.it

Una notte Oscar partita magnificamente sulle note di Over the Rainbow intonata da Ariana Grande, direttamente da Il Mago di Oz con tanto di scarpette rosse e omaggio a quella Los Angeles devastata dagli incendi, seguita dalla collega di set in Wicked Cynthia Erivo. Le due hanno intonato Defying Gravity spettinando i presenti e milioni di spettatori, con standing ovation e social letteralmente impazziti, per poi lasciare spazio al conduttore Conan O’Brien che nel citare The Substance è uscito dal corpo di Demi Moore.

Uno sketch iniziale insolitamente lungo, da parte di O’Brien, che ha sfottuto i film e gli attori candidati, Karla Sofia Gascon in testa (“In ‘Anora’ sentiamo la parola con la F 479 volte. Sono tre in più del record stabilito dall’addetto stampa di Karla Sofía Gascón… Hai twittato COSA?! Karla, se hai intenzione di twittare sulla serata ricorda, mi chiamo Jimmy Kimmel“), fatto a pezzi Netflix e Amazon ed evitato qualsiasi tipo di battuta nei confronti di Donald Trump, prima di concedersi un numero musicale in stile Broadway.

Le briciole per Emilia Perez

Oscar 2025, i vincitori. Trionfa Anora, solo due premi per Emilia Perez. Niente da fare per Karla Sofía Gascón - Karla Sofia Gascon - Gay.it

Sorprese immediate con l’Oscar animato al lettone Flow, meraviglia senza dialoghi riuscita a battere colossi come Dreamworks e Pixar, e l’Oscar agli iraniani Hossein Molayemi e Shirin Sohani per il corto animato In the Shadow of the Cypress. Due registi che fino a pochi giorni fa non avevano neanche il visto per arrivare negli USA. Paul Tazewell, creatore dei fantastici abiti di Wicked, è diventato il primo costumista nero a vincere l’Oscar dopo 97edizioni, con Sean Baker, regista di Anora, che ha ringraziato i sex worker e le sex worker che hanno condiviso le loro storie aiutandolo così a dar forma alla miglior sceneggiatura originale. Conclave ha invece vinto la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale. Altro numero musicale con un lungo omaggio dedicato a 007 con Lisa, Doja Cat e Raye che si sono concesse tre live di tre pezzi iconici dell’infinita saga, appena finita tra le braccia di Amazon, dopo 60 anni di produzione Broccoli.

Come da pronostico Zoe Saldana ha vinto l’Oscar come non protagonista per Emilia Perez, battendo la nostra Isabella Rossellini. L’attrice si è definita “orgogliosa figlia di immigrati, la prima americana di origini domenicane a vincere questo Oscar“. Nessun accenno alla comunità trans da parte di Saldana. Tra gli attori protagonisti Adrien Brody ha bissato l’Oscar vinto con Il Pianista grazie a The Brutalist, superando Timothée Chalamet sul filo di lana. “Prego per un mondo più inclusivo, lottiamo per ciò che è giusto, amiamoci, sorridiamo l’uno con gli altri“, ha detto l’attore statunitense al termine di un lunghissimo discorso. Altro ringraziamento particolarmente sentito da parte di Lee Sandales, scenografo di Wicked che ha voluto salutare l’amato marito dopo aver vinto la statuetta insieme a Nathan Crowley. Emilia Perez ha vinto il suo 2° Oscar di serata grazie alla miglior canzone originale, El Mal, con Jacques Audiard tra i premiati per aver co-scritto il testo. Anche in questo caso i co-autori Clement Ducol e Camille non hanno fatto accenno alla comunità trans, con Karla Sofia Gascon appena nominata. Ma la campagna denigratoria nei confronti dell’attrice spagnolo ha travolto la pellicola, fino a 3 settimane fa tra le favorite della vigilia ma nella notte sconfitta persino nella categoria miglior film internazionale dal brasiliano Io sono ancora qui di Walter Selles, con la Francia a secco di Oscar dal lontanissimo 1992. Una maledizione. Altro schiaffo ai francesi la clamorosa assenza di Alain Delon dalla clip In Memoriam, dedicata agli attori, attrici, registi e tecnici del Cinema scomparsi nell’ultimo anno.

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No Other Land unico Oscar politico

Oscar 2025, i vincitori. Trionfa Anora, solo due premi per Emilia Perez. Niente da fare per Karla Sofía Gascón - Isabella Rossellini - Gay.it

Strameritata statuetta per No Other Land, miglior documentario israelo-palestinese che racconta, giorno dopo giorno e violenza dopo violenza, la distruzione della piccola comunità rurale di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano. Il regista Basel Adra ha chiesto di fermare la “pulizia etnica dei palestinesi” da parte dell’esercito israeliano, portando finalmente il mondo reale all’interno di una serata ovattata. Il primo e unico “Oscar politico” di questa edizione che ha evitato polemiche di qualsiasi tipo, appelli o quant’altro.

Il fatto che il nome di Donald Trump non sia mai stato nominato la dice lunga sul taglio democristiano abbracciato dall’Academy e da quella Hollywood che fino a pochi mesi fa si esponeva in massa a favore di Kamala Harris. Basti pensare che l’unico accenno all’Ucraina in tutta la serata è arrivato dalla presentatrice Daryl Hannah, che è salita sul palco al grido “Ucraina Libera”, a pochi giorni dall’agguato tenuto a Volodymyr Zelens’kyj da parte del presidente USA e del suo vice. Una Hollywood apparentemente anestitizzata, se non più semplicemente impaurita, dal clima oppressivo che in poco più di un mese Donald Trump è riuscito a instaurare in quella che un tempo chiamavamo “la più grande democrazia al mondo”.

 

Oscar 2025, i vincitori

MIGLIOR FILM

Anora
The Brutalist
A Complete Unknown
Conclave
Dune: Parte Due
Emilia Pérez
Io sono ancora qui
Nickel Boys
The Substance
Wicked

MIGLIOR REGISTA
Sean Baker – Anora

MIGLIOR ATTORE
Adrien Brody – The Brutalist

MIGLIOR ATTRICE
Mikey Madison – Anora

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Kieran Culkin – A Real Pain

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Zoe Saldaña – Emilia Pérez

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Io sono ancora qui (Brasile)

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Flow

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Conclave

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Anora

MIGLIOR DOCUMENTARIO
No Other Land

MIGLIOR COLONNA SONORA
The Brutalist

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“El Mal” – Emilia Pérez

MIGLIOR FOTOGRAFIA
The Brutalist

MIGLIOR MONTAGGIO
Anora

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Wicked

MIGLIORI COSTUMI
Wicked

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
The Substance

MIGLIOR SUONO
Dune: Parte Due

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Dune: Parte Due

MIGLIOR CORTO
I’m Not a Robot

MIGLIOR CORTO ANIMATO
In the Shadow of the Cypress

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
The Only Girl in the Orchestra

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