E pensare che una volta in chiesa sul sesso al massimo ti dicevano“Se ti masturbi diventi cieco”. Oggi invece ospitano monologhi sulla penetrazione anale della De Mari.

A Silvana De Mari possiamo finalmente riconoscere un merito: aver dissacrato la pruriginosa morale sessuale della chiesa cattolica. Il problema è che l’ha fatto in peggio.

Se fino agli scorsi decenni per la chiesa il sesso era un argomento tabù, sottomesso a una morale ipocrita certo, ma pur sempre coperto da un velo di pudore, ora grazie alle conferenze dell’endoscopista e scrittrice per bambini, nelle chiese rimbombano discorsi su rapporti anali, peni eretti e sex toys.

È quanto accaduto a Bagheria, nel palermitano, dove dall’altare della Chiesa del Santo Sepolcro la De Mari, accompagnata dal leader dei Provita Gianfranco Amato, si è lanciata in una nuova predica sul suo tema preferito, senza lesinare particolari: “Sui giornali femminili parlano della tendenza del sesso anale. Una valangata di malattie, un male porco – ha iniziato la dottoressa – Il pene eretto che entra nell’ano è una catastrofe. L’ano è fatto per farci passare le feci che hanno una circonferenza massima di cinque centimetri, il pene ha una circonferenza di dodici centimetri”.

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De Mari
Silvana De Mari brandisce un’accetta a un incontro degli integralisti cattolici del circolo Christus Rex.

Per poi, ricordandosi di essere in chiesa, concludere il discorso con un cattolicissimo “Il rapporto anale non è sesso. Il sesso è quando facciamo l’amore e poi nasce un bambino”.

La De Mari, che è attualmente sotto indagine della Procura di Torino per istigazione all’odio razziale, ha aggiornato il suo sermone con un nuovo argomento, i sex toys.

“Capisco la parola toys, giocattolo, perché è una cosa infantile. Quello che mi lascia perplessa è la parola sex, sesso – ha spiegato la De Mari – Avere un corpo estraneo nella parte finale della vagina o nella parte finale del tubo digerente, secondo voi è sesso? Ci stanno imponendo questo drammatico lavaggio di testa”.

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