
Un nuovo singolo che ha conquistato la top10 di Itunes nella settimana d’uscita, un videoclip controverso e che attacca il clero e un tour partito da Milano lo scorso giugno che lo sta portando nelle maggiori discoteche ed eventi estivi d’Italia. Ad un anno di distanza dall’ultima intervista con Gay.It, Osvaldo Supino ne ha fatta di strada. In occasione della tappa del suo Get Sexy Summer Tour al Mamamia di Torre del Lago, domenica 8 agosto, Gay.it l’ha incontrato.
Osvaldo, Vanity Fair ti ha definito l’unica web star italiana. Cosa vuol dire per te questo titolo?
Mi sento onorato e in debito verso tutte le persone che hanno cliccato i miei video e continuano a farlo. Questo è uno dei motivi per cui cerco di migliorarmi ogni giorno come cantante e ballerino. La trovo una forma di rispetto per tutti quelli che mi danno tanto affetto e supporto.
Il tuo ultimo videoclip Get Sexy ha creato molto scalpore in quanto in una delle scene seduci e avveleni un giovane prete. Da cosa è nata la scelta di un tema del genere?
Il mio intento non era di creare polemiche ma voleva essere solo lo spunto per una discussione riguardo una situazione che oramai coinvolge tutti. Sono assolutamente credente e proprio per questo trovo irrispettose e illogiche alcune delle dichiarazioni rilasciate dal cardinal Bertone in materia di pedofilia e omosessualità. È ora di aprire gli occhi.

Sapevi che Get Sexy è stata al quarto posto nella classifica di maggio di Gay.it? Com’è avvenuta la lavorazione del pezzo?
Ho collaborato con Mike&Scott i quali avevano già prodotto Work that body. Appena ho sentito il demo ho capito che dovevo farla ma il testo non mi sembrava particolarmente convincente, perciò ho provato a riscriverlo a modo mio. Il tutto è stato lavorato tra Milano e Los Angeles, ad orari allucinanti e con la collaborazione anche di Latisha Van Simon che aveva prodotto Fell for the enemy. È un pezzo in cui credo molto e sono davvero contento sia piaciuto. È bellissimo ballarla in tour.
La tua immagine è sicuramente diversa da ciò che le case discografiche propongono ultimamente. Da cosa hai tratto ispirazione?
In linea generale è tutta opera di Roberto Chierici, il regista dei miei video, e di mio fratello che si prende cura dei miei outfit. Per quanto riguarda l’aspetto visivo mi piace molto il punto di vista di David La Chapelle. Sogno di lavorare con lui.

Talent show. Si o no?
Si, ma bisogna stare attenti a non escludere tutte le altre forme di debutto. Ultimamente sembra che la discografia si appoggi esclusivamente a questo tipo di programmi, e lo trovo assolutamente sbagliato. E’ anche vero che viviamo in un periodo in cui fare musica diventa sempre più difficile, ma sono dell’idea che se si vuole e si crede in qualcosa bisogna lavorarci duramente e rischiare.
Il fan club di Marco Carta, qualche mese fa, ha lanciato una vera e propria campagna contro di te dietro una tua dichiarazione in cui dicevi che non vuoi essere paragonato a lui. Come ti spieghi tutto questo?In un’intervista mi avevano chiesto se lo vedevo un rivale o un modello da seguire ed io ho risposto semplicemente che facciamo due tipi di musica diversi e non ci può essere alcun tipo di confronto. Ovviamente la giornalista ha rigirato la risposta per fare caos e il giorno dopo dell’uscita del servizio si è alzato il polverone. Ma io in fondo nutro grande rispetto per lui.
In passato hai detto che ti sarebbe piaciuto collaborare con Paola e Chiara, e proprio loro di recente hanno dichiarato che trovano ottime le tue idee. Siamo vicini al duetto?
Me lo auguro! Le ho sempre stimate per la loro creatività e per me sarebbe davvero una bella cosa. Io ce la sto mettendo tutta.

Domenica sera, torni esattamente un anno dopo a Torre Del lago. Cosa deve aspettarsi il pubblico che verrà a vederti?
Sono davvero contento di tornare in Versilia. La gente è splendida e per la prima volta sarò al Mamamia. Non vedo l’ora di esibirmi. Per il resto… surprise!
Alcuni blog ti hanno definito nuova icona gay. Pensi di esserlo?
Non credo di esserlo, ho appena iniziato! Ma ne sarei davvero onorato
