Fino a pochi mesi fa in guerra contro la propria etichetta discografica, Kim Petras è riuscita a pubblicare il suo nuovo atteso disco, completamente autoprodotto. La 33enne cantante tedesca, entrata nella Storia della musica grazie a Unholy, singolo realizzato insieme a Sam Smith che l’ha portata ai vertici della chart Billboard Hot 100 e le ha fatto vincere un Grammy Award nella categoria miglior performance pop in duo o gruppo, diventando così la prima donna trans nella storia a riuscire nell’impresa, ha infatti pubblicato Detour, suo terzo album in studio.
Trainato dai singoli “Polo”, “Freak It”, “I Like Ur Look”, “Need for Speed” e “Jeep”, Detour è la prima pubblicazione indipendente di Petras dal 2020, dopo la sua rumorosa uscita dalla Republic Records avvenuta pochi mesi fa.
Kim Petras e la rinascita discografica con Detour
Kim ha confessato di non avere un budget di marketing, di dipendere dagli sponsor e di aver “collaborato con altre persone”, pur di riuscire a completarlo. “Se lavori con le persone sbagliate, a cui non importa prima dell’artista e della sua arte, tutto si riduce a una questione di soldi“, ha dichiarato Petras a The Fader. “Diventi un prodotto e, in un certo senso, una barzelletta. È così che mi sono sentita. Era frustrante e deprimente avere un album che amavi e sentirti dire “Ci piace”, e poi non avere una data di uscita. È stato davvero frustrante. È fantastico avere libertà creativa su ciò che faccio e pubblicare un album che amo in ogni suo aspetto, che piace ai miei amici e che non è pensato per compiacere nessuno in particolare“.
Che si trattasse del tour per “Unholy” o di avere a che fare con le case discografiche, Petras ha rivelato che “tutto sembrava inutile“. Ha anche ricordato di essersi sentita disgustata quando un dirigente di un’etichetta le disse: “Sei la nostra prima artista transgender”.”È stata una cosa disgustosa. Non mi sono sentita bene, essere messa in mostra. Voglio essere un’artista. Significa semplicemente non fare cose che non mi appaghino, come ad esempio il concerto che ho appena fatto al Berghain, che è stato fantastico.”
Kim Petras e l’affermazione di genere in giovane età
Petras ha poi spiegato come nel brano “Brutalist” abbia per la prima volta affrontato il tema della sua identità transgender.”Racconta di quando, da bambina, io e mio padre andavamo in giro per la Germania in macchina per andare a fare la terapia ormonale”. “Ora che sono in America c’è tanta vergogna intorno al sesso, l’educazione sessuale è un tabù e il clima è davvero strano, soprattutto per quanto riguarda le persone trans. In questo clima politico siamo visti come nemici. Sono felice di poter difendere ragazzi e ragazze trans che possono intraprendere il percorso di transizione e poi diventare adulte. Ho fatto le scelte giuste di cui sono orgogliosa ancora oggi.”
Kim è cresciuta a Colonia ed è presto diventata famosa in Germania per aver intrapreso un percorso di affermazione di genere in giovane età. Petras, come precisato dai suoi stessi genitori, ha iniziato a soffrire di disforia di genere all’età di due anni. In un clima tossico in cui la disinformazione sulle identità transgender dilaga, la cantante ha voluto rispondere agli haters che continuano a dirle di aver intrapreso la transizione troppo presto.
“C’è gente che dice che mi sono rovinata il corpo e la vita. Non mi conoscono affatto. Non conoscono la mia storia, che sono andata da tanti psicologi e medici e che si trattava di un problema reale, per il quale è stata fatta una valutazione. Mi ha salvato la vita, e poi c’è gente che dice: ‘Ti ha salvato la vita, ma hai rovinato tutto’.”
Ma così non è stato. Anzi. Tra il 2006 e il 2007 i media tedeschi iniziarono ad interessarsi a Kim, che all’età di 16 anni chiese tramite la propria famiglia l’autorizzazione per un intervento chirurgico di riassegnazione del genere. In Germania una persona deve avere almeno 18 anni per essere autorizzata a sottoporsi a questo tipo di intervento. Petras ha così completato il proprio intervento di riassegnazione di genere nel 2008, appena diventata maggiorenne.
A inizio 2026 lo sfogo pubblico contro la Republic Records. “Il mio album è pronto da 6 mesi, ma la mia etichetta discografica si è rifiutata di darmi una data di uscita o di pagare i miei collaboratori per il lavoro che hanno svolto”. “Sono stanca di non avere alcun controllo sulla mia vita o sulla mia carriera. Voglio continuare ad autofinanziarmi e a curare personalmente la mia musica. Per questo ho chiesto formalmente di essere abbandonata da Republic Records. Ho vinto un Grammy due anni fa… la musica è TEA. Ancora nessun supporto. Se non è una tendenza di TikTok o una merda revival anni ’80 che sa di queerbaiting, queste etichette non hanno alcun interesse a supportarti“.
Dalle parole Kim è passata ai fatti, con l’abbandono alla Republic Records e la pubblicazione del 3° disco, finalmente uscito su tutte le piattaforme streaming.


