Pavia Queer Fest 2026: il primo festival della città dedicato all’arte queer, tra identità e cultura LGBTQIA+. Il programma del 17 e 18 aprile

Il Pavia Queer Fest 2026 debutta il 17 e 18 aprile: due giorni tra mostre, performance, musica e cultura queer nel centro della città. Ecco il programma completo.

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Pavia Queer Fest, il 17 e 18 aprile 2026
Pavia Queer Fest, il 17 e 18 aprile 2026
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Arriva a Pavia un nuovo appuntamento culturale destinato a lasciare il segno. Venerdì 17 e sabato 18 aprile 2026 debutta il Pavia Queer Fest, il primo festival cittadino interamente dedicato alle arti contemporanee queer. Il Pavia Queer Fest 2026 si inserisce tra i nuovi appuntamenti culturali LGBTQIA+ in Italia, ampliando il panorama di eventi che intrecciano arte, identità e attivismo. Organizzato dall’associazione Coming-Aut LGBTI+ Community Center, il festival si svolgerà nel cuore della città, tra i Giardini del Castello, il Palazzo Broletto e la Sala Espositiva Santa Maria Gualtieri, trasformando il centro storico in un luogo attraversato da arte, politica e comunità.

 

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Pavia Queer Fest 2026, tra arte, identità e impegno politico

Il Pavia Queer Fest nasce con un’identità chiara: oltre a rappresentare un evento artistico, è anche e soprattutto un progetto politico e culturale. La sua prima edizione coincide con un momento simbolico importante, il ventennale delle attività di Coming-Aut (2005–2025), associazione impegnata nella tutela delle persone LGBTQIA+ sul territorio pavese.

L’obiettivo, ambizioso e al tempo stesso concreto, è quello di rafforzare la presenza della cultura queer nella vita pubblica, creando occasioni di incontro tra artistə, performer e cittadinanza. Un percorso che si inserisce anche nel più ampio cammino verso il Pavia Pride, atteso il 13 giugno per la sua decima edizione, nell’ambito dei fitti appuntamenti del 2026.

Come sottolinea Cecilia Bettini, presidente di Coming-Aut: “Le opere e le performance del Pavia Queer Fest danno voce a soggettività a cui storicamente la presa di parola è stata a lungo negata. Coming-Aut da vent’anni si batte per contrastare l’invisibilizzazione e la marginalizzazione delle persone LGBTI+, garantendo spazi di ascolto e tutele. Il Pavia Queer Fest non vuole essere solo una celebrazione, ma un momento rivendicativo in cui l’arte diventa strumento politico: occasione di dialogo e possibilità concreta di immaginare presente e futuro, contribuendo a rendere la cultura un luogo davvero inclusivo”.

Il programma del 17 aprile: memoria, comicità e nightlife queer

Il festival si apre venerdì 17 aprile alle ore 18:00 con l’inaugurazione ufficiale presso lo Spazio Broletto. A seguire, uno degli appuntamenti centrali della giornata: la mostra fotografica “L’isola degli arrusi” di Luana Rigolli.

Attraverso materiali d’archivio e scatti originali, l’artista ricostruisce la storia del confino imposto agli omosessuali durante il fascismo, soffermandosi sulla vicenda dei quarantacinque uomini siciliani deportati sull’isola di San Dòmino tra il 1939 e il 1940. Un lavoro che intreccia memoria storica e ricerca visiva, restituendo dignità a storie spesso cancellate.

La sera si sposta ai Giardini del Castello con “Komorebi”, stand-up dramedy di Giorgia Mazzucato. Il titolo richiama una parola giapponese che indica “la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi”, immagine che diventa metafora di uno spettacolo capace di mescolare ironia e denuncia sociale. Attraverso un linguaggio diretto, Mazzucato affronta le contraddizioni e le violenze sistemiche che ancora oggi colpiscono la comunità LGBTQIA+ in Italia.

A chiudere la giornata, il DJ set di Santissima Vicky, drag queen tra le più riconoscibili della scena milanese. Tra glamour, cultura pop e provocazione, la sua performance si muove tra intrattenimento e affermazione politica, incarnando pienamente lo spirito del festival.

