Paolo Tuci alla conquista della Norvegia

Al suo primo tour estero, il noto performer delle notti gay italiane ci racconta della collaborazione con le Queentastic, delle gay night norvegesi e delle undici date del suo show.

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Al suo primo e, come lui stesso dice, inaspettato tour fuori dall’Italia, il noto performer delle notti gay nostrane Paolo Tuci racconta la sua esperienza in una terra del tutto nuova: la Norvegia. Lo abbiamo intervistato alla vigilia della serata d’esordio, che, abbiamo saputo dopo, è andata benissimo, con tanto di mazzo di fiori in camerino a fine show…

Paolo, com’è nata l’idea di questo tour?
Tutto iniziò il 16 Agosto 2009, davanti ad una cena di pesce e del buon vino. Dopo  un’allegra serata aprendo Facebook Mobile, una nuova grande porta mi si spalancò improvvisamente davanti. Un soffio di vento così forte da spingermi verso l’incontro con le Great Garlic Girls, componenti del noto gruppo Queentastic, che con le hit Absolutely Faboulous e High Energy hanno riempito le nostre notti estive del 2007. Sono loro a propormi la possibilità di collaborare alle loro performance, di lavorare insieme ad un progetto unico e stimolante. Le classiche opportunità che ti chiedi da dove vengano, e soprattutto perché bussino proprio alla tua porta.

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In cosa consiste esattamente questo tour nei paesi nordici?
Si tratta di undici date che toccheranno i punti principali della Scandinavia. La mia prima sera ad Oslo è stata emozionante. Non mi sono mai sentito così coccolato, amato, da persone con le quali scambiavo solo rapide conversazioni di trattative e nulla più. Un welcome party, con tutta la produzione, e fuori il termometro che segna -9 gradi….Brrrr…che freddo! Una cultura dell’ospitalità davvero differente dall’Italia, ma soprattutto un calore del pubblico verso chi indossa due tacchi ed una parrucca che non mi sarei mai aspettato. Subito, dall’arrivo in aeroporto, mi sono reso conto di quanto fossero popolari questo gruppo di drag. Genitori che scattavano foto ai propri figli accanto alle "ragazze" in borghese. Scene davvero mai viste prima!

Come succederebbe a un normale gruppo pop dalle nostra parti, insomma.
Di più. Giunto in casa, sul canale nazionale,uno spot le aveva scelte come testimonial! Mai sentito cosi sicuro della mia sessualità fuori dalle quattro mura di casa, come se barriere e pregiudizi si fossero dissolte come neve al sole diventando acqua.

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Qual è il posto più bello che hai visto o quello che sicuramente ricorderai?
Fin dai primi giorni ho deciso di investire tutto (o quasi) il mio compenso per visitare i luoghi, le città, i fiordi di cui tanto parlano i libri di geografia. Il Museo della Navigazione offre una descrizione della Norvegia come nazione costiera e marittima, e un suggestivo documentario diretto da Ivo Caprino, proiettato su schermo gigante, ti tiene con il fiato sospeso. Nei giorni successivi, uno splendido battello parte dal porto di Oslo per condurmi verso uno dei fiordi più lunghi del mondo: Hardangerfjord (Norvegia, 179 km). Un panorama irresistibile, natura pura, da assaporare nei colori e negli odori nonostante temperature alle quali è proprio impossibile abituarsi: ho i brividi solo a parlarne!

E che ci dici della night life “sotto zero”?
La vita notturna nei locali di Oslo la considero davvero di low-profile. Trovi moltissimi bar, locali e pub dove l’atmosfera è allegra e accogliente. Sono particolarmente piccoli, club più che vere e proprie discoteche pronte ad ospitarci.Ci sono molte serate, DJ locali e stranieri sparsi illogicamente nei locali cittadini come schegge impazzite di divertimento puro. Oslo la conoscevo anche per la sua vivace scena jazz,ma in verità sono rimasto un po’ deluso dalla vita gay. La maggior parte dei bar sono aperti fino alle tre del mattino. Molti di solito sono aperti per la cena, fino alle 21-22, per poi  cambiare pelle, diventando night club o bar dalle mille luci, con musica da sparare in cielo ad alto volume.
Inizialmente mi è risultato  difficile distinguere tra ristoranti, club e bar. La cosa davvero singolare è che la sera vige un rigido limite di età :alcuni locali hanno un limite di 18, 20 o 25 anni.

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Si dice che i paesi del nord offrano molto, ma siano anche molto cari. Qual è la tua esperienza in merito?
L’alcol va per la maggiore, ed una bottiglia di sambuca arriva a 50 euro, le sigarette a 10 euro! Ovviamente quest’esperienza è nata puramente per un discorso
professionale, e il divertimento ha avuto una percentuale inferiore rispetto alla lavorazione degli show. Un ticket con cena parte da 110 euro: chi in Italia pagherebbe una cifra simile? Ragazzi, costa più di un concerto di Madonna!

Parliamo degli show. Come funziona la macchina organizzativa?
Nelle prime due settimane la produzione ha concentrato il lavoro su costumi e sala prove,tessuti provenienti dal Las Vegas Show, e coreografi che in maniera serrata hanno seguito il lavoro nei minimi dettagli. Ciascun artista ha il suo "costumes dresser", e i cambi avvengono in tempi strettissimi. Tornano nel mio orecchio, canzoni già note: Pokerface di Lady Gaga, qui va ancora per la maggiore, e scopro durante le prove dei nuovi laser caleidoscopici che generano un effetto spettacolare.

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Dai tuoi racconti esce un’immagine allettante, nonostante il freddo, della Norvegia. Cosa vuoi dire ai nostri lettori prima di prepararti per il tuo show?
Non appena avrete un week-end da dedicare a voi stessi, la Norvegia è uno di quei luoghi da visitare, senza dubbio.  Adesso devo lasciarvi, tra cinque ore inizia la vera avventura, e l’ adrenalina cresce!

E noi aggiungiamo che potete seguire il tour di Paolo Tuci con le Queentastic su internet tramite Paolo.

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