Archiviate le Olimpiadi, con un’Italia da record e un Team LGBTQIA+ mai tanto rappresentato e premiato, il 6 marzo prenderanno il via le Paralimpiadi di Milano Cortina, con Cerimonia di apertura all’Arena di Verona venerdì sera. Storicamente gli sport invernali hanno sempre visto meno atleti dichiaratamente LGBTQIA+ in gara, mentre ai Giochi estivi di Parigi 2024 gareggiarono ben 44 atleti paralimpici dichiaratamente LGBTQIA+, in aumento rispetto ai 36 di Tokyo 2021.
Da Rio 2016 a Milano Cortina 2026
Chi sicuramente sarà a Milano Cortina Jo Butterfield, stella del curling britannico nonché già medaglia d’oro paralimpica a Rio 2016. Se Jo dovesse trionfare nella prima gara di doppio misto di curling in carrozzina a Cortina, insieme al compagno di gioco Jason Kean, diventerebbe la prima atleta britannica di sempre a vincere una medaglie d’oro sia alle Paralimpiadi estive che a quelle invernali. Un evento più unico che raro. Butterfield è stata campionessa nella disciplina di lancio della clava F51 ai Giochi di Rio 2016. Nel 2022 Jo è passata al curling in carrozzina. Lo stesso anno ha sposato sua moglie, Rhiannon, che ha successivamente assunto un incarico presso lo Scottish Curling, organismo nazionale di governo di questo sport.
Chi è Jo Butterfield?

Butterfield è nata a Doncaster, nello Yorkshire, ma si è trasferita a Glasgow negli anni ’90 per studiare all’università. Da allora vive in Scozia. Nel 2011 è rimasta paralizzata dal torace in giù dopo un intervento chirurgico per rimuovere un tumore alla colonna vertebrale. La riabilitazione l’ha portata a giocare a rugby in carrozzina e a partecipare ad un provino per un programma sportivo del Regno Unito, in cui capì di avere un grande talento per il lancio. La sua ascesa è stata fulminea. Campionessa europea e mondiale di lancio della clava, nel giro di due anni e mezzo Butterfield è diventata un’atleta finanziata da ParalympicsGB, gareggiando a Rio 2016 con medaglia d’oro vinta e nuovo record mondiale. Nel 2017 le è stato conferito il titolo di MBE (Member of the Empire).

Alle Paralimpiadi estive di Tokyo Jo ha mancato di poco il podio, a causa anche dello stop degli allenamenti causa Covid-19 nei 18 mesi precedenti, per poi sposare Rhiannon e cambiare soport dopo aver scoperto che il lancio della clava F51 non sarebbe stato incluso alle Paralimpiadi di Parigi 2024. Butterfield è così passata al curling in carrozzina e in appena 6 mesi è entrata a far parte della squadra mista scozzese che ha conquistato una medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo. Due mesi dopo le hanno diagnosticato un cancro al seno, con successiva chemioterapia e immunoterapia.
La pista di curling vicino alla casa della coppia a Stirling è diventata la sua via di fuga. Lo stare sul ghiaccio insieme alle sue compagne di squadra, scrive OutSports, era l’unico posto in cui non si sentiva definita dalla malattia. Era semplicemente un’atleta. Libera dal cancro da oltre 18 mesi, Jo è arrivata in Italia per conquistare un altro podio olimpico, ma questa volta invernale. Insieme a Kean ha dichiarato di volere l’oro, con il Principe William e la Principessa Kate Middleton che hanno visitato la National Curling Academy qualche settimana fa, per incoraggiarli. Il curling in carrozzina richiede un livello di precisione unico perché, a differenza della versione olimpica standard, non c’è spazzolatura: gli atleti devono lanciare la stone da una sedia a rotelle fissa usando una stecca. Come dice Butterfield, bisogna essere “precisissimi“. A Milano Cortina 2026 ci sono otto squadre in gara, con il duo giapponese formato da Yoji Nakajima e Aki Ogawa favorito, dopo aver conquistato il primo titolo mondiale di doppio misto un anno fa. Il girone all’italiana inizia oggi, con Jo Butterfield a caccia di un nuovo sogno.