Il programma del 18 aprile: utopie, corpi e narrazioni queer

La seconda giornata, sabato 18 aprile, si apre con “Utopie queer”, una conversazione pubblica dedicata alla graphic novel Saetta Rossa. Un incontro che vede protagonisti Marco B. Bucci, Riccardo Atzeni ed Enrico Buscaroli, tra immaginari distopici, estetiche supereroistiche e visioni alternative di società.

 

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Nel pomeriggio, spazio alla performance “Parti di madre trans*” di Egon Botteghi, un lavoro intenso che affronta il tema della genitorialità delle persone trans. Un racconto che intreccia autobiografia e riflessione teorica, mettendo in discussione modelli normativi ancora fortemente radicati.

Segue uno degli appuntamenti più interessanti del festival: “Queer lenti, archivi instabili”, con la proiezione in pellicola Super 8 e la performance live di Stanley Sunday (David Domingo), figura di riferimento del cinema underground spagnolo. L’incontro con l’artista offrirà al pubblico un accesso diretto a pratiche sperimentali e visioni radicali.

 

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La serata si chiude con la musica: prima il concerto di Dug (Samuel Dughetti), rapper genovese che intreccia il proprio percorso artistico con la sua esperienza personale come uomo trans, poi il DJ set di Sonia García, artista e giornalista che esplora attraverso il suono temi come memoria, appartenenza e territorio.

 

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Archivi, memoria e comunità: gli spazi del festival

Accanto agli eventi principali, il Pavia Queer Fest propone anche uno spazio narrativo permanente: “Archivi di cura e lotta queer”, dedicato alla storia e al lavoro dell’associazione Coming-Aut. Qui sarà possibile vedere il docufilm Corso Garibaldi 20/N e materiali d’archivio che raccontano anni di attivismo e comunità.

Non mancherà il Broletto Village, area pensata come luogo di incontro e socialità, con stand di editoria indipendente queer e realtà del territorio.

La mostra L’isola degli arrusi resterà inoltre visitabile fino al 3 maggio, prolungando l’impatto del festival oltre le due giornate ufficiali.

Un festival gratuito e accessibile: l’appello alle donazioni

Uno degli elementi centrali del Pavia Queer Fest è la sua accessibilità: tutti gli eventi saranno gratuiti. Una scelta politica precisa, che punta a rendere la cultura queer aperta e fruibile da tutte e tutti.

Per sostenere il progetto, Coming-Aut ha lanciato una campagna di crowdfunding e un appello a istituzioni, aziende e cittadinanza con l’obiettivo di garantire la qualità della programmazione e la sostenibilità dell’iniziativa.

Il sostegno delle istituzioni locali

Il festival è realizzato con il patrocinio del Comune di Pavia, attraverso l’Assessorato alle Politiche Culturali e quello alle Pari Opportunità, oltre al contributo di Fondazione Cariplo.

Secondo Maria Cristina Barbieri, assessora alle Politiche Culturali: “Questa prima edizione del Queer Fest vuole essere per l’assessorato alle politiche culturali un primo esempio di collaborazione con l’Associazione Coming-Aut, auspicando che la cultura Queer possa essere nel futuro sempre più collegata alle espressioni di politica culturale inerenti alla persona portate avanti dallo stesso settore cultura”.

A sottolineare l’importanza dell’iniziativa anche Alessandra Fuccillo, assessora alle Pari Opportunità: “In tempi recenti la città di Pavia ha dimostrato di sapersi aprire a nuove forme espressive: con il Queer Fest iniziamo al fianco di Coming-Aut una nuova avventura in cui crediamo molto, che porterà al riconoscimento di un mondo, quello Queer, che diffonde una profonda cultura della libertà, in cui le strutture dell’identità sono meno rigide e dove ognuno può essere visto per ciò che è, senza giudizio”.

Pavia Queer Fest 2026: un nuovo spazio culturale da costruire

Il Pavia Queer Fest si presenta come un progetto culturale e politico che guarda al futuro. Non solo una due giorni di eventi, ma l’inizio di un percorso che prova a radicare l’arte queer nel tessuto urbano e sociale della città.

Tra memoria, performance e nuove narrazioni, il festival pavese costruisce uno spazio in cui le identità non conformi possono essere raccontate senza mediazioni, aprendo un dialogo diretto con la cittadinanza.

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